Tabellino della partita

17/06/1973 - Lecce, stadio Via del Mare
38° giornata del Campionato di Serie C 1972/1973
Lecce 4Crotone 0
Ferretti
Lorusso
Vellani
Materazzi
Mamilovich
Di Somma
Carella
Desio
Ferrari
Giagnoni
Fiaschi
Macri
Puia
Martino
Barone
Capiotto
Pantisano
Cavallaro
Gualandri
Tozzi
Sanzone
Rizzi
Allenatore:
Neri
Allenatore:
Tognon Omero
Eventi:
7' Gol Fiaschi
58' Sostituzione Pesce per Tozzi
58' Gol Fiaschi
73' Sostituzione Fortunato per Fiaschi
73' Gol Carella
74' Sostituzione Miloro per Ferretti
89' Gol su rigore Ferrari [rig.]
Arbitro: Lupi di Genova
Note:
Giornata non molto calda con forte vento di tramontana che nel primo tempo ha soffiato alle spalle del Crotone. Circa 5.000 spettatori. A disposizione in panchina per il Lecce il secondo portiere Miloro e l'ala Fortunato, per il Crotone il secondo portiere Lomeo e il centrocampista Pesce. Nessun incidente di gioco di rilievo. Angoli 5 a 3 (p.t. 2 a 3) per il Lecce. Pacifica invasione del campo alla fine della partita: un centinaio di tifosi ha preso d'assalto i giocatori del Lecce per festeggiarli e impossessarsi delle loro maglie da conservare come ricordo. Nessun incidente di rilievo. Angoli 5 a 3 (p.t. 2 a 3) per il Lecce.
Cronaca:
Il Lecce chiude con 59 punti, 26 vittorie in 38 partite, di cui 19 in casa dove ha quindi sempre vinto, 65 reti all'attivo, Ferrari capocannoniere del girone con 26 reti all'attivo e Carella vice con 16 reti, oltre a Fiaschi che ha totalizzato 10 gol. Sono cifre d'altri tempi, "numeri" che sono stati sempre più che sufficienti per il salto nella serie superiore. Il tecnico Neri, subentrato a Corradi nel finale di campionato, dichiara: ".....rimanere in C dopo aver disputato un campionato esaltante come quello che ha portato a termine oggi il Lecce fa male. Basti pensare che l'anno scorso l'Ascoli vinse il girone B con 58 punti e con un largo margine di vantaggio sulla seconda per comprendere la sfortuna del Lecce...........la sostanza è che abbiamo totalizzato 59 punti e restiamo in C; cosa si può fare davanti alla fatalità? Io rimango del parere che questo campionato non l'ha perso il Lecce ma piuttosto l'ha vinto l'Avellino........." La Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 18 giugno 1973 così titola: "Il Lecce si accomiata con quattro gol al Crotone". All'inizio molto nervosismo e un po' di contestazione di una parte di tifosi cui replicava applaudendo l'altra. Poi la squadra ha ingranato la marcia concludendo vittoriosamente (un vero record) anche l'ultimo incontro interno della stagione.E' stato uno strazio per poco meno di mezz'ora, il Lecce non c'entra. Anzi, la squadra ha risposto ancora una volta , prima con una bella partita e poi anche a suon di gol, ai tanti interrogativi che una maligna classifica da qualche tempo aveva posto un po' a tutti, lasciando un lungo strascico di polemiche e, purtroppo, di grossi rimpianti. C'entra invece per lo strazio, quella atmosfera terribilmente tesa che ha caratterizzato tutto il primo tempo ed una decina di minuti della ripresa. Tutto sotto contestazione, con dosi di accentuazione naturalmente legate alle diverse convinzioni dei tifosi sulle responsabilità che si fanno pesare per questo campionato beffardamente saltato proprio quando tutti si erano convinti che era fatta. Il clima di tensione ha determinato uno spettacolo in cui agli applausi di un gruppo si sovrapponevano i fischi e le invettive di un altro, in un malinconico rincorrersi di opinioni, di tesi, di critiche, di polemiche. A pagare di più, come sempre succede, è stato proprio chi questo Lecce aveva creato e quasi dal niente (il Commissario Solombrino). Tanto che il pubblico, quando, dopo il secondo gol di Fiaschi, non ha trovato più in campo quello che era il maggior obiettivo della sua contestazione (il Rag. Solombrino ha abbandonato la panchina salutando i tifosi polemicamnene) si è abbandonato a suoa volte polemicamente ad un caldo incitamento verso la squadra, cosicchè se non altro quest'ultima dannata partita della malinconia è riuscita a finire in una atmosfera di festa, pur amara e pur dettata dalla voglia di sfogarsi in qualche modo. Ma è chiaro che ogni campionato finito per aria deve necessariamente finire costellato non solo di amarezza ma anche di imputazioni di responsabilità e soprattutto di schieramenti sulle opposte rive.(...) Ad ogni modo si era visto subito che quaesta sarebbe stata la partita del "non siamo finiti, stiamo ancora in piedi".Tanto è vero che dopo appena sette minuti, il ghiaccio, almeno per i gol, il Lecce lo aveva già rotto; un bel passaggio di Giagnoni aveva messo Fiaschi in buona posizione per il tiro dal limite dell'area e il tornante leccese, oggi senza dubbio il miglior ein campo, ha strappato gli applausi al pubblico maldisposto (ma non certo verso di lui)realizzando il gol con prontezza e spettacolarità di esecuzione ( tiro secco e molto forte , imprendibile. Nella ripresa, col vento alle spalle, il Lecce ha impiegato tredici minuti per far registrare il raddoppio dello scatenato Fiaschi e per assistere al ribaltamento della situazione sulle gradinate.....restano gli altri due gol (Carella e poi Ferrari su rigore) che hanno ricamato insieme con il palo colpito da Fiaschi e con la gran voglia con cui hanno giocato tutti gli altri , quest'altra cavalcata di un Lecce che avrebbe meritato sicuramente maggior fortuna.