lunedì 03 maggio 2021 Avanti a viso aperto

Come è tradizione il Cittadella rifila tre schiaffoni al Lecce a casa sua: non è certo una novità. E come spesso accade in un momento clou della stagione, in cui si potrebbero decidere le sorti del campionato, il Lecce scivola sulla classica inattesa buccia di banana. Anche questa è una situazione che tante volte abbiamo vissuto e che fa parte delle vicende giallorosse.
La prospettiva che non va persa di vista, tuttavia, è che a questo stadio della stagione ogni partita diventa delicata, e lo è a maggior ragione quando gli avversari giocano bene e sanno di poter ambire al risultato pieno. Dopo Cittadella il Lecce affronta il Monza, serio candidato alla promozione, e una Reggina in corsa verso un possibile play-off e sempre più consapevole di quest'opportunità. Il rischio di vedere compromesso l'obiettivo finale o di vedere il percorso improvvisamente in salita è quindi ormai in ognuno dei pochi match che mancano, ma questo vale per tutte le antagoniste; per tutte il confine tra successo e delusione ora è diventato realmente molto sottile.
Proviamo però a guardare la situazione con realismo. Sebbene abbia avuto un esito negativo, la partita casalinga con il Cittadella non ha mostrato una squadra in difficoltà. Gli ospiti al 18', con D'Urso, hanno trovato il primo gol in modo occasionale, grazie ad una deviazione fortuita, ma di fronte a questo "inconveniente" i giallorossi hanno saputo reagire, hanno costruito e hanno recuperato con un preciso tiro dal limite del solito Coda, al 27'; hanno poi comandato il gioco e sfiorato il vantaggio, fino al goal in chiusura di tempo annullato a Lucioni per fuorigioco. Il vantaggio del Cittadella con Rosafio a inizio ripresa (splendido e forse irripetibile tiro dal limite) è l'unico reale addebito che è possibile fare agli uomini di Corini ed ha indubbiamente destabilizzato l'equilibrio mentale e la convinzione dei giocatori leccesi. Tuttavia il Lecce ha continuato a proporre gioco, con una serie di iniziative alla ricerca del nuovo pareggio che hanno visto prima Majer colpire il palo del portiere veneto e successivamente gli avanti leccesi rendersi pericolosi almeno un altro paio di occasioni. Se a questo aggiungiamo anche un'azione di Pettinari fermata per un fuorigioco non rilevato correttamente e con tutta probabilità punibile con un successivo penalty, possiamo dire che il risultato finale è prevalentemente figlio di una serie di circostanze negative ma poco o per nulla addebitabile alla prestazione e alla qualità dei giallorossi.
Di cosa dobbiamo preoccuparci quindi? Dell'inevitabile finale thriller di uno dei tanti campionati che abbiamo già vissuto con questo stato d'animo? Forse qualcuno di noi ricorda un torneo di una qualunque serie nazionale attraversato a passo di carica e dominato dal Lecce? Il Lecce è ancora saldamente insediato sulla seconda piazza, quella utile per la promozione diretta. I numeri dicono che è attualmente la seconda forza del campionato e sono ancora intatte le possibilità di volgere a proprio vantaggio il prossimo incontro e con esso il finale campionato. La squadra ha capacità, potenziale tecnico, e crediamo, sufficiente determinazione per arrivare fino in fondo, e nessuno di noi avrebbe potuto sperare in questa fase della stagione di vedere la squadra in una posizione di classifica così favorevole. Occorre solo non aver paura (e non è poco, certo) e, come ci hanno insegnato tante stagioni vissute con il fiato sospeso, un pizzico di fortuna, che non guasta mai. Avanti Lecce, questo è il tuo momento.

(o-w.k.)