domenica 28 ottobre 2018 Occasione sprecata

Mister Fabio Liverani in panchina
Mister Fabio Liverani in panchina

Il Lecce rinuncia alla possibilità di ottenere ancora una volta la posta piena in trasferta ma torna in Salento con ulteriori conferme sul ruolo che la squadra può giocare in questo campionato.
Se si considera l’andamento della gara giocata allo Zaccheria, e terminata con un punteggio di parità dopo un’ora e mezzo di gioco piacevole, si può affermare che i giallorossi abbiano fatto la loro parte, incamerando un punto prezioso in casa di una squadra che, nella sostanza, ha ad oggi conseguito lo stesso numero di punti e partite giocate. Era certamente una trasferta insidiosa, molto attesa da entrambe le squadre, e che ha visto all’inizio del secondo tempo il Lecce sotto di due gol. Se si valuta la gestione complessiva della gara, tuttavia, sotto il profilo della continuità di gioco, della determinazione e della consapevolezza dei propri mezzi i giallorossi avrebbero meritato i tre punti poiché si sono dimostrati più equilibrati, più convinti, e, in definitiva, più squadra del rodato undici foggiano.
Anche in questo caso quindi si può parlare di uno scalino di crescita positivo rispetto al quale gli uomini di Liverani hanno come sempre mostrato alcune carenze, evidenziate da assenze importanti, come quelle di Falco e di Bovo, ma che ha anche messo in luce un’identità di gioco e una capacità di reazione che fa del Lecce una squadra sulla strada della piena maturità.
Davanti a uno splendido spettacolo di pubblico, il Lecce comincia la partita come altre volte ha fatto sui campi avversari, provando ad imporsi attraverso l’occupazione degli spazi nella metà campo dauna e la costruzione di trame ragionate. La fase iniziale della partita è favorevole ai salentini e trova il suo culmine in una bellissima occasione da rete costruita al 20’ dalla coppia Pettinari-La Mantia: quest’ultimo, servito puntualmente da sinistra sul palo più lontano, non riesce a spingere in rete per l’intervento alla disperata di un difensore foggiano. Da quel momento sono i padroni di casa a prendere campo e a respingere il Lecce nella sua trequarti, con soluzioni di gioco interessanti ma non particolarmente pericolose, portate avanti dal tedesco Kragl, peraltro molto impreciso, e dai soliti Deli e Mazzeo. Proprio allo scadere, da un contrasto perso da Calderoni in uscita sulla fascia sinistra, si concretizza il vantaggio foggiano, ottenuto con un preciso tiro dal limite di Deli che si insacca alla destra di Vigorito dopo aver accarezzato palo. Nei pochissimi scampoli di partita rimasti prima dell’intervallo il Lecce si riversa in avanti con maggiori energie nel tentativo di recuperare immediatamente il risultato, ma si ripresenta alla ripresa del gioco molle e senza idee; i pochi minuti di black out a e di incertezza aprono la strada (7’) al doppio vantaggio del Foggia, ottenuto con un violento tiro da fuori di Tonucci cui la difesa giallorossa lascia colpevolmente spazio e tempo per mirare.
Il secondo schiaffo sembra risvegliare il Lecce che comincia ad attaccare con maggiore convinzione, schiaccia gli avversari e accorcia dopo tre minuti con una precisa punizione dal limite del solito Mancosu. Da quel momento decisamente più Lecce che Foggia: La Mantia alla mezz’ora riscatta una prova poco brillante, ma - diversamente dal suo compagno di reparto - comunque positiva, scaraventando in rete dalla destra un pallone crossato da Palombi e che ha attraversato indenne una difesa pressoché immobile. Sull’onda di un ritrovato entusiasmo Liverani prova un altro cambio, (dopo il primo di Pettinari per Palombi) sostituendo Lepore con Venuti, con l’intento presumibile di dare più spinta al Lecce e di provare a capitalizzate la fase favorevole; ma nemmeno il terzo cambio al 40’ (l’”amuleto” Tabanelli in sostituzione di La Mantia) consegue il risultato sperato. Da ricordare solo una splendida occasione, ancora di La Mantia che si vede respingere da un miracoloso intervento del portiere foggiano una bordata a botta sicura da pochi passi (33’) e una costante pressione del Lecce nei confronti di un Foggia sempre più incerto e impaurito, che tuttavia non produce gli effetti sperati.
La partita si chiude così, premiando i tifosi delle due squadre con un dignitoso spettacolo di calcio e con un punto a testa, e confermando le (svariate) qualità e i limiti (tutto sommato accettabili) della squadra e del tecnico giallorosso. Per quest’ultimo, inspiegabilmente sempre sotto osservazione, restano l’evidenza di qualche scelta poco chiara nella formazione iniziale (Lepore poco costruttivo e scarsamente efficace sulla faccia, Palombi inizialmente in panca) e una gestione dei cambi sicuramente più tempestiva rispetto alle ultime uscite; per la squadra la partita di Foggia rappresenta di certo una prova di maturità e un buon riscatto rispetto agli ultimi sfortunati confronti diretti. E’ già molto per una squadra che punta ad una tranquilla salvezza e che ad oggi ha conseguito ben più di quanto ci si attendesse all’avvio del campionato. Ancora un risultato incoraggiante, quindi, che dà fiducia a giocatori e ambiente e che mantiene impregiudicate prospettive più ambiziose.

(o-w.k.)