lunedì 29 gennaio 2018 Una mazurka di periferia

Panoramica sul "Lorenzon". Foto: Doncarlo
Panoramica sul "Lorenzon". Foto: Doncarlo

Il Lecce dimentica in Salento lo spartito della Celeste Aida e porta con sé sul campo del Rende il pentagramma di un improbabile mazurka, ma questo non impedisce agli uomini di Liverani di ritornare comunque a casa con tre punti preziosissimi strappati alla quarta forza del campionato. È stata una partita nel complesso noiosa e giocata su un campo obiettivamente inadatto alle caratteristiche tecniche dei giallorossi. Un terreno che non si fa fatica a credere possa esaltare le prestazioni di una squadra fisica e coriacea come si è rivelato l’undici calabrese.
Liverani propone alcune novità in formazione, forse non del tutto felici, con una coppia d'attacco costituita da Dubickas e Caturano, Tsonev dietro le punte e Legittimo sulla fascia sinistra. Sono forse scelte dettate dalla volontà di puntare sulla fisicità in avanti e sul gioco aereo per superare i limiti del terreno di gioco, come ricordato del tecnico Liverani, di dimensioni ridotte e non adatto a giocate tecniche.
Il Lecce inizia bene la partita occupando in modo ordinato gli spazi e pressando gli avversari già nella loro metà campo ma nel complesso non crea giocate interessanti né occasioni importanti per tutto il primo tempo. Sulla prestazione non indimenticabile incidono la scarsa vena di alcuni interpreti (poco Armellino e pochissimo Mancosu per tutta la partita) e le giocate talune volte imprecise, altre velleitarie di Tsonev. Il risultato è una prima frazione in cui il Lecce non ha corso pericoli rilevanti ed è riuscito senza troppi patemi a neutralizzare le iniziative dei calabresi ma che non ha visto la squadra imporsi. Qualche carenza dei singoli e un certo scollamento tra centrocampo e prime linee hanno di fatto ridimensionato la capacità di creare gioco.
Nel secondo tempo i ritmi della partita non sono cambiati significativamente. Liverani ha prima proposto la classica sostituzione tra un impalpabile Caturano e Di Piazza e successivamente, complice un serio infortunio occorso ad Arrigoni, come sempre il più continuo ed efficace in mezzo al campo, ha inserito Torromino con compiti di rifornimento per le punte, e poi Persano. L'entrata del primo ha certamente conferito maggior dinamismo al gioco del Lecce. Il goal, arrivato al minuto 23 è stato tuttavia il risultato occasionale di una incursione in area di Cosenza che ha deviato in di testa in rete un calcio di punizione dalla sinistra del subentrato Di Matteo. Il Lecce ha provato a chiudere la partita in un paio di occasioni con Di Piazza, sempre molto reattivo ma meno preciso rispetto ad altre situazioni, e dopo ha lasciato che il Rende guadagnasse progressivamente campo fino a creare più di un pericolo alla porta di Perucchini. Stringendo i denti e con qualche brivido i giallorossi sono riusciti a portare a casa tre punti molto importanti e in questo modo a legittimare se non in modo convincente certamente con determinazione il primo posto in classifica.
Vincere partite così fa morale per la squadra e per l’ambiente. I risultati e un pizzico di buona sorte per il momento premiano ancora Liverani: resta in chi ha assistito allo spettacolo in terra calabrese la sensazione che qualche cosa non sia andato secondo le attese dell'allenatore, comunque sempre inappuntabile nella difesa del gruppo, e che talvolta qualche decisione più ovvia consentirebbe di rischiare qualcosa di meno.

(o-w.k.)