mercoledì 26 novembre 2014 «Truccarono derby» Semeraro e Quarta risarciranno i tifosi

Il derby Bari-Lecce di serie A del 15 maggio 2011, perso dai biancorossi 2-0, fu comprato dai salentini per 200mila euro. Condividendo l’ipotesi accusatoria, il giudice monocratico del Tribunale di Bari Valeria Spagnoletti ha condannato a 1 anno e sei mesi di reclusione e al pagamento di 10mila euro di multa l’ex presidente del Lecce calcio Pierandrea Semeraro e l’imprenditore salentino Carlo Quarta. Condanna a 9 mesi di reclusione e a 5mila euro di multa per Marcello Di Lorenzo, amico dell’ex calciatore biancorosso Andrea Masiello (che ha patteggiato la pena nell’ambito dello stesso procedimento insieme agli amici e scommettitori Gianni Carella e Fabio Giacobbe). Per tutti il giudice ha disposto la sospensione della pena e l’interdizione per sei mesi dagli uffici direttivi della società sportiva con "divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono competizioni sportive o si accettano scommesse".
Il Tribunale ha riconosciuto il risarcimento dei danni alle parti civili. Per Figc e Confconsumatori il risarcimento dovrà essere quantificato in sede civile, ma il giudice ha condannato gli imputati, in solido tra loro, al pagamento di provvisionali pari rispettivamente a 5mila e mille euro. Risarcimento anche nei confronti degli oltre 200 tifosi di Bari e Lecce, quantificato in 400 euro ciascuno.
"Una sentenza storica – ha commentato l’avvocato Giuseppe Milli in rappresentanza dei tifosi del Lecce – perchè per la prima volta c'è il riconoscimento di un danno in favore dei tifosi".
"Quello che non ha fatto il Comune di Lecce lo hanno fatto i tifosi salentini costituendosi parte civile nel processo - ha detto l’avvocato Giacinto Epifani – noi rappresentiamo un intero territorio, un’intera città che è stata danneggiata da questi fatti". Nella requisitoria, il pm che ha coordinato le indagini baresi sul calcioscommesse, Ciro Angelillis, e che aveva chiesto per i tre imputati condanne a 2 anni di reclusione, ha sottolineato che questa vicenda dimostra che non c'è stato "alcun rispetto per tutti quei bambini che vanno a dormire con la maglia della squadra dei loro beniamini". Il magistrato ha ripercorso i contatti telefonici e gli incontri tra "il gruppo dei baresi e quello dei leccesi" fino alla "concretizzazione dell’accordo con l’assegno da 300mila euro consegnato in garanzia da Quarta a Carella" e alla "firma sotto quel derby truccato rappresentata dall’autogol di Masiello".
(www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

lunedì 29 settembre 2014 Lancio di fumogeni e striscioni, ai domiciliari un ultrà del Lecce

Un ultrà della squadra di calcio del Lecce, Andrea Patarnello di 41 anni, è stato arrestato dagli agenti della Digos della Questura di Lecce per aver utilizzato fumogeni all’interno dello stadio durante l’incontro Lecce-Paganese del 27 settembre scorso. Su disposizione del pm della Procura di Lecce Carmen Ruggiero, l’ultrà è agli arresti domiciliari. Per quanto riferito dalla polizia, nel secondo tempo della stessa partita Patarnello ha inoltre assemblato pezzi di carta per realizzare uno striscione, successivamente esposto, lungo 10 metri, con la scritta «22.09.14... Fuori gli ultras dalle galere! U.L.», verosimilmente riferito all’arresto dell’ultrà napoletano soprannominato «Genny a’ carogna». Questa circostanza, fanno sapere da Questura, potrebbe avere conseguenze sulle procedure in atto per l’attribuzione del Daspo allo stesso Patarnello.
A incastrare l’ultrà sono stati i filmati delle telecamere dello stadio di via del Mare. Patarnello è stato ripreso mentre in Curva Nord, inginocchiato per non farsi riconoscere, lancia un fumogeno e, sempre in ginocchio, si allontana per poi ricomparire qualche metro più avanti. L’ultrà è stato riconosciuto anche per i tatuaggi e la maglietta nera con la scritta gialla «Acab» che indossava e che è stata trovata dagli agenti della Digos nel corso di una perquisizione domiciliare.
(www.corrieredelmezzogiorno.it)

lunedì 23 giugno 2014 Scontri durante Lecce-Carpi, condannati 10 ultrà

Arrivano le prime 13 condanne per gli incidenti scoppiati al termine della finale play-off Lecce Carpi di un anno fa che sancì la mancata promozione dei giallorossi in serie B. Il gup Antonia Martalo, ridimensionando il quadro accusatorio, nel processo in abbreviato ha condannato Antonio Angelè Carmine, 41 anni, di Matino, a due anni e quattro mesi di reclusione; Andrea Bufano, 36enne di Martano, ad un anno di arresto per invasione di campo (a fronte dei 4 anni e 2) e ad un’ammenda di 4 mila euro ma è stato assolto per insufficienza di prove dall’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale che lo ha tenuto in carcere per parecchi mesi.
Francesco Cannoletta, 27enne di Castromediano, ad un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, (3 anni e 6 mesi); Cristian Capoccia, 30 anni, di Lecce, a due anni, pena sospesa, (3 anni e 10); Andrea De Giorgi, 37 anni, di Lecce, a due anni e tre mesi (5 anni) con l’aumento per la contestata recidiva; Simone Giannini, 29 anni, di Lecce, a due anni e sei mesi (4 anni); Gabriele Greco, 28 anni, di Lecce, a 2 anni e 6 mesi (3 anni e 6); Renato Orlando, 42, di Morciano di Leuca, ad 1 anno e 6 mesi, pena sospesa (3 anni e 6 mesi); il palermitano 23enne Antonino Raccardi, ritenuto il responsabile dell’incendio della jeep della polizia, a 3 anni e 10 mesi (proprio come il pm); Massimiliano Stefanizzi, 34 anni, di Firenze, a due anni, pena sospesa (a fronte dei 4); Riccardo Tondo, 32 anni, di San Cesario, a 2 anni e 6 mesi, esclusa la recidiva; Fabio Campa, 32 anni, di Melpignano, ad 8 mesi di carcere (1 anno), pena sospesa, così come per Salvatore Persano, 21 anni, di Lecce mentre Nicola Pinto, 27 anni, di Lecce, ad un anno con l’aumento della recidiva e a 4 mila euro di ammenda.
(F.Oli. - www.quotidianodipuglia.it)

giovedì 05 settembre 2013 Lecce-Carpi, 23 Daspo dopo i disordini

"Dopo i violenti tafferugli di Lecce-Carpi del 16 giugno scorso, nei giorni scorsi sono scattati ventitrè provvedimenti di Daspo nei confronti di altrettanti supporters salentini. Per loro è stato disposto, come da regolamento, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive e l'obbligo di firma durante le partite della squadra giallorossa per tre anni.
Le misure, eseguite dagli agenti della Digos di Lecce, sono state emesse dal questore del capoluogo salentino, Vincenzo Carella, e convalidate dal gip Vincenzo Brancato su richiesta del sostituto procuratore Massimiliano Carducci. Quest'ultimo è il titolare delle indagini avviate sugli incidenti verificatisi al termine del match di ritorno dei playoff di Lega Pro.
Il 6 luglio scorso dieci tifosi del Lecce e uno del Palermo sono stati arrestati con l'accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, incendio e invasione di campo, mentre le stesse accuse sono state, poi, formulate a carico di altri tre sostenitori del Lecce, arrestati il 1 agosto. Per tutti le misure cautelari sono state revocate in breve tempo, ma per il ritorno al Via del Mare dovranno pazientare tre anni."
(bari.repubblica.it)

sabato 13 luglio 2013 Disordini dopo Lecce-Carpi, scarcerati 6 ultrà

Sono stati scarcerati sei degli undici ultra' arrestati una settimana fa dalla Digos di Lecce con l'accusa di avere partecipato ai disordini al termine della gara Lecce-Carpi, del 16 giugno scorso, che ha decretato la promozione in serie B della squadra emiliana e la permanenza dei salentini in Lega Pro. Il gip Giovanni Gallo, che ha firmato tredici ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di tifosi violenti (due non sono state eseguite a causa di dubbi sull'identita' dei destinatari), ha parzialmente accolto le sollecitazioni avanzate dagli avvocati degli indagati all'esito degli interrogatori di garanzia tenuti nei primi giorni della settimana. I supporter, pur ammettendo le proprie responsabilita', si sono detti pentiti e hanno precisato di avere agito spinti dalla rabbia scatenata dal risultato negativo della gara. Nello specifico, il gip ha disposto la scarcerazione, con obbligo di dimora, per Francesco Cannoletta e Renato Orlando, mentre gli arresti domiciliari sono stati concessi a Christian Capoccia, Simone Fiorentino, Antonio Carmine Angele' e Gabriele Greco. La custodia cautelare in carcere e' stata invece confermata per Giuseppe Campobasso, Andrea De Giorgi e Riccardo Tondo. Restano invece da definire le posizioni di Andrea Bufano, salentino arrestato e detenuto a Bologna, e Antonino Raccardi, ultras del Palermo che ha assistito alla partita del Lecce in virtu' del gemellaggio tra la squadra giallorossa e quella rosanero. Proprio quest'ultimo e' stato ritenuto responsabile degli episodi piu' gravi di aggressione ai danni di uno steward e dell'incendio di un'auto della polizia. I reati contestati agli arrestati sono: resistenza aggravata a pubblico ufficiale (ovvero alle forze dell'ordine e agli steward), danneggiamento e incendio. In totale sono 25 le persone indagate nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci. Le indagini della Digos di Lecce sono ancora in corso per identificare le altre persone che hanno partecipato agli scontri, dentro e fuori lo stadio di Via Del Mare. (AGI)
(http://www.agi.it)

sabato 06 luglio 2013 Follia ultrà a Lecce, tredici arresti "Violenza cieca e immotivata"

Le misure di custodia cautelare in carcere per i disordini dopo la gara in casa col Carpi e la mancata promozione in B: contestati violenza e resistenza a pubblico ufficiale e agli steward, danneggiamento e invasione di terreno di gioco. Uno di loro incendiò un'auto della polizia all'esterno dello stadio
Finiscono in manette a distanza di tre settimane dalla partita della vergogna alcuni tifosi del Lecce Calcio ritenuti responsabili dei disordini dentro e fuori lo stadio di via Del Mare, dopo la gara con il Carpi e la mancata promozione in serie B. Scontri pre-organizzati, come hanno spiegato gli investigatori, annunciati dalle minacce che dirigenti e calciatori giallorossi hanno ricevuto la sera del 15 maggio mentre si trovavano in un ristorante.
“Se non vincete i play-off non vi fate più vedere in giro”, avrebbero detto i supporter, che – dopo l’1-1 strappato dal Carpi – hanno scatenato la rabbia covata per un mese, “che ha infangato una città civile e ospitale”, come ha spiegato il procuratore aggiunto Antonio De Donno. “Alla violenza cieca e immotivata la giustizia ha risposto con solerzia e decisione – ha aggiunto il procuratore – per punire atteggiamenti criminosi che non hanno nulla a che fare con lo sport”. Tredici sono le ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip di Lecce Giovanni Gallo (che ha parlato di “azioni di vera e propria guerriglia realizzate con assoluto disprezzo verso lo Stato)”, su richiesta del procuratore della Repubblica Cataldo Motta e del sostituto Massimiliano Carducci, che hanno coordinato le indagini degli agenti della Digos diretti dal vicequestore Raffaele Attanasi
Dieci, al momento, le misure eseguite – insieme alla notifica di un obbligo di dimora al responsabile dell’aggressione a un fotografo - ma i poliziotti sono all’opera per individuare tutti i destinatari e consegnarli al penitenziario di Borgo San Nicola. Contestualmente sono state effettuate 25 perquisizioni domiciliari, che hanno dato esito positivo, consentendo agli investigatori di individuare nelle abitazioni degli indagati l’abbigliamento utilizzato domenica 16 giugno, ovvero maglie, cappellini e pantaloni con cui sono stati immortalati nei filmati che li inchiodano alle loro responsabilità.
Ampia la gamma di reati contestati: violenza e resistenza a pubblico ufficiale e agli steward, danneggiamento e invasione di terreno di gioco. Dodici destinatari della misura cautelare sono originari di Lecce o dei paesi della provincia mentre un giovane è stato arrestato a Palermo, città dalla quale all’alba di quella domenica da dimenticare era partito per raggiungere il Salento e sostenere i supporter giallorossi, con cui i rosaneri sono da tempo gemellati.
Antonino Raccardi, 23 anni appena e una militanza attiva nelle fila degli “Ultras curva sud” del Palermo, è autore dell’aggressione allo steward Marco Marchello e anche dell’incendio dell’auto della polizia parcheggiata fuori dallo stadio. A lui i poliziotti sono arrivati estrapolando dai filmati il particolare del tatuaggio con l’aquila ad ali spiegate e logo del Palermo, inciso sull’avambraccio destro. I tatuaggi, vistosi e in alcuni casi scoperti, hanno consentito anche l’identificazione di altri responsabili delle violenze. In manette, oltre a Raccardi, sono finiti: Antonio Carmine Angelè (di 40 anni di Matino), Giuseppe Campobasso (36 anni di Copertino), Francesco Cannoletta (26 anni di Cavallino), Christian Capoccia (30 anni di Lecce), Andrea De Giorgi (37 anni di Lecce), Simone Fiorentino (34 anni di Lecce), Gabriele Greco (27 anni di Lecce), Renato Orlando (42 anni di Morciano di Leuca), e Riccardo Tondo (30 anni di San Cesario-Lecce). Oltre alle persone per cui è scattata la misura, numerosi sono gli indagati nell’ambito dell’inchiesta scattata nello stesso pomeriggio del 16 giugno, dopo che le forze dell’ordine sono riuscite a sedare i disordini con l’aiuto degli steward della ditta di Rosario Marchello, che prestano servizio dentro la struttura di via Del Mare. A far scoppiare la rabbia dei tifosi, il risultato della gara che – grazie a quell’1-1 finale, ha consegnato la promozione in serie B al Carpi, costringendo il Lecce di Savino Tesoro a militare per un altro anno in Lega Pro.
Nelle ore successive agli scontri gli uomini della Digos erano riusciti ad arrestare un brindisino, ritenuto responsabile del lancio di sassi contro la polizia fuori dallo stadio, e a denunciare altri due ragazzi. Altre persone, immortalate nei video dei disordini, invece si erano rese irreperibili al fine di evitare l’arresto “differito” che la legge consente entro le 48 ore dai fatti contestati. Già il giorno successivo, però, la giustizia sportiva aveva presentato alla società giallorossa un conto molto salato, imponendo al Lecce quattro gare a porte chiuse e 15.000 euro di sanzione. Le indagini proseguono per identificare anche tutti i responsabili dell’invasione di campo. Nei prossimi giorni il questore di Lecce, Vincenzo Carella, emetterà nuovi provvedimenti di allontanamento dallo stadio.
(Chiara Spagnolo - www.repubblica.it)

lunedì 17 giugno 2013 Violenze dopo Lecce-Carpi, primo arresto

(ANSA) - LECCE, 17 GIU - Un giovane e' stato arrestato e un altro denunciato a piede libero per gli incidenti avvenuti ieri all'interno e all'esterno dello stadio di via del Mare, dopo la mancata promozione in B del Lecce che ha scatenato la rabbia degli ultra'. L'arrestato, a quanto si e' saputo, e' un giovane di Mesagne (Brindisi) su cui gia' gravava un provvedimento di Daspo. Una decina di persone, agenti di polizia, steward e un fotoreporter, ha riportato lievi ferite e contusioni.
Il giovane arrestato è Virgilio Coppola, 27 anni, nato a Mesagne e residente a Erchie, in provincia di Brindisi. E' accusato di aver lanciato sassi contro le forze dell'ordine. Per ora sono due le persone denunciate a piede libero, entrambe con l'accusa di lancio di materiale pericoloso durante la competizione sportiva: sono un uomo di 33 anni di Surbo e un diciannovenne di San Cesario, comuni salentini.
(www.ansa.it)

lunedì 18 febbraio 2013 Lecce, assolti cinque tifosi

Sono stati assolti i cinque tifosi del Lecce accusati di avere introdotto materiale pirotecnico nelle vicinanze dello stadio di Vicenza. La decisione del giudice monocratico del tribunale della città veneta riguarda un episodio del 23 maggio 2010, quando a Vicenza si giocava la gara con il Lecce, che avrebbe potuto sancire per i giallorossi il ritorno in serie A.
I cinque giovani (Mattia Gerardi, Giulio Sale, Jacopo Coletta, Emanuele Leo e Cristian Pinto) furono perquisiti mentre si recavano alla partita, nei pressi del casello autostradale Vicenza est, e trovati in possesso di materiale pirotecnico ritenuto fuori legge.
Ai tifosi quel giorno fu impedito di assistere alla gara della squadra del cuore e, in seguito, il questore di Vicenza applicò loro il Daspo con divieto di assistere per la durata di 5 anni, a tutte le gare di calcio della serie A, B, C1, C2 e D, a quelle della Nazionale e dell'Under 21, nonché alle gare di Coppa Italia, Coppa Uefa e Champions League (misura, allo stato, ancora in atto).
Di fronte al giudice, tuttavia, gli avvocati difensori Michele Bonsegna, Giuseppe Milli e Giuliano Fina hanno sostenuto che il materiale pirotecnico (di semplice consistenza e del genere rinvenibile in libero commercio), oltre a non essere mai stato introdotto nelle adiacenze dello stadio Menti, era stato depositato, per gli eventuali successivi festeggiamenti, in pullman parcheggiati ben lontano dai luoghi dedicati alla manifestazione sportiva. Il giudice monocratico, sposando il principio della Cassazione sul concetto di "vicinitas" ai luoghi di manifestazioni sportive, ha assolto gli imputati.
(http://bari.repubblica.it)

giovedì 13 dicembre 2012 Processo agli ultras per il derby del 2006: tutti assolti i quattordici imputati

Tutti assolti i quattordici imputati di uno dei processi a carico di altrettanti tifosi giallorossi, alcuni appartenenti agli Ultrà Lecce. Si tratta, in particolare dell'inchiesta relativa a fatti riguardanti la stagione 2006/2007 e in particolare a tre partite: Lecce-Bari, Lecce-Parma (relativa all'accensione e lancio di torce in campo con sospensione dell'incontro) e Lecce-Piacenza. I quattordici tifosi giallorossi erano accusati a vario titolo di scontri con le opposte fazioni e con le forze dell'ordine, istigazione alla disobbedienza delle leggi, accensione e lancio di torce in campo con sospensione dell'incontro, favoreggiamento e violenza privata (secondo l'accusa gli ultras, con metodi minacciosi, avrebbero intimato agli altri tifosi di abbandonare la curva). Tra le accuse contestate inizialmente, erano già cadute l'associazione a delinquere e altre che avrebbero fatto riferimento a persone che non erano presenti. Nel corso del dibattimento sono inoltre emerse alcune contraddizioni e imprecisioni da parte degli investigatori. A processo erano finiti: Andrea De Mitri, 37enne di Lecce; Marco Cannone, 36enne di Lecce; Renato Orlando, 41enne di Morciano di Leuca; Salvatore De Matteis, 34enne di Lecce; Stefano Masciullo, 46enne di San Donato di Lecce; Simone Schipa, 42enne di Lecce; Tommaso Caputo, 30enne di Zollino; Giancarlo Serio, 36enne di Surbo; Rocco Durante, 28enne di Leverano; Mirko Quarta, 33enne di Lecce; Alessandro Bosco, 29enne di Lecce; Stefano Luperto, 36enne di Lecce; Alessandro Chiriatti, 38enne di Lecce; ed Emanuele Fuso, 29enne di Lecce. Oggi, al termine di un lungo processo, il giudice Fabrizio Malagnino ha assolto tutti gli imputati al termine di una breve camera di consiglio (circa mezz'ora), sposando in pieno la tesi difensiva. In poco più di un'ora e mezza l'avvocato Giuseppe Milli (difensore di nove degli imputati) aveva, attraverso una complessa e dettagliatissima memoria difensiva interattiva, smontato punto dopo punto la tesi accusatoria. Il penalista leccese ha dimostrato, attraverso riscontri temporali, ricostruzione dei luoghi, mappe, testimonianze, analisi tecniche e riproduzioni digitali, come non vi fosse alcuna connessione tra i reati contestati e i suoi assistiti. Alcuni passaggi della memoria, raccolti in un Dvd già depositato agli atti, sono stati visionati in aula. Un'arringa difensiva cui si sono associati anche gli altri legali, gli avvocati Renata Minafra, Fabio Valenti, Massimo Franco e Nicola Caroli. "E' la vittoria di questi ragazzi che per oltre sei anni hanno subito la gogna mediatica - ha commentato l'avvocato Giuseppe Milli -. Questa sentenza rende loro giustizia, ripagando almeno in parte chi ha dovuto subire un lungo processo e il Daspo per tre anni, perdendo in alcuni casi anche il posto di lavoro".
(A. M. (www.lecceprima.it))

lunedì 25 giugno 2012 Ultrà Lecce: 34 rischiano il processo. Giudizio abbreviato per tre

LECCE - E' tornata in aula, per l'udienza preliminare, l'inchiesta che vede imputati a vario titolo 37 presunti appartenenti al gruppo denominato "Ultrà Lecce", la frangia più radicale del tifo giallorosso. Oggi è toccato al pubblico ministero, il procuratore aggiunto Ennio Cillo, esporre le accuse nei confronti degli imputati. In circa un'ora il pm ha ripercorso i vari episodi contestati. In particolare, il 16 marzo del 2008, mentre si svolgeva a Lecce un corteo non autorizzato organizzato dagli ultras giallorossi per festeggiare i "100 anni di calcio a Lecce", uno degli indagati, dopo essersi coperto il volto, avrebbe lanciato un ordigno contenente 800 grammi di esplosivo verso un fuoristrada dei carabinieri provocando un profondo squarcio al cofano e numerosi danni alle parti meccaniche, senza ferire però nessuno dei militari all'interno.
Vi sarebbero stati poi alcuni lanci di fumogeni e bombe carta in campo; le minacce agli steward e ad alcuni tifosi; la tentata aggressione ad alcuni tifosi del Torino; cori contro la polizia; e la contestazione all'ex difensore maliano del Lecce, Souleymane Diamoutene (reo di aver indossato la stagione precedente la maglia del Bari), avvenuta presso l'impianto sportivo "Colaci" di Calimera. L'operazione, scattata a fine maggio 2009, portò all'arresto di 14 ultrà del Lecce da parte della polizia, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare. Sette finirono in carcere, altri sette ai domiciliari.
Dopo l'accusa è toccato agli avvocati difensori replicare. L'udienza è stata poi aggiornata al prossimo 10 ottobre per l'ultima arringa difensiva (la più complessa e articolata), quella dell'avvocato Giuseppe Milli. Il penalista ha depositato, con la collega Renata Minafra, una memoria con un elaborato tecnico che dimostrerebbe l'estraneità di un loro assistito ai fatti contestati. In quella data il gup Annalisa De Benedictis deciderà se rinviare a giudizio 34 dei 37 imputati. Il 17 ottobre, invece, sarà discusso il processo dei tre che hanno scelto il giudizio con rito abbreviato: Nicola Luciano Rizzo, Juri Palazzo e Rocco Durante.
(A. M. (www.lecceprima.it))