lunedì 04 settembre 2017 Una vittoria rassicurante

Di Piazza e Torromino esultano col Trapani
Di Piazza e Torromino esultano col Trapani

Vittoria doveva essere e vittoria è stata: il Lecce supera il Trapani e conquista tre punti che possono forse valere il doppio, ma soprattutto dà una serie di risposte che se non decisive sono almeno confortanti.
Il match era sicuramente un passaggio già decisivo per una squadra costruita per lottare nelle prime posizioni. Nonostante le frasi di circostanza, inevitabili in queste occasioni, perdere o pareggiare avrebbe significato già scavare un solco difficilmente colmabile nei confronti di una delle squadre costruite per vincere.
Gli aspetti più rassicuranti tuttavia sono altri. Più che il risultato o la qualità del gioco espresso, qualità che in alcuni momenti non era mancata nemmeno durante il deludente confronto con il Francavilla, sono infatti alcune conferme sul mister e sulla rosa che implicitamente rassicurano per il prosieguo del torneo.
Riguardo a mister Rizzo, più volte il suo ruolo e le sue capacità sono stati ridimensionate ventilando l’ipotesi che il tecnico potesse rappresentare l’ennesima icona del calcio salentino che fu e quindi un palliativo per la piazza rispetto a scelte tecniche realmente finalizzate all’obiettivo di conquistare la promozione. Viceversa Rizzo ha dimostrato due qualità che non tutti finora gli avevano riconosciuto: innanzitutto la capacità di preparare e motivare la squadra ad un confronto importante, capacità che peraltro era apparsa chiaramente anche nella partita di Alessandria persa ai rigori. Un Rizzo quindi non compassato anche dietro le quinte e capace di toccare le corde della squadra e dei singoli giocatori in modo efficace. In secondo luogo ha dimostrato di essere duttile rispetto alle scelte tattiche: a dispetto dei molti scettici l’allenatore salentino sembra capace di alternare soluzioni diverse e quindi in prospettiva di valorizzare la rosa a disposizione, se necessario anche rinunciando ad alcune convinzioni (leggasi Checco Lepore). Non solo “difesa” e contropiede, insomma, come vorrebbe qualcuno. Evidentemente è anche disponibile a rischiare quando le circostanze lo richiedono, scegliendo, come nella partita con il Trapani un modulo marcatamente offensivo, di certo talvolta in equilibrio precario, ma chiaramente indicativo di una volontà di centrare l’obiettivo del tre punti.
Una seconda conferma viene dalla qualità della rosa, anche se non ancora dalla precisione dei meccanismi di gioco. La partita con il Trapani, pur con luci ed ombre, sembra dare credito alla ragionevolezza delle scelte del DS e della società, sebbene le regole cervellotiche della “nuova” serie C abbiano penalizzato le strategie di Meluso e del Lecce indubbiamente più di quelle di concorrenti meno ambiziosi. Di Piazza è molto più di un rincalzo di lusso, ha capacità e intelligenza realizzativa ed un carattere che, corretto qualche eccesso, farà bene alla squadra e alla causa. Torromino è stato fermamente voluto e ha dimostrato il perché con una sola giocata: è un giocatore di categoria superiore che se in grado di lavorare con continuità sin dal primo minuto negli schemi e per la squadra può fare la differenza. Armellino ha doti indiscusse ed è un elemento di equilibrio per un centrocampo già ricco di qualità. Infine, la tenacia con cui è stato cercato sin dal mercato di gennaio Perucchini è apparsa anche ieri evidente nella prestazione del numero uno giallorosso.
Forse quello che i tifosi dovevano aspettarsi con il Trapani erano queste risposte e non un gioco spumeggiante o una dimostrazione di forza capace di ammazzare il campionato. Troppe volte il Lecce ha tentato di farlo per accorgersi poi amaramente di avere armi spuntate o munizioni insufficienti.
Il Lecce va a Catania con qualche certezza in più. La squadra c’è, ma le delusioni di questi anni ci hanno insegnato che occorrono fiducia, realismo e tanta pazienza.

(a.p.)