Tabellino della partita

01/03/2008, ore 16:00 - Verona, stadio Bentegodi
28° giornata del Campionato di Serie B 2007/2008
Chievo 3Lecce 3
Squizzi
Moro
Mandelli
Cesar
Mantovani
Bentivoglio
Italiano
Marcolini
Iunco
Pellissier
Obinna
Benussi
Angelo
Schiavi
Diamoutene
Cottafava
Ariatti
Munari
Zanchetta
Ardito
Valdes
Tiribocchi
Allenatore:
Iachini
Allenatore:
Papadopulo
Sostituzioni:
Maldonado per Cesar (62')
Luciano per Iunco (62')
Sostituzioni:
Budyanskiy per Angelo (21')
Polenghi per Schiavi (42')
Abbruscato per Zanchetta (54')
Reti:
Marcolini [rig.] (5') video

Mantovani (20') video
Pellissier (47') video


Reti:

Valdes (14') video


Valdes [rig.] (55') video
Tiribocchi (60') video
Ammonizioni ed espulsioni:
espulsione Maldonado (91')
2° ammonizione Italiano (92')
ammonizione Mandelli
ammonizione Moro
ammonizione Italiano
Ammonizioni ed espulsioni:
ammonizione Diamoutene
ammonizione Schiavi
Arbitro: Morganti di Ascoli
Note:
Al 92' Squizzi respinge un rigore di Abbruscato;
Giornata soleggiata, terreno di gioco in cattive condizioni; spettatori: 8.000 circa; corner: 8-3; minuti di recupero: p.t. 4, s.t. 4.
Cronaca:
Una beffa. E solo il miracolo di Squizzi non la rende atroce. Impossibile perdere una partita come questa. Difficile anche non vincerla, una partita così. La migliore della stagione, per il Chievo. Solo il «tradimento» della difesa e gli incredibili errori di Morganti, impediscono al Chievo di atterrare il Lecce e allungare il passo. Uno spettacolo, per un’ora. Di più, un bombardamento. Il Lecce per un’ora non ci capisce niente e resta in partita soltanto per la gaffe di Squizzi (ma Cesar, non poteva buttarla via?) e la prodezza di Valdes. L’unico lampo, in un’ora completamente gialloblù. Il resto è solo Chievo, straordinariamente Chievo. Diciamolo, questo è calcio da serie A. Bello, aggressivo, preciso, intenso, come vuole Iachini. Il Lecce assiste impotente. Annichilito sul piano atletico, in difficoltà a livello tecnico, in tilt come organizzazione di gioco. Il Chievo costruisce qualcosa come sei-sette palle gol nel primo tempo. In tre minuti, i primi, c’è un gol annullato a Obinna per offside di Iunco, un quasi gol di Bentivoglio, il rigore di Marcolini. Roba da alzarsi in piedi e applaudire. E gli ottomila del Bentegodi (pubblico all’altezza dello spettacolo) lo fanno. E’ il Chievo più bello che ci si può aspettare. Ma, come spesso è successo, il Chievo è unico anche nel complicarsi la vita. Cesar cincischia su un comodo disimpegno, tocca indietro a Squizzi, che potrebbe calciarla il più forte possibile e invece cerca un piattone che diventa un assist per il Lecce. Palla a Valdes, due passi entro l’area e addio bel tempo. Gol così atterrano chiunque, ma non il Chievo che ricomincia a giocare schiumando rabbia. E’ quella a caricare il destro di Italiano, su punizione. Benussi fa quello che può, la respinta è corta, Mantovani un fulmine, il Bentegodi si riaccende. Il Lecce rischia il tracollo, il Chievo sfiora il tris e va agli spogliatoi con l’idea di dilagare. In effetti, a parte l’amnesia difensiva, fila tutto alla perfezione. Obi è scatenato, Iunco idem, Pellissier è un’iradiddio, Bentivoglio un cagnaccio ispirato. Magari è Italiano a non essere al top, un po’ a disagio nel gran viavai del centrocampo, che mister Papadopulo corregge alla mezz’ora, prima che i buoi scappino dalla stalla. Fuori Angelo, difesa a tre, centrocampo a cinque, come il Lecce ha quasi sempre avuto. L’idea di dilagare, già. Quando Pellissier ruba palla allo stordito Diamoutene (2’ della ripresa) e infila Benussi con un tocco morbido da grande attaccante, alzi la mano chi pensa a una partita ancora aperta. E qui, purtroppo, entra in scena l’ineffabile arbitro Morganti. Passo elegante, personalità, decisioni fin lì condivisibili, ma un’eccessiva voglia di protagonismo. Lo si vede dai gesti studiati, dalla mimica costruita. Brutta storia per un arbitro, la mania del protagonista. Morganti comincia a salire alla ribalta quando capovolge, chissà come fa, un fallo di Diamoutene su Mandelli, su azione da angolo. Morganti indica il dischetto. Valdes, fin lì il più bravo dei suoi, fulmina Squizzi e riapre le danze. A quel punto capisci che può succedere di tutto, perchè il Lecce si fa coraggio, il Chievo accusa il colpo. Inevitabile. E perchè, purtroppo, dietro si continua, chissà perchè, a ballare. Il 3-3 è nell’aria ed è un autentico pezzo di bravura del Tir, favorito da un piazzamento sbagliato dei centrali gialloblù. C’è una palla che arriva direttamente dalla difesa del Lecce, se i difensori fossero al loro posto, la prenderebbero col sorriso sulle labbra. Invece il Tir si infila nella «terra di nessuno», ha un controllo da fuoriclasse e piazza un sinistro imparabile. Signori, si ricomincia, ma adesso il rischio è quello di perderla, pure, una partita così. Perchè ci sono giornate stregate e questa lo è. In più, Morganti, sempre lui. Primo giallo su Italiano (avvio di ripresa) perchè, a suo dire, tarda nel calciare una punizione. Il match va avanti, anche quando pare finito ti regala brividi inattesi. Nell’ordine: 45’, un lampo di Obinna, che sfiora il gol dell’anno con una sventola all’incrocio sulla quale Benussi fa il fenomeno. Dall’altra parte, palla dentro per Abbruscato, Maldonado lo strattona fuori area e l’attaccante va giù dentro i sedici metri. Morganti, ormai nel pallone, indica il dischetto e dà il rosso a Maldonado. Sembra persa, ma san Lorenzo Squizzi è più bravo di Maldonado e vola alla sua sinistra per respingere il penalty. Meno male. Morganti completa l’opera col secondo giallo a Italiano per una simulazione che simulazione non è. Ma se il Chievo continua così, la A non gliela toglie nessuno. Neanche Morganti e quelli come lui. Chiaro?
Raffaele Tomelleri - L'Arena (2/3/08)