mercoledì 27 maggio 2009 Arrestati 14 ultras del Lecce: c'è anche un medico

LECCE - Sono 14 i supporter del Lecce calcio (ma forse si potrebbero chiamare semplicemente "teppisti") che – secondo l’accusa – sono i principali protagonisti degli episodi di violenza compiuti negli ultimi tempi dentro e fuori gli stadi. Sono loro che avrebbero tentato di condizionare lo svolgimento delle attività sportive, e sarebbe stato uno di loro a lanciare contro una jeep con tre carabinieri a bordo una bomba carta confezionata con 800 grammi di tritolo.
Ai 14 la polizia oggi ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla magistratura salentina. Sette sono finiti in carcere, altri sette ai domiciliari. Tra questi ultimi c'è un medico di base di 55 anni, Alberto Pino. poi ci sono gli indagati a piede libero, otto in tutto, tra i quali figura uno steward del Lecce accusato di aver fatto entrare allo stadio tifosi diffidati dalla questura.
Per gli arrestati l’accusa, a vario titolo, è di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di atti di aggressione e violenza, anche nei confronti delle forze dell’ordine, e del tentativo di omicidio dei tre carabinieri che rimasero illesi dall’esplosione della bomba lanciata – secondo la polizia – da Juri Palazzo, di 35 anni, che è tra gli arrestati.
Dall’indagine della Digos emergerebbe che gli indagati andavano alla stadio solo per fare disordini, non per sostenere la loro squadra. La conferma sarebbe in un colloquio intercettato lo scorso anno al termine del derby Lecce-Bari. Un indagato confessa ad un amico: “Mi sono sfogato, torno a casa soddisfatto e vado a dormire; della partita non me ne frega niente”.
L'episodio più grave, quello dell’ordigno lanciato contro i carabinieri, risale al 16 marzo 2008 e avvenne durante un corteo non autorizzato per festeggiare i 100 anni del Lecce calcio. Quel giorno ci furono disordini durante i quali – ha detto oggi il procuratore di Lecce, Cataldo Motta – l'assessore comunale allo sport, Massimo Alfarano (che non è indagato), tenne un “comportamento anomalo” che “coese ulteriormente” il gruppo di teppisti che decise per questo di compiere “manifestazioni più violente”.
Una ricostruzione dei fatti, quella fornita dal procuratore, che ha “sconcertato” l’assessore Alfarano il quale spiega di essere invece intervenuto in difesa di due ragazzi (“sicuramente innocenti”) che i carabinieri avevano fermato accusandoli “ingiustamente” del lancio della bomba.
Nel fascicolo d’indagine c'è anche una telefonata tra l’ex attaccante giallorosso Javier Ernesto Chevanton, ora in forza al Siviglia, e il capo degli ultrà leccesi arrestati oggi, Andrea De Mitri, detto Smith. La conversazione risale ai primi di giugno 2008. E’ Chevanton a chiamare De Mitri per fargli una richiesta inusuale. Gli chiede di intercedere presso le tifoserie di altre città per sostenere un suo collega (del quale però non fa il nome) che aveva scarsi consensi nella tifoseria durante le partite. Per assicurasi che la richiesta fatta sia finita in buone mani, il calciatore chiede all’ultrà che era stato diffidato: “Ma hai problemi con la curva?”. E quello risponde tronfio: “la curva sono io”.
(http://www.lagazzettadelmezzog)

giovedì 25 settembre 2008 Quattordici ultrà sotto processo. Un proscioglimento

Finiscono sotto processo quattordici supporter del Lecce, che farebbero parte del cosiddetto gruppo di tifosi, denominato “Ultrà Lecce”. Mirko Verdesca, 32enne di Lecce e Yuri Palazzo, di 21, residenti nel capoluogo, hanno patteggiato la pena a sei mesi di reclusione, mentre Vito Baglivo, 34enne di Presicce, è stato prosciolto per il non luogo a procedere e Stefano Melli, di Lecce, è stato completamente prosciolto. In quindici, invece, dal prossimo 11 novembre dovranno comparire davanti ai giudici della seconda sezione penale. Andrea De Mitri, 33enne di Lecce, Marco Cannone di 32 e Renato Orlando, 37enne di Morciano di Leuca, secondo le indagini, durante la partita di campionato di serie B 2006-2007, Lecce-Piacenza, mediante minacce e violenza, avrebbero condotto gli spettatori dell’anello superiore della curva Nord ad abbandonare il proprio posto a sedere indicato nel biglietto di accesso, istigando pubblicamente i tifosi alla disobbedienza delle leggi che regolano l’ordine pubblico. Sempre secondo le accuse, Myrko Verdesca, Stefano Masciullo, Simone Schipa, Tommaso Caputo, Giancarlo Serio, Yuri Palazzo, Rocco Durante, Myrko Quarta, Alessandro Bosco, Stefano Luperto e Alessandro Chiriatti, nel pre-partita di Lecce-Bari, valevole per il campionato di serie B, il 16 dicembre scorso, avrebbero raggiunto l’area sud dello stadio “Via del Mare” dove stazionavano i tifosi biancorossi e avrebbero lanciato all’indirizzo delle forze dell’ordine pietre, bottiglie di birra ed altri oggetti contundenti. Emanuele Fuso, 25enne di Lecce, invece avrebbe lanciato all’interno del terreno di gioco nel corso del match Lecce-Treviso un fumogeno. Marco Cannone e Andrea De Mitri sono stati invece prosciolti dall’accusa di aver reso difficoltoso il proprio riconoscimento coprendosi il volto mediante l’uso di sciarpe e cappucci. I rinvii a giudizio sono stati disposti dal Gup del Tribunale di Lecce, Ines Casciaro su richiesta del pubblico ministero Marco D’Agostino. Il ministero dell’Interno e l’Unione Sportiva Lecce, nel processo, non si sono costituiti parte civile. Il pool di avvocati è composto dai legali Giuseppe Milli, Andrea Sambati, Angelo Benedetto e Fabio Valenti. Un proscioglimento, dunque, ed è quello del leccese Stefano Melli. L’avvocato Giuseppe Milli, a tale proposito, ha voluto chiarire alcuni passaggi. “Già Il Tar nel novembre del 2007 aveva ridotto, nel caso del signor Melli, la sanzione del Daspo da tre anni ad uno (lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4808). Ora in istruttoria è stato disposto il non luogo a procedere. Se si fosse agito nell’immediato contradditorio, con il rito direttissimo, come peraltro previsto dalla legge, non si sarebbe avuto oltre al danno, anche la beffa. Il signor Melli, professionista affermato e conosciuto in città, è stato messo alla gogna ed esposto al pubblico ludibrio, comparendo su giornali e televisioni, quando la sua estraneità ai fatti sarebbe potuta emergere fin da subito. Invece, anche con la pena alleggerita - prosegue il legale -, per un anno è stato costretto a presentarsi in questura perché sottoposto al divieto di accesso agli stadi con all’obbligo di firma. Si è dovuto recare anche a Ferragosto ad apporre la firma, con pregiudizio della sua libertà personale. Ed è questo l’aspetto più vessatorio. Senza considerare che ha dovuto spendere soldi per difendersi in sede penale e proporre ricorso in quella amministrativa: parcelle di avvocati e 600 euro di bolli”.
(http://www.lecceprima.it)

domenica 07 settembre 2008 Ultras del Lecce con cinghie pantaloni in mano

Ultras del Lecce con cinghie pantaloni in mano
Ultras del Lecce con cinghie pantaloni in mano
Il video che ha portato alla denuncia di tre ultras del Lecce tra i 21 e 31 anni.
Eccoli in un fotogramma da un video della polizia di stato con le cinghie dei pantaloni in mano, in evidente segno aggressivo.
Le denunce arrivano dopo i disordini della partita Torino-Lecce.
(http://www.youreporter.it)

domenica 31 agosto 2008 Tifoso accoltellato: inizia la stagione degli ultrà

Ferito alla coscia un sostenitore del Napoli al termine del primo tempo del match giocato con la Roma. Non è grave. Tensione anche a Torino: spranghe e sassi dei granata contro i pullman dei leccesi [...] A Torino - Due pullman di tifosi del Lecce sono stati assaltati da un centiniaio di sostenitori del Torino, armati di spranghe e sassi. A darne notizia è stato il nuovo canale SKY Sport 24. L'assalto è avvenuto in corso IV Novembre. Un vetro di uno dei due mezzi è andato in frantumi. Momenti di tensione, ma non ci sono stati feriti.
(http://sport.sky.it)

domenica 17 novembre 2002 Accoltellato tifoso leccese

Lesioni aggravate per aver colpito con nove coltellate al gluteo ed alla gamba sinistra il ventitreenne tifoso leccese Michele Montinaro.
E' questa l'accusa con la quale sono stati arrestati dalla sezione falchi della polizia tre ultras napoletani (Diego Molino, Gianmarco Ruocco e Raffaele Castrizia) che, davanti alla stazione della Cumana di Fuorigrotta, poco prima della partita Napoli-Lecce, hanno accerchiato ed aggredito il tifoso leccese.
I medici dell'ospedale San Paolo, dove Montinaro è stato ricoverato, hanno giudicato le sue condizioni "non gravi".
(http://www.sportal.it)