mercoledì 26 gennaio 2022 Prova di forza

L'allenatore del Lecce, Marco Baroni
L'allenatore del Lecce, Marco Baroni

Il Lecce sapeva di dover vincere a tutti i costi questa partita, dopo i tre punti conquistati a Pordenone e la buona prova infrasettimanale in Coppa Italia con la Roma. L'obiettivo era chiaro a tutti, non solo perché la Cremonese rappresentava una delle avversarie più temibili e in forma in questa seconda parte della stagione, ma anche perché tutti, squadra e pubblico, desideravano riscattare la prestazione dell'esordio in campionato quando gli uomini di Pecchia avevano seccamente sconfitto il Lecce sul loro campo, insinuando più di qualche dubbio sulla reale caratura dei giallorossi e sugli obiettivi possibili a campionato appena iniziato. E vittoria è stata, anche se estremamente sofferta perché conquistata solo grazie a un autogol nel recupero. I tre punti riavvicinano il Lecce alle zone alte della classifica ma, soprattutto, offrono a Baroni una serie di conferme importanti.
In avvio di partita il Lecce soffre molto il dinamismo dei grigiorossi, che, come nelle attese, si rivelano squadra "rognosa" e difficile da superare. Scambi veloci, palla a terra, e aggressività in tutte le zone del campo per il primo quarto d'ora mettono oggettivamente in crisi il Lecce, anche in difficoltà forse nello scrollarsi le scorie della partita dell'Olimpico. Per rompere questa condizione di disagio serve un'invenzione di Gallo che, al 14' divora letteralmente la fascia di competenza, entra in area avversaria e con un paio di dribbling si libera bene al tiro siglando la rete del vantaggio giallorosso. È un episodio che certamente serve a dare fiducia al Lecce e in parte spegne l'ardore della Cremonese, ma che non si rivela decisivo perché appena un minuto dopo Ciofani, mal controllato in area da Dermaku, riesce a colpire di testa e a superare Gabriel. Tutto da rifare per il Lecce che tuttavia nel corso del primo tempo e ancora di più nella ripresa spinge sull'acceleratore, guadagna campo e occasioni, fino a chiudere sostanzialmente gli ospiti nella propria metà campo, tanto da non correre di fatto quasi alcun pericolo.
Nel corso della ripresa, anche per la necessità di avviare un'opportuna rotazione negli uomini e, nello stesso tempo, nel tentativo di non allentare la pressione sugli avversari, Baroni opera una serie di cambi che si rivelano di fatto decisivi. Listkowski e Helgason subentrano a Di Mariano e a Majer e conferiscono maggiore dinamismo e imprevedibilità al centrocampo con una buona prova complessiva e alcuni spunti pregevoli. Particolarmente spettacolare a pochi minuti dal 90' la combinazione tra Strefezza, in condizioni sempre strepitose, e il polacco, che sfiora il gol con una magia in area e una rovesciata spettacolare deviata oltre la traversa. Nonostante la spinta e le energie dell'onda verde la Cremonese sembra reggere l'urto fino a quando la rabbia agonistica e la fortuna non consentono al Lecce di raggiungere il vantaggio grazie, come detto, a una sfortunata deviazione nella propria porta di Okoli, nell'ennesimo assalto dei padroni di casa, su un pallone indirizzato "in the box" ancora una volta da Gallo.
Per una volta la fortuna sorride al Lecce, ma premia anche la pressione costante e gli attacchi veementi con cui la squadra ha mostrato di voler ottenere i tre punti fino all'ultimo respiro, e premia in qualche modo la qualità di ragazzi che in alcune parti della stagione sono stati costretti a un ruolo di comprimari pur meritando il palcoscenico. Soprattutto, il risultato finale mostra quello che può essere il valore aggiunto del Lecce di quest'anno, vale a dire la forza e la coesione di un gruppo che ha fame di risultati. Non c'è molto tempo, tuttavia, per assaporare questo successo, meritato per quanto è stato cercato, perché un altro turno infrasettimanale di recupero attende la squadra, e ancora una volta sarà un passaggio insidioso per la disperazione dell'avversario, certamente cruciale per misurare le ambizioni leccesi, anche se ovviamente non ancora decisivo. Bisogna crederci.

(o-w.k.)