Tabellino della partita

15/05/1977 - Vicenza, stadio Romeo Menti
33° giornata del Campionato di Serie B 1976/1977
Lanerossi Vicenza 0Lecce 0
Galli
Lelj
Marangon
Donina
Dolci
Carrera
Cerilli
Salvi
Albanese
Faloppa
Filippi
Nardin
Pezzella
Croci
Mayer
Zagano
Giannattasio
Cannito
Biondi
Petta
Fava
Montenegro
All.: Fabbri Giovan BattistaAll.: Renna
Eventi:
88' Sostituzione Lorusso per Biondi
Ammonizione Cerilli
Ammonizione Pezzella
Ammonizione Mayer
Ammonizione Petta
Ammonizione Zagano
Arbitro: D'Elia di Salerno
Note:
Cielo a tratti coperto e con spruzzi di pioggia. Spettatori paganti 15.557, più 5.851 abbonati, per un incasso di 41.816.500 lire. All'88' Biondi è stato sostituito da Lorusso per un leggero stiramento. Angoli 8 a 2 (p.t. 5 a 1) per il Vicenza. Cerilli (LR Vicenza) si fa parare un rigore da Nardin (LE) al 6' della ripresa. A disposizione in panchina per il Lecce il secondo portiere Vannucci e l'attaccante Biagetti; per il Lanerossi Vicenza il secondo portiere Sulfaro, il terzino-stopper Prestanti e il centrattacco Briaschi.
Cronaca:
La Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 16 maggio 1977 così titolava: "LECCE da pari a pari col grande Vicenza grazie anche a Nardin che para un rigore" Il Lecce conquista un pareggio di prestigio, ma perde per l'anno prossimo la sua guida tecnica: renna se ne va e con lui anche il secondo Sensibile. Un divorzio che ha fatto smontare gli entusiasmi per una prestazione che forse è stata la più bella di quest'anno in trasferta, di questo lecce che ha tenuto testa spavaldamente al Vicenza, aiutato dall'arbitro D'Elia di Salerno che, fra le tante agevolazioni concesse, ha assegnato ai veneti un inesistente calcio di rigore. Un Lecce che ha dettato legge, in alcuni momenti, a centrocampo, grazie alla prova brillantissima di Giannattasio, tamponatore delle azioni offensive dei veneti e suggeritore di azioni-gol per gli attaccanti leccesi; di Biondi, autore di una prova molto interessante ed anche molto valida per i "numeri" di valore; di Fava, che al suo rientro ha onorato la sua carica di capitano con una partita di notevole qualità. Un Lecce da elogiare in blocco (tutti e undici sono stati autentici leoni) che ha dimostrato ancora una volta di sapere rispettare gli appunatamenti di rilievo, lasciando anche una bella impressione nei circa 100-150 coraggiosi salentini venuti da tutte le parti del Veneto per incoraggiare la squadra. Due episodi fra i tanti testimoniano, inoltre, la poca capacità del signor D'Elia: il primo, il rigore. C'erano state in precedenza due azioni da moviola in cui forse potevano esserci gli estremi della massima punizione a favore del Vicenza. L'arbitro aveva lasciato correre, anche perchè al 13' del primo tempo un colpo di testa di Montenegro era stato rinviato circa un metro dentro l'area di rigore, col braccio da Dolci. Sembrava che il signor D'Elia fosse intenzionato ad usare lo stesso metro di valutazione per entrambe le squadre (ossia rigore per nessuna) quando invece al 7' della ripresa, su un'azione personale di Filippi, l'ala sinistra con il vizio della caduta facile, si è lasciato incantare, considerando così da massima punizione un intervento di Mayer il quale, visto Pezzella superato dall'attaccante vicentino, lo ha atteso per fermarlo con eleganza: Filippi ha però fatto la scena ed è caduto ancor prima di essere attaccato da Mayer. Rigore inesistente e incredibile. Ma ha reso...giustizia al Lecce il validissimo Nardin il quale ha intuito il tiro centrale di Cerilli.