giovedì 21 marzo 2019 Don Fabio e la carrozza di Pedro

Mister Fabio Liverani
Mister Fabio Liverani

Dopo il risultato di Crotone, e con buona parte della delusione ormai smaltita, proviamo a individuare qualche valida motivazione per essere ottimisti. Senza voler ripercorrere il cammino inatteso ed entusiasmante che il Lecce ha fin qui condotto consideriamo una serie di elementi relativi alla partita e poi in generale a questa fase del campionato.
Nonostante la partenza bruciante dei padroni di casa il Lecce, per l'ennesima volta, ha mostrato da subito di avere in mano la partita e di essere capace di imporre il suo gioco. Pagato dazio per il ricorrente blackout iniziale (gol di Simy al 5') la reazione è stata decisa; il Lecce si è immediatamente riportato nell'area calabrese cercando e trovando il pareggio secondo uno schema che è proprio del gioco di Liverani, vale a dire, l'inserimento di un centrocampista sul secondo palo per ricevere il cross e concludere in goal. Di norma lo farebbe Scavone, in assenza di quest'ultimo lo ha fatto spesso senza successo Meccariello, in questo caso c'è riuscito "pennellone" Tabanelli che, a dispetto di movenze talvolta improbabili, quasi sempre fa la cosa giusta e l'ha fatta all'8', depositando il pallone nell'angolo alla sinistra di Cordaz.
Non è poco vedere in campo una squadra che non ha timori reverenziali, sia in casa che fuori, che non subisce mai o quasi mai (inevitabile ripensare a Cittadella), che sa sempre cosa fare ed esegue con qualità e convinzione lo spartito scritto da mister Liverani. Sempre per rimanere alla cronaca di domenica sera, anche in quel caso, come in tante altre occasioni, il Lecce è stato capace di trovare il vantaggio, questa volta con Mancosu al 25', dimostrando che le soluzioni offensive si trovano anche quando le punte non riescono a fare appieno il loro lavoro, se hai giocatori dai piedi buoni e dotati di intelligenza tattica. Da ultimo vale la pena di ricordare che, una volta subito il pareggio, certo per disattenzione ma anche per la forza espressa a quel punto del match dal Crotone, il Lecce si è ancora una volta alzato con determinazione, occupando spesso la metà campo avversaria, ma senza trovare le giuste soluzioni, così come senza fortuna aveva cercato di blindare la partita dopo il vantaggio. Per lunga parte dell'incontro il Lecce, nel tentativo di chiudere il risultato, ha proposto alcune interessanti ripartenze; ed è sembrata anche chiara, subito il pareggio, la volontà della squadra di ristabilire le distanze e con esse, in un certo senso, i valori in campo.
Al di là della delusione, quindi, non si può né recriminare né chiedere di più alla squadra per quello che ha fatto o per quello che non è riuscita a fare. Né si può addebitare a Liverani, in questo caso, un errore di valutazione. Un conto è preparare male una partita, situazione in cui può anche incappare un allenatore molto bravo certo, ma ancora inevitabilmente in difetto di esperienza, un altro è decidere per una soluzione - come la contestatissima sostituzione di un centrocampista, Petriccione, con un difensore, Marino - spesso dettata da situazioni contingenti non visibili dall'esterno, ed avere un risultato diverso da quello che ci si attende. Crediamo che importanti siano state la prestazione e la reazione, comunque sempre all'altezza di quello che il Lecce e il suo timoniere hanno fatto vedere fino ad ora.
Il Crotone è un'ottima squadra, costruita per lottare per la promozione, che dispone di giocatori di qualità, ma che per sua mala sorte si è infilata in una sequenza di scelte e di eventi sfavorevoli. Quella stessa squadra aveva creato al Lecce non pochi problemi anche nella partita di andata. E' poi da considerare la differente situazione di contesto: in questa fase del campionato, al di là dei diversi obiettivi, per tutte le squadre le partite sono da "dentro o fuori". La stagione è in dirittura di arrivo: ogni avversario ha un suo obiettivo da raggiungere e ogni singola partita può fare la differenza tra successo e fallimento rispetto ad una programmazione. Ancora una volta, sotto questo profilo, il Lecce è in una situazione privilegiata; ha raggiunto i suoi obiettivi minimi e può con ragionevole tranquillità e senza affanni alimentare insieme ai suoi tifosi aspettative più ambiziose. Ma proprio perché ogni partita da qui in avanti sarà una battaglia, spesso più per gli altri che per noi, sarà il caso di guardare avanti. Il Lecce ha ora tre partite su cui tutti abbiamo puntato molto. Vale la pena concentrarsi su quelle e sulla necessità di evitare spiacevoli imprevisti, piuttosto che recriminare su una scelta tattica o sull'incapacità di conquistare il risultato pieno in Calabria. Per Liverani, dunque, vale l'esortazione manzoniana al cocchiere Pedro: "adelante", ma "con juicio".

(o-w.k.)