domenica 17 gennaio 2021 Brutti e basta

Coda, salterà per squalifica Lecce-Empoli
Coda, salterà per squalifica Lecce-Empoli

Corini l'ha archiviata come "una partita sporca" e in effetti, al fischio finale di Reggina-Lecce sarebbe stato bello sintetizzare il commento con un "brutti, sporchi e cattivi", per sottolineare come il Lecce sia riuscito a conquistare tre punti fondamentali pur senza eccellere. Ma in realtà gli uomini di Corini sono stati soltanto brutti, a tratti orrendi, confermando di non avere ancora raggiunto il punto di minimo di una involuzione cui assistiamo da ormai molti turni (a Salerno l'ultima partita decente).
La Reggina, poco concreta, squadra di onesti lavoratori del pallone puntellata da qualche imbolsita vecchia gloria, ha anch'essa fatto paura, mettendo pressione al Lecce sin dalle prime battute e mostrando, come accade contro molti avversari, di arrivare facilmente a ridosso dell'area giallorossa e talvolta di riuscire ad affollarla, senza tuttavia impensierire Gabriel. E' anche vero che molto ci ha messo l'arbitro Volpi, concedendo prima, all'8' del secondo tempo, un rigore creativo per un tocco in area di Lucioni (in realtà un rinvio di spalla) e poi con l'espulsione di Coda per doppio giallo per un buffetto involontario – sì, bisogna dire le cose come stanno – al suo marcatore. Ma se nel caso del rigore l'errore arbitrale si è rivelato indolore per l'ottima parata di Gabriel sul pessimo tiro di Menez, la sanzione a Coda al 23' della ripresa si riverbera direttamente sul prossimo importante banco di prova del match con l'Empoli.
Poche cose brillano nel match del Granillo: in generale, e pur riconoscendo la pochezza degli avversari, la capacità di mantenere inviolata la propria porta e, in generale, una propensione al sacrificio e all'attenzione che spesso è mancata ai giallorossi in questa stagione. Spicca poi la capacità di alcuni uomini, quando chiamati in causa, di sollevarsi al di là dei propri limiti veri o supposti, e di tenere in piedi il resto della squadra anche quando non brillano le qualità dei leader o dei campioncini in erba: menzione speciale per Zuta, una sicurezza sul piano dell'impegno, certo più di un irriconoscibile Calderoni, e per Meccariello, a dispetto delle gerarchie di Corini il migliore dei centrali del Lecce in questo momento. Nel grigiore generale espresso da entrambi gli schieramenti hanno anche pesato la corsa e la caparbietà di Henderson, che da solo al 28' costruisce il golletto da tre punti andandosi a prendere sul filo dell'out un pallone che sembrava perso, e la caparbietà (insieme alla smaniosa volontà di incidere) di Stepinski, che crede al cross basso del suddetto scozzese e la mette dentro di tacco, complice una fortunata carambola. La partita è questa, nei pochi episodi salienti: una onesta partita di serie B, campionato dove è possibile assistere indifferentemente a sprazzi di grande calcio e a bassezze tecniche indicibili.
Ancora una volta abbiamo dovuto constatare che quando le primedonne non girano a mille, con questo modulo il Lecce soffre troppo; troppo spesso è schiacciato nei suoi ultimi trenta metri, e così, se non ci mette una pezza un Gabriel ormai leader riconosciuto, l'errore, la distrazione, l'infortunio da concitazione sono sempre in agguato. Quindi, se proprio vogliamo rinunciare all'estetica e al gioco pirotecnico almeno compensiamo queste rinunce con una minore sofferenza.
Stupefacente poi come il Lecce sia passata da favorita irrobustita da ricambi di pregio in panchina a squadra che ha difficoltà a mettere insieme undici effettivi affidabili nei rispettivi ruoli. Bisogna riconoscere che al momento la pesca nei mari del Nord del nostro direttore sportivo ha avuto ben poco di miracoloso, ma questo solo il tempo potrà confermarlo o smentirlo. La scarsità di alternative, tuttavia, è solo in minima parte causa di indisponibilità da infortuni muscolari o da ritardo di preparazione. Molto ha giocato la debolezza gastrointestinale cronica (volgarmente, malpancismo) di qualche ex protagonista o seconda linea di lusso: se prima era solo fastidiosa, in questa fase del campionato, in cui le vere candidate al salto di categoria cominciano ad emergere in modo chiaro, la sindrome potrebbe rivelarsi deleteria, a partire dalla prossima domenica.

(o-w.k.)