martedì 29 agosto 2017 Tifo violento, due ultrà del Lecce arrestati per aver aggredito i poliziotti a Brindisi

Hanno aggredito a pugni e spintoni due poliziotti intervenuti per sedare gli incidenti prima della partita Virtus Francavilla-Lecce del 26 agosto scorso a Brindisi in Lega Pro: due ultrà del Lecce sono stati arrestati per violenza, resistenza, lesioni personali e concorso con ignoti nel danneggiamento della autovettura di servizio. Si tratta di Moreno Colella, di 36 anni, e Sandro Quarta, di 41. I due sono stati individuati grazie ai filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza nella stazione di servizio Agip sulla statale Brindisi-Lecce. E' qui che sabato scorso sono avvenuti gli scontri durante i quali i poliziotti della stradale furono costretti a sparare un colpo di pistola in aria. La collaborazione di alcuni testimoni ha fatto il resto, consentendo agli investigatori della Mobile e della Digos di Brindisi di chiudere il cerchio. I tafferugli si sono verificati qualche ora prima del derby giocato allo stadio Fanuzzi di Brindisi per la prima giornata di campionato.
All'altezza del cavalcavia che collega i rioni brindisini La Rosa e Bozzano un gruppetto di tifosi leccesi erano scesi dalle proprie auto coprendosi il volto con passamontagna. Gli ultrà giallorossi si erano piazzati sulla carreggiata nord interrompendo il traffico in viaggio verso lo stadio. Secondo quanto appurato dagli investigatori non c'è mai stato un corpo a corpo fra le due tifoserie: lo scontro era scongiurato grazie all'intervento degli agenti che si sono ritrovati "letteralmente circondati da decine di ultrà leccesi, alcuni dei quali armati di bastoni", ha spiegato il questore di Brindisi, Maurizio Masciopinto.
Secondo l'accusa due agenti della Stradale furono colpiti dai due ultrà finiti in manette: uno è stato colpito con un pugno, l'altro è stato spinto e ha subito una lesione alla spalla. Gli agenti hanno riportato ferite guaribili in sette giorni, secondo i medici dell'ospedale Perrino di Brindisi che li hanno soccorsi. Nel frattempo l'auto di servizio è stata distrutta, presa a sprangate dagli stessi tifosi. Entrambi gli arrestati sono detenuti nel carcere di Lecce: Colella aveva già avuto un Daspo nel 2015 e Quarta è già noto per rapina e reati in materia di stupefacenti.
(Sonia Gioia - http://bari.repubblica.it)

domenica 27 agosto 2017 Brindisi, agente aggredito prima del derby. Fumogeni e spari in aria necessari per placare gli ultrà in un'area di servizio

Tafferugli e scontri tra forze dell’ordine e ultrà si sono registrati nel tardo pomeriggio di ieri alle porte di Brindisi, a pochi minuti dall’inizio del derby tra Virtus Francavilla e Lecce. Tutto è iniziato intorno alle 16.30, all’interno di una stazione di servizio a pochi chilometri dallo svincolo per l’Aeroporto del Salento. Secondo quanto riportano i giornali locali, un gruppo di ultrà ha iniziato a lanciare sassi e bombe carte contro il pullman dei tifosi avversari. Non è ancora chiaro quali delle due tifoserie abbia dato il via agli scontri. Le forze dell’ordine, intervenute per placare i tafferugli, si sono trovate all’interno di un vero e proprio parapiglia tanto che uno degli agenti è stato aggredito e ferito da alcuni tifosi a bordo di una Fiat Multipla.
A quel punto, le forze dell’ordine hanno sparato un colpo in aria a scopo intimidatorio e lanciato i lacrimogeni. La situazione sarebbe quindi ritornata alla normalità e i tifosi si sono rimessi in marcia verso lo stadio Fanuzzi. Ad attenderli all’esterno dell’impianto sportivo c’erano alcuni agenti della squadra mobile che hanno identificato gli aggressori del collega ferito. La partita si è svolta regolarmente ma in forma blindata, con la polizia a presidiare tutti gli accessi allo stadio. I controlli sono continuati fino al termine della partita. Tra i provvedimenti giudiziari possibili per gli ultrà coinvolti non si esclude la Daspo.
(F. Q. - www.ilfattoquotidiano.it)

mercoledì 20 gennaio 2016 Scontri nel derby tra Fidelis Andria e Lecce: condanne dai sei agli otto mesi per sei tifosi salentini

"Costano caro a sei tifosi del Lecce i disordini causati nei minuti precedenti il derby contro la Fidelis Andria, giocato domenica al “Degli Ulivi”. E’ infatti arrivata la convalida degli arresti per i sostenitori salentini di età compresa tra i 24 e i 32 anni: i sei hanno patteggiato pene comprese tra i sei e gli otto mesi di carcere e il giudice tranese Andrea D’Angeli ha inflitto loro due anni di Daspo con obbligo di firma.
Per tre tifosi giallorossi anche le accuse di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Sequestrate mazze, fumogeni e petardi. I fatti risalgono alle 13 di domenica: circa 40 sostenitori salentini erano arrivati ad Andria privi di tessera del tifoso e di biglietto di accesso allo stadio, cercando di eludere i controlli.
Il gruppo era stato bloccato dalle forze dell’ordine e nel tentativo di fuga a bordo delle proprie vetture aveva lanciato petardi contro gli agenti di polizia. Due agenti avevano riportato lievissime lesioni. Al termine della gara, un gruppo di tifosi della Fidelis Andria, sostenuti da alcuni tifosi del Bari, aveva inoltre tentato di forzare il presidio degli agenti, dando inizio ad una sassaiola, bloccata sul nascere.
Gianpaolo Patruno, dirigente del commissariato di Andria, ha sottolineato e ringraziato in una nota l'intervento degli agenti della polizia locale. L’operazione è stata seguita anche dal questore di Bari, Antonio De Iesu. E’ al vaglio delle forze dell’ordine la proposta di divieto di accesso alle manifestazioni sportive per altri dieci sostenitori ospiti. Nel corso della partita sono stati inoltre accesi sette fumogeni e quattro petardi nella curva Nord. Per la Fidelis Andria è già arrivata una multa di 1.500 euro, ma non sono esclusi Daspo per alcuni suoi tifosi."
(Luca Guerra - www.repubblica.it)

lunedì 18 gennaio 2016 Incidenti Andria-Lecce, Daspo per sei

"Sarà chiesta l'emissione del provvedimento di divieto di accesso allo stadio e a manifestazioni sportive (Daspo) per sei ultrà salentini, di età compresa fra 24 e 32 anni e privi di biglietto, arrestati ieri pomeriggio ad Andria per avere provocato incidenti prima del derby contro la squadra locale della Fidelis Andria all'esterno dello stadio. A uno di loro in passato era stato già inflitto un Daspo. I sei arrestati sono rinchiusi nella casa circondariale di Trani e sono accusati di possesso di materiale esplodente (lanciato anche contro le forze dell'ordine) e di oggetti atti ad offendere, parte dei quali poi sequestrato; tre di loro rispondono anche di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Altri cinque ultrà salentini sono stati denunciati in stato di libertà per aver incitato alla violenza e aver preso parte ad episodi che hanno turbato l'ordine pubblico."
(ANSA)

lunedì 28 dicembre 2015 La festa dopo il derby, a giudizio 39 tifosi per manifestazione non autorizzata

"Manifestazione non autorizzata. E’ questa l’ipotesi di reato formulata nei confronti di trentanove tifosi leccesi cui è stato notificato, nelle scorse, la citazione diretta a giudizio, per il 9 marzo prossimo, dinanzi al giudice monocratico della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce. Si tratta di una vicenda giudiziaria che trae origine dal lontano 2011.
E’ il 15 maggio quando al San Nicola di Bari va in scena uno dei derby più discussi del calcio nostrano, quella della presunta combine. In una calda domenica di maggio, Bari e Lecce danno vita a un derby destinato a riempire più che le cronache sportive quelle giudiziarie. A far impazzire i supporter salentini, dopo una manciata di minuti nella ripresa, è il gol di Jeda. Una rete che fa sognare un'intera regione, che vede la salvezza ormai vicinissima. Ci pensano l'autogol di Andrea Masiello (dai contorni oscuri) e il gol di Pinilla (per il Palermo) a completare la festa del Lecce e di tutto il Salento. I giallorossi, superiori in campo e anche sugli spalti, non si scompongono, fanno festa e intonano una pizzica in versione calcistica. La festa per la salvezza raggiunta nel derby (il sogno di ogni tifoso) prosegue per le vie del capoluogo salentino, dove un carosello spontaneo parte da Porta Napoli per raggiungere piazza Sant’Oronzo, cuore del capoluogo barocco. Un pomeriggio di festa in cui un’intera città scende in strada per festeggiare la permanenza nella massima serie calcistica (poi cancellata dalle sanzioni della giustizia sportiva).
Secondo l’ipotesi accusatoria gli indagati avrebbero "organizzato e partecipato a una manifestazione non autorizzata in occasione dell’incontro Bari-Lecce, dapprima convergendo nei pressi dello stadio “via del mare” all’esterno delle Curva Nord”. “Successivamente – contesta ancor l’accusa – recandosi in corteo in piazza Sant’Oronzo, occupando parte della piazza a successivamente l’Anfiteatro, accendendo e lanciando nel contempo fumogeni e latro materiale esplodente”. In particolare sarebbero stati alcuni degli indagati a guidare il corteo: “Andrea De Mitri, reggendo lo striscione in prima fila accendeva un fumogeno e guidava il corteo all’interno dell’Anfiteatro, con Salvatore De Matteis, Simone De Mitri, Marco Falbo, Giuseppe Feudo, Antonio Peciccia, Alberto Pino, Mirko Quarta, Paolo Roli, Juri Zecca e altri”.
Il decreto di citazione diretta a giudizio è stato emesso per Antonio Alfarano, 30enne di Lecce; Vito Cristian Baglivo, 40enne di Lecce; Roberto Caiaffa Sportella, 28enne di Lecce; Giuseppe Campobasso, 38enne di Lecce; Christian Capoccia, 32enne di Lecce; Francesco Ciminiello, 32enne di Cavallino; Jonathan Danisi, 23enne di Lecce; Edmondo Yuri Dantes, 29enne di Lecce; Leo De Matteis, 35enne di Lecce; Salvatore De Matteis (detto Toti), 38enne di Lecce; Andrea De Mitri (detto Smith), 40enne di Lecce; Simone De Mitri, 40enne di Surbo; Mattia Durante, 27enne di Lecce; Massimo Esposito, 35enne di Carpignano Salentino; Marco Falbo, 27enne di Lecce; Giuseppe Feudo, 45enne di Lecce; Francesco Goffredo, 38enne di Lecce; Giovanni Letizia, 33enne di Novoli; Cristian Luperto, 36enne di Lecce; Stefano Luperto, 39enne di Lecce; Andrea Mandurino, 38enne di Lecce; Donato Marasco, 31enne di Scorrano; Graziano Mazzarelli, 24enne di Lecce, ma residente a Milano; Enrico Nocco, 42enne di Melpignano; Valerio Pascali, 25enne di Lecce; Antonio Peciccia, 30enne di Lecce; Francesco Pellegrino, 32enne di Lecce; Dario Petrelli, 26enne di Lecce; Riccardo Piccinni, 28enne di Lecce; Alberto Pino, 61enne di Lecce; Mirko Quarta, 36enne di Lecce; Andrea Rizzo, 28enne di Lecce; Antonio Paolo Rolli, 35enne di Leverano; Andrea Sammati, 32enne di Lecce; Giancarlo Serio, 39enne di Surbo; Riccardo Signore, 23enne di Lecce; Mauro Tolardo, 41enne di Squinzano; Mirko Verdesca, 39enne di Lecce; Juri Zecca, 23enne di Lecce.
Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Milli, Massimo Zecca, Cosimo Castrignanò, Ivana Maria Quarta, Sabrina Conte, Paolo Cantelmo, Maria Carmen Castellana, Marco Castelluzzo, Amilcare Tana, Stefano Pati, Andrea Monterisi, Daniela De Giovanni, Giancarlo Dei Lazzaretti, Sabrina Bracciale, Maurizio Memmo, Barbara Fontò, Mirko Urso, Rocco Vincenti, Giuseppe Della Torre, Vincenzo De Benedittis, Corrado Passabi. [...]"
(a.mor. - www.lecceprima.it)

giovedì 12 novembre 2015 Calcio, indagati due ultrà del Lecce: minacce a calciatore per screditare l'ex presidente

Violenze e minacce nei confronti del calciatore uruguayano Valter Lopez, ex esterno del Lecce che oggi veste la maglia di una squadra del suo Paese), per indurlo a delegittimare la società dell'ex presidente Savino Tesoro, screditandola pubblicamente. Due ultrà salentini - il 40enne Andrea De Mitri e il 32enne Alberto Geisson De Giorgi - finiscono nel mirino della Procura, che ha fatto notificare loro un avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal pm Massimiliano Carducci dopo una articolata attività investigativa condotta dai poliziotti della Digos coordinati dal vicequestore Raffaele Attanasi. I protagonisti dell'ennesima storia di calcio malato sono due volti noti della curva giallorossa, uno dei quali già coinvolto nella maxi-inchiesta del 2009 sul tifo violento. All'epoca 14 tifosi furono arrestati con l'accusa di avere fatto parte di un'associazione per delinquere finalizzata all'aggressione nei confronti dei supporter delle squadre avversarie e delle forze dell'ordine. Il processo scaturito da quell'indagine è attualmente in corso. Stavolta, invece, i due avrebbero fatto parte del gruppo che la sera del 19 aprile scorso, dopo la partita Lecce-Foggia vinta dai giallorossi sul filo di lana, raggiunse Lopez sotto casa, lo accerchiò e minacciò ripetutamente di morte davanti alla moglie e ai figli di un anno e mezzo e tre anni. "Devi fare la guerra ai Tesoro altrimenti ti ammazziamo", intimarono gli ultrà, suggerendo al giocatore di convocare l'indomani una conferenza stampa per comunicare he la società non pagava da tempo gli stipendi. Una minaccia a cui lo sportivo non volle piegarsi, ma che lo spinse ad abbandonare la sua abitazione insieme alla famiglia quella sera stessa e a cercare di lasciare Lecce in tutta fretta per timore di ritorsioni. E se pure qualcuno riuscì a convincerlo a finire il campionato, l'occasione di andare via il giovane la colse al volo a fine stagione approfittando del contratto in scadenza. Non prima di avere confermato agli investigatori le pressioni di cui fu vittima. A sostegno delle ipotesi investigative anche le immagini riprese da una videocamera installata vicino casa di Lopez, che mostrano chiaramente i due mentre raggiungono la strada in cui abitava il calciatore. Le indagini proseguono per individuare le altre persone che facevano parte del grupp, ma anche per capire se l'idea di esercitare pressioni su Lopez sia nate autonomamente nell'ambito della tifoseria o sia partite da un mandante esterno: ovvero da qualcuno che alla fine dello scorso campionato aveva interesse a delegittimare la famiglia Tesoro agli occhi dell'opinione pubblica, al fine di sollecitare il processo già avviato di allontanamento dalla squadra di calcio.
(Chiara Spagnolo - http://bari.repubblica.it)

mercoledì 13 maggio 2015 Lamezia; lancio oggetti in campo, denunciati tifosi Lecce

Due tifosi leccesi sono stati denunciati da agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Lamezia Terme (Cz) per il lancio di materiale pericoloso in campo avvenuto durante l'ultima partita di campionato disputatasi sabato 9 maggio . al "Guido D'Ippolito" tra la Vigor Lamezia e il Lecce. Le immagini del sistema di videosorveglianza hanno consentito la ricostruzione di quanto avvenuto e l'individuazione dei responsabili, A.A. di 39 nni, e N.G. di 24, giunti in trasferta a Lamezia Terme,per sostenere la loro squadra rispettivamente dalla Svizzera e dalla Germania, dove risiedono da anni. I due avrebbero lanciato nel terreno di gioco due bottiglie piene di liquido, quindi potenzialmente pericolose per l'incolumita' dei giocatori. Il primo lancio e' avvenuto verso la fine del primo tempo comportando una breve sospensione dell'incontro e il secondo si e' verificato nella ripresa. La loro condotta sara' oggetto di valutazione da parte del Questore di Catanzaro per l'eventuale emissione del provvedimento amministrativo del Daspo.
(AGI)

domenica 26 aprile 2015 Il derby Martina-Lecce rovinato dagli scontri

"Il Lecce vince, il Martina festeggia. Perché nonostante il ko casalingo con i salentini (0-1), la squadra della Valle d'Itria ha conquistato la matematica salvezza nel girone C della Lega Pro. Una festa rovinata però dagli scontri avvenuti prima del match a Martina Franca, dove alcuni tifosi ospiti sono venuti a contatti con i sostenitori di casa (e, si sospetta, con una frangia di ultras baresi) fra piazza d'Angiò, corso Italia e lo stadio Tursi. Sfottò pesanti, poi lo scontro fisico che ha reso necessario l'intervento della polizia. Nel bilancio anche alcune automobili danneggiate. A Martina Franca sono arrivati un migliaio di tifosi del Lecce, a fronte dei trecento tagliandi messi a disposizione. Meno di due settimane fa tifosi leccesi e brindisini si erano scontrati dopo essersi incontrati in una stazione di servizio nei pressi di Canne della Battaglia [...]"
(A. Palumbo - repubblica.it)

venerdì 10 aprile 2015 Processo agli ultras, assoluzione piena anche in appello Juri Palazzo

Assoluzione anche in appello per Juri Palazzo, 26enne, leccese, per cui il pubblico ministero Ennio Cillo aveva chiesto una condanna a nove anni di reclusione. Palazzo, difeso dagli avvocati Giuseppe Milli e Renata Minafra, era accusato di tentato omicidio. Il 16 marzo del 2008, durante i festeggiamenti organizzati dai sostenitori della Curva Nord fu lanciata, contro una camionetta blindata dei carabinieri, una bomba carta. Un ordigno di fattura artigianale, ma piuttosto potente. A causa dell'esplosione la Jeep, infatti, subì seri danni. Solo il caso volle che nessun militare rimanesse seriamente compromesso. Altro capo d'imputazione particolarmente grave contestato, e che è a sua volta caduto, quello di aver fatto parte di un'associazione per delinquere. La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio, dopo quasi un'ora e mezza di camera di consiglio.
In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, dunque, anche nel processo d’appello i giudici hanno condiviso in pieno la tesi dei legali di Palazzo (che ha scontato più di quattro mesi di custodia cautelare) che, nell’arringa difensiva, attraverso riscontri e perizie di natura tecnica, sono stati in grado di dimostrare come il loro assistito al momento del lancio non si trovasse dietro la siepe da cui partì l'ordigno, ma in una posizione diversa, incompatibile con la traiettoria tracciata dalla bomba carta. Fondamentale si è rivelato, in tal senso, l’ausilio di un video girato da una persona estranea ai fatti.
E’ emerso, infatti, che non solo l’imputato era lontano dal luogo dove è stata lanciata la bomba carta, ma che il carabiniere che si trovava vicino alla camionetta non poteva averlo riconosciuto perché di spalle, e che quindi la ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori era errata. “Siamo soddisfatti della sentenza – ha commentato l’avvocato Minafra –, e del fatto che il giudice abbia sposato in pieno la tesi difensiva” [...]
(A.M. - www.lecceprima.it)

lunedì 29 settembre 2014 Lancio di fumogeni e striscioni, ai domiciliari un ultrà del Lecce

Un ultrà della squadra di calcio del Lecce, Andrea Patarnello di 41 anni, è stato arrestato dagli agenti della Digos della Questura di Lecce per aver utilizzato fumogeni all’interno dello stadio durante l’incontro Lecce-Paganese del 27 settembre scorso. Su disposizione del pm della Procura di Lecce Carmen Ruggiero, l’ultrà è agli arresti domiciliari. Per quanto riferito dalla polizia, nel secondo tempo della stessa partita Patarnello ha inoltre assemblato pezzi di carta per realizzare uno striscione, successivamente esposto, lungo 10 metri, con la scritta «22.09.14... Fuori gli ultras dalle galere! U.L.», verosimilmente riferito all’arresto dell’ultrà napoletano soprannominato «Genny a’ carogna». Questa circostanza, fanno sapere da Questura, potrebbe avere conseguenze sulle procedure in atto per l’attribuzione del Daspo allo stesso Patarnello.
A incastrare l’ultrà sono stati i filmati delle telecamere dello stadio di via del Mare. Patarnello è stato ripreso mentre in Curva Nord, inginocchiato per non farsi riconoscere, lancia un fumogeno e, sempre in ginocchio, si allontana per poi ricomparire qualche metro più avanti. L’ultrà è stato riconosciuto anche per i tatuaggi e la maglietta nera con la scritta gialla «Acab» che indossava e che è stata trovata dagli agenti della Digos nel corso di una perquisizione domiciliare.
(www.corrieredelmezzogiorno.it)