martedì 01 gennaio 2019 Prova di personalità

I giallorossi salutano i tifosi a La Spezia
I giallorossi salutano i tifosi a La Spezia

Quanto è bello vedere giocare questo Lecce! Vederlo scendere su ogni terreno di gioco con la consapevolezza di essere capace di qualsiasi impresa. Ha ragione chi dice che si chiude un anno straordinario: non solo perché ora i giallorossi possono finalmente competere per traguardi più coerenti rispetto alla loro storia, ma soprattutto per la capacità di questa squadra di riconciliare la passione di tanti sostenitori con il bel gioco.
Certo, anche a Spezia non è stata una partita facile. Prima di scendere in campo si sarebbe definita una partita “da tripla”, per usare un termine ormai sconosciuto a molti. La qualità dello Spezia, nel gioco e negli interpreti, ha messo nei primi minuti in difficoltà gli uomini di Liverani: i padroni di casa hanno subito occupato l’area leccese con una manovra che prima riusciva efficacemente ad aprire il gioco sulle fasce per poi puntare l’area con scambi rapidi e precisi nello stretto. La difesa e lo stesso centrocampo del Lecce, schiacciati negli ultimi trenta metri, sono rimasti nel primo quarto d’ora sorpresi e frastornati tanto da subire al 12’ un calcio di rigore, fortuito ma ineccepibile, a seguito di un tocco di mano di Petriccione proprio su uno scambio veloce degli avanti spezzini.
Dopo aver pagato lo scotto di un avvio incerto, il Lecce ha in parte ripreso in mano il comando del gioco, telecomandato da un Liverani come sempre ipercinetico e palesemente insoddisfatto della prestazione dei suoi. Il Lecce reagisce subito su calcio d’angolo, con un perentorio colpo di testa di Bovo, ben deviato da Lamanna e successivamente con alcuni tentativi di La Mantia e Palombi (suo un pallonetto da fuori area che non sorprende il portiere ligure); la squadra di Liverani subisce però il ritorno dello Spezia nei minuti di recupero e viene salvato da un Vigorito super su tiro da fuori di Mora.
Tornati in campo la musica cambia e stavolta è il Lecce a eseguire con autorità il suo spartito, peraltro agevolato da un evidente calo fisico degli avversari. Liverani modifica qualcosa inserendo Pettinari e Falco al posto di La Mantia e di un Petriccione chiaramente sotto tono. I nuovi entrati danno la scossa a tutta la squadra: il Lecce preme con decisione e continuità, con azioni che poggiano sui lanci sempre efficaci dei due centrali Bovo e Lucioni o su continui inserimenti tra le linee avversarie. Il ritorno del Lecce schiaccia a lungo lo Spezia nella sua trequarti, fino al pareggio ottenuto al 67’ con un’incursione e cross di Venuti dalla destra che trova sul secondo palo il colpo di testa vincente di Scavone. In questa e in altre occasioni il Lecce arriva a portare fino a sei uomini in area avversaria a testimonianza della volontà di recuperare. Sull’onda del pareggio ottenuto i giallorossi sembrerebbero in condizione di completare l’opera chiudendo al meglio l’anno: Falco e Pettinari, ottimo il suo rientro, ci provano in più occasioni ma alla fine la scelta è quella di accontentarsi, anche per evitare il ripetersi di beffe già patite in passato.
Un punto in trasferta è un risultato ampiamente soddisfacente contro avversari di buon livello tecnico e in possesso di trame di gioco e automatismi rodati; non era per nulla scontato, ma ancora una volta il Lecce ha mostrato di avere personalità e idee chiare, sia in campo che in panca. Sorprende, soprattutto, la capacità di crescere ancora di settimana in settimana, arrivati ormai a metà campionato. Manca poco all’obiettivo minimo: solo dopo Liverani e i suoi potranno veramente chiedersi dove sia possibile arrivare.

(o-w.k.)