mercoledì 02 maggio 2018 Processo Ultrà Lecce: cade il reato associativo, undici imputati condannati a pene lievi

"Dopo il trionfo in campo con la promozione del Lecce in serie B arriva un successo anche nelle aule di Tribunale per la tifoseria giallorossa. I giudici della seconda sezione penale (Presidente Roberto Tanisi) hanno assolto sedici esponenti degli Ultrà Lecce (la frangia più calda del tifo leccese) dall'accusa di associazione a delinquere con la formula più ampia prevista dal codice di procedura penale: perchè il fatto non sussiste. E il commento a caldo dell'avvocato Giuseppe Milli (uno dei legali che ha portato avanti la battaglia in Tribunale in questi lunghi anni) è eloquente. Di poche ma significative parole: "Il trionfo della giustizia". Il Tribunale ha di fatto ridimensionato le richieste di pena invocate dall'avvocato generale Ennio Cillo.
Un anno e 10 mesi di reclusione sono stati inflitti a Juri Zecca, 25, di Lecce; 1 anno e 9 a Marcello Impellizzeri, 29 anni, di Lecce così come per Marco Falbo, 29, di Lecce; 1 anno e 6 mesi di reclusione per accensione e lancio di fumogeni a Salvatore Andrea Polimeno, 28enne di Lecce, tristemente noto alle pagine di cronaca come l'omicida di Valentino Spalluto, il 21enne di Surbo assassinato il 2 agosto del 2012 in Piazza Palio; 1 anno e 3 mesi a Vito Cristian Baglivo, 43, di Lecce; 9 mesi ad Antonio Peciccia, 32, di Lecce; 8 mesi a Leo De Matteis; 6 mesi a Gianluca Leone, 44, di Squinzano così come per Andrea Capasa, 33, di Lecce; 4 mesi ad Andrea De Mitri, 42 anni, di Lecce e ad Alessandro Bosco, 34, di Lecce.
La sospensione della pena è stata accordata per Andrea De Mitri, Antonio Peciccia, Andrea Capasa e Alessandro Bosco. Per Marcello Impellizzeri, Leo De Matteis, Andrea Capasa, Gianluca Leone, Antonio Peciccia, Alessandro Bosco, Marco Falbo, Juri Zecca e Salvatore Andrea Polimeno è stato disposto il divieto di accedere alle manifestazioni sportive sul territorio nazionale e all'obbligo di firma presso la Questura di Lecce in occasione della partite della squadra giallorossa per due anni. Le motivazioni sono attese per i prossimi 90 giorni ma per tempi tecnici (tra deposito e invio della sentenza nella cancelleria dei giudici d'Appello) sulle condanne e sulle pene accessorie pende la prescrizione che, in pochi mesi, dovrebbe annullare l'efficacia del dispositivo di primo grado.
E proprio per intervenuta prescrizione è stato disposto il non doversi procedere per Stefano Melli, 42enne di Lecce; Salvatore De Matteis, 39 anni, di Lecce; Alberto Pino, 63 anni, di Lecce, Giuseppe Feudo, 48, di Calimera; Simone De Mitri, 37, di Surbo; Stefano Chironi, 37, di Lecce; Marcello Santopietro, 41, di Lecce; Antonio Paolo Rolli, 37, di Copertino; Gaetano De Pascali, 29, di Muro Leccese; Marco Malinconico, 33, di Copertino; Carmine Quarta, 32, di Surbo; Pier Vincenzo Spagnolo, 40, di Galatina; Marco Pennetta, 45, di Monteroni; Luca Campilungo, 35, di Carmiano; Claretta Pindinello, 31, di Racale; Giampiero Greco, detto "Ape", 34, di Caprarica; Andrea Sammati, 43 anni, di Castromediano.
Sono stati assolti nel merito: Cristian Greco, 44, di Lecce; Riccardo Signore, 25, di Lecce; i gemelli Massimiliano Vincenti, di 33 anni, residenti a Muro Leccese.
Il processo si è incentrato su presunte imposizioni impartite dagli esponenti della frangia più calda dei supporters giallorossi agli altri tifosi. Come accaduto in occasione della match di serie B Lecce-Gallipoli del 24 ottobre del 2009 quando sarebbe stato imposto il silenzio come segno di protesta anche a quei tifosi che avrebbero voluto sostenere la squadra; ci sarebbero poi le minacce rivolte agli steward affinchè la curva restasse senza controllo; in alcune partite di cartello in serie A come in occasione di Lecce-Milan e Lecce-Inter gruppi di tifosi avrebbero atteso lungo viale dello Stadio il transito dei tifosi ospiti bloccati e bersaglio di sassaiole. Nel processo era confluito anche l'episodio delle minacce rivolte all'ex difensore di origini maliane Souleymane Diamoutene per i suoi trascorsi nel Bari.
Nel corso della lunga istruttoria dibattimentale sono comparsi come testimoni, oltre allo stesso Diamoutene anche l'ex allenatore del Lecce Gigi Di Canio, l'indimenticato bomber uruguaiano Ernesto Javier Chevantone l'allora amministratore delegato Claudio Fenucci. Le arringhe difensive hanno a lungo insistito sull'insussistenza del reato associativo citando e allegando agli atti del processo una sentenza del luglio del 2017 con cui sei ultras dell'Atalanta sono stati assolti dall'accusa di associazione con formula piena: perchè il fatto non sussiste. Proprio come deciso dai giudici leccesi. In particolare l'avvocato Milli ha depositato un articolato memoriale, tra sentenze, video e audio, che avrebbero evidenziato una serie di omissis degli inquirenti tali da non poter ricostruire fedelmente tutti i fatti. Nel corso della sua arringa ha poi smontato l'ipotesi accusatoria ripercorrendo con un lungo excursus il movimento ultras come fenomeno sociale e di aggregazione motivato solo da tanta passione per i colori della propria città, nel caso di specie quelli giallorossi. Il collegio difensivo era completato dagli avvocati Stefano Pati, Giancarlo Dei Lazzaretti, Francesco Calabro, Renata Minafra, Viola Messa, Oronzo Chironi, Vincenzo De Benedittis, Giovanni Erroi, Luigi Rella, Salvatore Leone, Cosimo Rampino, Paolo Cantelmo, Silvia Mauro, Mario Ciardo, Stefano Prontera, Salvatore Leone, Pasquale De Matteis, Paolo Maci, Francesco Maria De Giorgi, Sandro Rollo, Nicola Caroli, Massimo Zecca, Stefania Melissano, Sergio Santese, Maurizio Memmo e Luigia Cretì."
(F.Oli. - www.corrieresalentino.it)

martedì 20 marzo 2018 Ex portiere del Lecce in serie A tra i 37 arrestati in un'operazione antimafia

"C'é anche un ex calciatore dell'u.s. Lecce, Davide Petrachi, tra le 37 persone arrestate nell'ambito dell'operazione anti droga dei carabinieri di Lecce. Davide Petrachi, 32 anni, leccese, é stato raggiunto da un provvedimento restrittivo ai domiciliari. E' stato uno dei portieri della rosa del Lecce calcio per 7 stagioni, militando anche in serie A, fino alla stagione 2014-2015 per poi giocare nella Virtus Lanciano, Martina Franca e Nardò calcio in serie D.
Petrachi veniva chiamato dal sodalizio 'calcio' o 'portiere'. E' tra le persone arrestate in Salento in una vasta operazione antidroga chiamata 'Orione', nella quale i carabinieri nella compagnia d i Maglie hanno eseguito 37 ordinanze di custodia cautelare.
I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Lecce Vincenzo Brancato su richiesta dei pm Antimafia Guglielmo Cataldi e Maria Vallefuoco nei confronti di altrettante persone indagate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e associazione di tipo mafioso.
Tra i reati contestati,anche detenzione abusiva di armi e di materiale esplosivo, estorsione, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata. L'indagine, avviata nel 2015, ha portato i carabinieri di Maglie a sgominare tre associazioni per delinquere, una delle quali era strutturata secondo uno schema verticistico e composta da soggetti che farebbero parte della Scu.
Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati quantitativi di hashish, cocaina, eroina, quattro detonatori, 2 ordigni esplosivi artigianali, 1 AK-47 Kalashnikov, 5 pistole e relativo munizionamento."
(http://bari.repubblica.it)

lunedì 12 marzo 2018 Scontri dopo Lecce-Carpi, il ricorso è inammissibile: in carcere 45enne

"Il ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile e la sentenza nei suoi confronti diventa definitiva, spalancandogli così le porte del carcere.
In manette è finito il 45enne Antonio Carmine Angelè, di Matino, arrestato dai militari della stazione del suo paese in esecuzione dell’ordine di carcerazione, emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Corte d’Appello di Lecce.
I fatti di cui è accusato l’uomo – danneggiamento e lancio di materiale pericoloso nonché scavalcamento ed invasione di campo – risalgono al 16 giugno 2013, in occasione della partita di calcio tra il Lecce ed il Carpi, finale playoff valida per la promozione in serie B.
L’uomo dovrà scontare la pena residua di due anni e quattro mesi di reclusione. Angelè è stato ristretto presso la casa circondariale di Lecce."
(www.corrieresalentino.it)

giovedì 30 novembre 2017 Derby truccato, confermata la condanna per Semeraro e Quarta «Dovranno risarcire i tifosi truffati»

"La Corte d'Appello di Bari ha confermato la condanna di Pieandrea Semeraro e Carlo Quarta per il reato di frode sportiva per avere offerto denaro a Masiello con l'obiettivo di alterare il risultato del match Bari-Lecce del 15 maggio 2011 e ha confermato inoltre il risarcimento del danno nei confronti dei tifosi, che si erano costituiti parte civile, affermando il principio percui la passione sportiva tradiuta rappresenta un danno a tutti gli effetti ed è quindi risarcibile. Si tratta di un passaggio inedito della sentenza, destinato a fare scuola in ambito sportivo. A distanza di oltre sei, dunque, la condanna viene confermata anche in secondo grado a un anno e sei mesi (pena sospesa) per l'ex presidente del Lecce, Pierandrea Semeraro, e per l'imprenditore Carlo Quarta, con una multa di 10mila euro e risarcimento di 400 euro per ciascuno dei 150 tifosi salentini rappresentati in giudizio. Assoluzione, per non aver commesso il fatto, per Marcello Di Lorenzo, condannato a 9 mesi in primo grado. «La sentenza di oggi è destinata a restare nella storia della città e della giurisprudenza - scrivono in una nota congiunta gli avvocati Giuseppe Milli e Francesco Calabro -. La sentenza di oggi rende, almeno in parte, giustizia ai tifosi e speriamo che funga da deterrente per reati di questo tipo»."
(www.quotidianodipuglia.it)

martedì 29 agosto 2017 Tifo violento, due ultrà del Lecce arrestati per aver aggredito i poliziotti a Brindisi

"Hanno aggredito a pugni e spintoni due poliziotti intervenuti per sedare gli incidenti prima della partita Virtus Francavilla-Lecce del 26 agosto scorso a Brindisi in Lega Pro: due ultrà del Lecce sono stati arrestati per violenza, resistenza, lesioni personali e concorso con ignoti nel danneggiamento della autovettura di servizio. Si tratta di Moreno Colella, di 36 anni, e Sandro Quarta, di 41. I due sono stati individuati grazie ai filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza nella stazione di servizio Agip sulla statale Brindisi-Lecce. E' qui che sabato scorso sono avvenuti gli scontri durante i quali i poliziotti della stradale furono costretti a sparare un colpo di pistola in aria. La collaborazione di alcuni testimoni ha fatto il resto, consentendo agli investigatori della Mobile e della Digos di Brindisi di chiudere il cerchio. I tafferugli si sono verificati qualche ora prima del derby giocato allo stadio Fanuzzi di Brindisi per la prima giornata di campionato.
All'altezza del cavalcavia che collega i rioni brindisini La Rosa e Bozzano un gruppetto di tifosi leccesi erano scesi dalle proprie auto coprendosi il volto con passamontagna. Gli ultrà giallorossi si erano piazzati sulla carreggiata nord interrompendo il traffico in viaggio verso lo stadio. Secondo quanto appurato dagli investigatori non c'è mai stato un corpo a corpo fra le due tifoserie: lo scontro era scongiurato grazie all'intervento degli agenti che si sono ritrovati "letteralmente circondati da decine di ultrà leccesi, alcuni dei quali armati di bastoni", ha spiegato il questore di Brindisi, Maurizio Masciopinto.
Secondo l'accusa due agenti della Stradale furono colpiti dai due ultrà finiti in manette: uno è stato colpito con un pugno, l'altro è stato spinto e ha subito una lesione alla spalla. Gli agenti hanno riportato ferite guaribili in sette giorni, secondo i medici dell'ospedale Perrino di Brindisi che li hanno soccorsi. Nel frattempo l'auto di servizio è stata distrutta, presa a sprangate dagli stessi tifosi. Entrambi gli arrestati sono detenuti nel carcere di Lecce: Colella aveva già avuto un Daspo nel 2015 e Quarta è già noto per rapina e reati in materia di stupefacenti."
(Sonia Gioia - http://bari.repubblica.it)

domenica 27 agosto 2017 Brindisi, agente aggredito prima del derby. Fumogeni e spari in aria necessari per placare gli ultrà in un'area di servizio

"Tafferugli e scontri tra forze dell’ordine e ultrà si sono registrati nel tardo pomeriggio di ieri alle porte di Brindisi, a pochi minuti dall’inizio del derby tra Virtus Francavilla e Lecce. Tutto è iniziato intorno alle 16.30, all’interno di una stazione di servizio a pochi chilometri dallo svincolo per l’Aeroporto del Salento. Secondo quanto riportano i giornali locali, un gruppo di ultrà ha iniziato a lanciare sassi e bombe carte contro il pullman dei tifosi avversari. Non è ancora chiaro quali delle due tifoserie abbia dato il via agli scontri. Le forze dell’ordine, intervenute per placare i tafferugli, si sono trovate all’interno di un vero e proprio parapiglia tanto che uno degli agenti è stato aggredito e ferito da alcuni tifosi a bordo di una Fiat Multipla.
A quel punto, le forze dell’ordine hanno sparato un colpo in aria a scopo intimidatorio e lanciato i lacrimogeni. La situazione sarebbe quindi ritornata alla normalità e i tifosi si sono rimessi in marcia verso lo stadio Fanuzzi. Ad attenderli all’esterno dell’impianto sportivo c’erano alcuni agenti della squadra mobile che hanno identificato gli aggressori del collega ferito. La partita si è svolta regolarmente ma in forma blindata, con la polizia a presidiare tutti gli accessi allo stadio. I controlli sono continuati fino al termine della partita. Tra i provvedimenti giudiziari possibili per gli ultrà coinvolti non si esclude la Daspo."
(F. Q. - www.ilfattoquotidiano.it)

mercoledì 20 gennaio 2016 Scontri nel derby tra Fidelis Andria e Lecce: condanne dai sei agli otto mesi per sei tifosi salentini

"Costano caro a sei tifosi del Lecce i disordini causati nei minuti precedenti il derby contro la Fidelis Andria, giocato domenica al “Degli Ulivi”. E’ infatti arrivata la convalida degli arresti per i sostenitori salentini di età compresa tra i 24 e i 32 anni: i sei hanno patteggiato pene comprese tra i sei e gli otto mesi di carcere e il giudice tranese Andrea D’Angeli ha inflitto loro due anni di Daspo con obbligo di firma.
Per tre tifosi giallorossi anche le accuse di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Sequestrate mazze, fumogeni e petardi. I fatti risalgono alle 13 di domenica: circa 40 sostenitori salentini erano arrivati ad Andria privi di tessera del tifoso e di biglietto di accesso allo stadio, cercando di eludere i controlli.
Il gruppo era stato bloccato dalle forze dell’ordine e nel tentativo di fuga a bordo delle proprie vetture aveva lanciato petardi contro gli agenti di polizia. Due agenti avevano riportato lievissime lesioni. Al termine della gara, un gruppo di tifosi della Fidelis Andria, sostenuti da alcuni tifosi del Bari, aveva inoltre tentato di forzare il presidio degli agenti, dando inizio ad una sassaiola, bloccata sul nascere.
Gianpaolo Patruno, dirigente del commissariato di Andria, ha sottolineato e ringraziato in una nota l'intervento degli agenti della polizia locale. L’operazione è stata seguita anche dal questore di Bari, Antonio De Iesu. E’ al vaglio delle forze dell’ordine la proposta di divieto di accesso alle manifestazioni sportive per altri dieci sostenitori ospiti. Nel corso della partita sono stati inoltre accesi sette fumogeni e quattro petardi nella curva Nord. Per la Fidelis Andria è già arrivata una multa di 1.500 euro, ma non sono esclusi Daspo per alcuni suoi tifosi."
(Luca Guerra - www.repubblica.it)

lunedì 18 gennaio 2016 Incidenti Andria-Lecce, Daspo per sei

"Sarà chiesta l'emissione del provvedimento di divieto di accesso allo stadio e a manifestazioni sportive (Daspo) per sei ultrà salentini, di età compresa fra 24 e 32 anni e privi di biglietto, arrestati ieri pomeriggio ad Andria per avere provocato incidenti prima del derby contro la squadra locale della Fidelis Andria all'esterno dello stadio. A uno di loro in passato era stato già inflitto un Daspo. I sei arrestati sono rinchiusi nella casa circondariale di Trani e sono accusati di possesso di materiale esplodente (lanciato anche contro le forze dell'ordine) e di oggetti atti ad offendere, parte dei quali poi sequestrato; tre di loro rispondono anche di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Altri cinque ultrà salentini sono stati denunciati in stato di libertà per aver incitato alla violenza e aver preso parte ad episodi che hanno turbato l'ordine pubblico."
(ANSA)

lunedì 28 dicembre 2015 La festa dopo il derby, a giudizio 39 tifosi per manifestazione non autorizzata

"Manifestazione non autorizzata. E’ questa l’ipotesi di reato formulata nei confronti di trentanove tifosi leccesi cui è stato notificato, nelle scorse, la citazione diretta a giudizio, per il 9 marzo prossimo, dinanzi al giudice monocratico della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce. Si tratta di una vicenda giudiziaria che trae origine dal lontano 2011.
E’ il 15 maggio quando al San Nicola di Bari va in scena uno dei derby più discussi del calcio nostrano, quella della presunta combine. In una calda domenica di maggio, Bari e Lecce danno vita a un derby destinato a riempire più che le cronache sportive quelle giudiziarie. A far impazzire i supporter salentini, dopo una manciata di minuti nella ripresa, è il gol di Jeda. Una rete che fa sognare un'intera regione, che vede la salvezza ormai vicinissima. Ci pensano l'autogol di Andrea Masiello (dai contorni oscuri) e il gol di Pinilla (per il Palermo) a completare la festa del Lecce e di tutto il Salento. I giallorossi, superiori in campo e anche sugli spalti, non si scompongono, fanno festa e intonano una pizzica in versione calcistica. La festa per la salvezza raggiunta nel derby (il sogno di ogni tifoso) prosegue per le vie del capoluogo salentino, dove un carosello spontaneo parte da Porta Napoli per raggiungere piazza Sant’Oronzo, cuore del capoluogo barocco. Un pomeriggio di festa in cui un’intera città scende in strada per festeggiare la permanenza nella massima serie calcistica (poi cancellata dalle sanzioni della giustizia sportiva).
Secondo l’ipotesi accusatoria gli indagati avrebbero "organizzato e partecipato a una manifestazione non autorizzata in occasione dell’incontro Bari-Lecce, dapprima convergendo nei pressi dello stadio “via del mare” all’esterno delle Curva Nord”. “Successivamente – contesta ancor l’accusa – recandosi in corteo in piazza Sant’Oronzo, occupando parte della piazza a successivamente l’Anfiteatro, accendendo e lanciando nel contempo fumogeni e latro materiale esplodente”. In particolare sarebbero stati alcuni degli indagati a guidare il corteo: “Andrea De Mitri, reggendo lo striscione in prima fila accendeva un fumogeno e guidava il corteo all’interno dell’Anfiteatro, con Salvatore De Matteis, Simone De Mitri, Marco Falbo, Giuseppe Feudo, Antonio Peciccia, Alberto Pino, Mirko Quarta, Paolo Roli, Juri Zecca e altri”.
Il decreto di citazione diretta a giudizio è stato emesso per Antonio Alfarano, 30enne di Lecce; Vito Cristian Baglivo, 40enne di Lecce; Roberto Caiaffa Sportella, 28enne di Lecce; Giuseppe Campobasso, 38enne di Lecce; Christian Capoccia, 32enne di Lecce; Francesco Ciminiello, 32enne di Cavallino; Jonathan Danisi, 23enne di Lecce; Edmondo Yuri Dantes, 29enne di Lecce; Leo De Matteis, 35enne di Lecce; Salvatore De Matteis (detto Toti), 38enne di Lecce; Andrea De Mitri (detto Smith), 40enne di Lecce; Simone De Mitri, 40enne di Surbo; Mattia Durante, 27enne di Lecce; Massimo Esposito, 35enne di Carpignano Salentino; Marco Falbo, 27enne di Lecce; Giuseppe Feudo, 45enne di Lecce; Francesco Goffredo, 38enne di Lecce; Giovanni Letizia, 33enne di Novoli; Cristian Luperto, 36enne di Lecce; Stefano Luperto, 39enne di Lecce; Andrea Mandurino, 38enne di Lecce; Donato Marasco, 31enne di Scorrano; Graziano Mazzarelli, 24enne di Lecce, ma residente a Milano; Enrico Nocco, 42enne di Melpignano; Valerio Pascali, 25enne di Lecce; Antonio Peciccia, 30enne di Lecce; Francesco Pellegrino, 32enne di Lecce; Dario Petrelli, 26enne di Lecce; Riccardo Piccinni, 28enne di Lecce; Alberto Pino, 61enne di Lecce; Mirko Quarta, 36enne di Lecce; Andrea Rizzo, 28enne di Lecce; Antonio Paolo Rolli, 35enne di Leverano; Andrea Sammati, 32enne di Lecce; Giancarlo Serio, 39enne di Surbo; Riccardo Signore, 23enne di Lecce; Mauro Tolardo, 41enne di Squinzano; Mirko Verdesca, 39enne di Lecce; Juri Zecca, 23enne di Lecce.
Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Milli, Massimo Zecca, Cosimo Castrignanò, Ivana Maria Quarta, Sabrina Conte, Paolo Cantelmo, Maria Carmen Castellana, Marco Castelluzzo, Amilcare Tana, Stefano Pati, Andrea Monterisi, Daniela De Giovanni, Giancarlo Dei Lazzaretti, Sabrina Bracciale, Maurizio Memmo, Barbara Fontò, Mirko Urso, Rocco Vincenti, Giuseppe Della Torre, Vincenzo De Benedittis, Corrado Passabi. [...]"
(a.mor. - www.lecceprima.it)

giovedì 12 novembre 2015 Calcio, indagati due ultrà del Lecce: minacce a calciatore per screditare l'ex presidente

Violenze e minacce nei confronti del calciatore uruguayano Valter Lopez, ex esterno del Lecce che oggi veste la maglia di una squadra del suo Paese), per indurlo a delegittimare la società dell'ex presidente Savino Tesoro, screditandola pubblicamente. Due ultrà salentini - il 40enne Andrea De Mitri e il 32enne Alberto Geisson De Giorgi - finiscono nel mirino della Procura, che ha fatto notificare loro un avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal pm Massimiliano Carducci dopo una articolata attività investigativa condotta dai poliziotti della Digos coordinati dal vicequestore Raffaele Attanasi. I protagonisti dell'ennesima storia di calcio malato sono due volti noti della curva giallorossa, uno dei quali già coinvolto nella maxi-inchiesta del 2009 sul tifo violento. All'epoca 14 tifosi furono arrestati con l'accusa di avere fatto parte di un'associazione per delinquere finalizzata all'aggressione nei confronti dei supporter delle squadre avversarie e delle forze dell'ordine. Il processo scaturito da quell'indagine è attualmente in corso. Stavolta, invece, i due avrebbero fatto parte del gruppo che la sera del 19 aprile scorso, dopo la partita Lecce-Foggia vinta dai giallorossi sul filo di lana, raggiunse Lopez sotto casa, lo accerchiò e minacciò ripetutamente di morte davanti alla moglie e ai figli di un anno e mezzo e tre anni. "Devi fare la guerra ai Tesoro altrimenti ti ammazziamo", intimarono gli ultrà, suggerendo al giocatore di convocare l'indomani una conferenza stampa per comunicare he la società non pagava da tempo gli stipendi. Una minaccia a cui lo sportivo non volle piegarsi, ma che lo spinse ad abbandonare la sua abitazione insieme alla famiglia quella sera stessa e a cercare di lasciare Lecce in tutta fretta per timore di ritorsioni. E se pure qualcuno riuscì a convincerlo a finire il campionato, l'occasione di andare via il giovane la colse al volo a fine stagione approfittando del contratto in scadenza. Non prima di avere confermato agli investigatori le pressioni di cui fu vittima. A sostegno delle ipotesi investigative anche le immagini riprese da una videocamera installata vicino casa di Lopez, che mostrano chiaramente i due mentre raggiungono la strada in cui abitava il calciatore. Le indagini proseguono per individuare le altre persone che facevano parte del grupp, ma anche per capire se l'idea di esercitare pressioni su Lopez sia nate autonomamente nell'ambito della tifoseria o sia partite da un mandante esterno: ovvero da qualcuno che alla fine dello scorso campionato aveva interesse a delegittimare la famiglia Tesoro agli occhi dell'opinione pubblica, al fine di sollecitare il processo già avviato di allontanamento dalla squadra di calcio.
(Chiara Spagnolo - http://bari.repubblica.it)