mercoledì 26 dicembre 2018 Sfrontatezza e realismo

Manuel Scavone, suo il primo gol al Padova
Manuel Scavone, suo il primo gol al Padova

Nell'ultima casalinga di un 2018 per il momento ricco di soddisfazioni il Lecce regola il Padova in modo molto più netto di quanto non dica il punteggio e aspetta di sapere in quale posizione di classifica potrà chiudere il girone di andata. Dovrà aspettare l'esito del turno infrasettimanale e cercare di ottenere il massimo dalla trasferta di La Spezia, contro una squadra forse non sempre continua ma competitiva.
La partita di fatto si risolve nel primo tempo. Il Lecce, ormai permeato della mentalità di mister Liverani (quello, lo ricordiamo, cui non piace perdere nemmeno a biliardino), non fa l'errore di sottovalutare un Padova poco più che impalpabile. Con uno schieramento molto corto, forte anche del rientro dei due esterni Calderoni e Venuti, colpisce due volte: prima al 9' del primo tempo con un colpo di testa perentorio di Scavone, servito da Falco su azione di calcio d'angolo; poi al 27' con un'iniziativa personale di Armellino che palla al piede si inserisce nell'area avversaria e infila il numero uno padovano nell'angolino alla sua destra, sotto una curva Nord in festa.
Il Padova prova una reazione soltanto nel primo quarto d'ora del secondo tempo; riesce però ad accorciare solo al 23' grazie ad un rigore graziosamente donato da uno dei pochissimi errori di Meccariello e sanzionato con severità dall'arbitro Volpi. Pochi minuti e tocca ancora a Lucioni, al 25', sugli sviluppi di un'azione di calcio d'angolo mettere in rete la palla del 3 a 1 che ristabilisce distanze ed equilibri reali in campo. E' un secondo rigore, forse dubbio, ma evitabile, a consentire al Padova di rientrare in partita al di là dei suoi meriti e a regalare qualche palpito nel recupero. Il Lecce porta a casa il risultato e consolida le sue ambizioni, quali che siano.
Pochi fotogrammi possono completare il film della partita. In primo luogo la cornice di pubblico con una Nord colorata di tifosi locali e fuori sede al rientro per le festività: il sostegno e il calore sono stati incessanti e hanno fatto rivivere a tutti, a casa e sugli spalti, le emozioni delle stagioni più belle. La qualità di Falco: il fantasista giallorosso è veramente il valore aggiunto del gioco giallorosso, la sua anima; il suo tasso tecnico e la convinzione che mette in ogni fase della partita, lo accreditano ormai nel ruolo di protagonista di questa prima parte di campionato. L'affidabilità del reparto difensivo: Lucioni e Meccariello uniscono concretezza a tecnica e difficilmente sprecano un pallone anche in fase di disimpegno; Calderoni e Venuti per parte loro offrono adeguati dinamismo e spinta. Finalmente, insomma, i quattro davanti a Vigorito, sempre attento se chiamato in causa, hanno rodato i meccanismi e trasmettono sicurezza a tutta la squadra. L'apporto di Lepore e Armellino: i due "veterani" crescono insieme al gruppo, dimostrano di essere lì a pieno titolo, pronti al comando e sempre efficaci.
Manca forse ancora qualche tassello a questa squadra, possibilmente il recupero di Pettinari, il rientro di Riccardi, oltre a qualche ingrediente che potrà essere ricercato nel mercato di gennaio. Ma già oggi società, tecnico e calciatori vanno ringraziati per le emozioni e lo spettacolo che hanno saputo dare in questo scorcio di campionato: il Lecce non è più una sorpresa, e può certamente candidarsi al ruolo di squadra bella e vincente, con un pizzico di sfrontatezza e la necessaria dose di realismo.

(o-w.k.)