Tabellino della partita

05/05/1974 - Lecce, stadio Via del Mare
32° giornata del Campionato di Serie C 1973/1974
Lecce 2Pro Vasto 0
Bertonelli
Lorusso
Materazzi
Zoff
Monaldi
Di Somma
Crispino
Giagnoni
Ferrari
Pantani
Fiaschi
Castellini
Anzivino
Rinaldi
Mazzetti
De Filippis
Taverna
Antonioli Gilberto
Perricone
Osellame
Savastio
Minervini
All.: LosiAll.: Costagliola Leonardo
Eventi:
57' Gol su rigore Materazzi [rig.]
57' Sostituzione Fortunato per Pantani
61' Gol Ferrari
80' Sostituzione Di Paolo per Antonioli Gilberto
86' Espulsione diretta Anzivino
Ammonizione Zoff
Ammonizione Ferrari
Ammonizione Rinaldi
Ammonizione Mazzetti
Ammonizione Minervini
Arbitro: Sancini di Bologna
Note:
Cielo sereno con discreto vento in senso trasversale al campo di gioco, terreno in ottime condizioni. Spettatori 7.000 circa per un incasso di quasi 10 milioni di lire. Ammoniti: Minervini, Mazzetti, Rinaldi (Pro Vasto) e Zoff e Ferrari (Lecce), tutti per gioco falloso. Espulso Anzivino al 41' della ripresa per un fallaccio ai danni di Fiaschi. Calci d'angolo 13 a 0 per il Lecce (primo tempo 7 a 0). In panchina per il Lecce il secondo portiere Trevisan e il difensore Tancredi; per il Pro Vasto il secondo portiere Ritucci e l'interno Mignanelli.
Cronaca:
La Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 6 maggio 1974 cos' titola: "Il LECCE della praticità non molla l'inseguimento alla serie B". L'inviato Carlo Ancona così commenta: "Un primo tempo in tono minore da parte del Lecce (per l'eccessivo difensivismo del Pro Vasto, che affidava unicamente all'ex Minervini il compito di giocare come punta) ed una ripresa in crescendo, anche perchè l'avversario, incassato il primo gol, ha cominciato ad aprirsi ed a contrattaccare favorendo così la manovra a largo raggio dei compagni di Ferrari ed evitando altri gol soltanto perchè tra i pali c'era un signor portiere, il ventitreene Castellini, il quale, se rende sempre come oggi, è sulla buona strada per imitare l'attuale maestro e allenatore del Pro Vasto Costagliola. Il primo tempo il Lecce è stato imbottigliato al limite dell'area di rigore abruzzese. Ciò nonostante, Crispino prima e Pantani più tardi hanno fatto temere il peggio a Castellini con due palloni stampati sulla base dei pali al 32' e al 38', rispettivamente a destra e a sinistra del portiere. Si è trattato in entrambi i casi di tiri dal limite, giacchè, come si è detto, non era consentito avvicinarsi eccessivamente alla rete del Pro Vasto, grazie alla gagliarda prestazione di Taverna, di Anzivino, Rinaldi e De Filippis. anche se quest'ultimo è stato messo quasi sempre in difficoltà da Ferrari, specialmente col pallone a terra, tanto è vero che lo stopper è dovuto ricorrere alle maniere forti anche in area di rigore. All'inizio della ripresa, proprio al 1', l'arbitro ha sorvolato su un intervento di De Filippis non molto pulito ai danni di Ferrari in area; ma al 33', per un fallo meno appariscente del primo, Sancini non ha potuto fare a meno di accordare un rigore (il secondo, dopo quello trasformato da Materazzi) che lo stesso Ferrari ha mandato sulla base del palo, alla destra del portiere, dopo aver letteralmente spiazzato Castellini, tuffatosi dall'altra parte. Complessivamente, dunque, il Lecce ha colpito tre volte i pali (Crispino, Pantani e Ferrari), ha realizzato due gol con Materazzi su rigore e con Ferrari a seguito di punizione da fuori area toccata in avanti alla svelta da Fortunato per il centravanti che, dalla destra, ha bruciato il portiere avversario con un tiro trasversale. Il meglio in fatto di qualità di gioco e piacevolezza di manovra, la squadra di Losi l'ha manifestato quando l'avversario ha abbandonato quella tattica suicida con la quale sperava di portare a casa qualche cosa di concreto per la sua classifica e nello stesso tempo fare un piacere al Pescara. Ed a questo punto è venuto maggiormente alla ribalta il portiere Castellini. In precedenza l'estremo difensore abruzzese si era messo in evidenza per la tempestività delle sue uscite in mischia e per il senso di piazzamento. Il palo di Crispino ad esempio era stato propiziato da una piccola deviazione con la punta delle dita di Castellini, allungatosi a terra sulla destra e quindi giunto appena in tempo per evitare il gol sin dal 32' del primo tempo. Ma in seguito il portiere del Pro Vasto ha costituito uno spettacolo a parte per alcuni interventi davvero spettacolosi su tiri che avrebbero meritato di finire in rete. Materazzi era stato il primo al 10' della ripresa ad impegnare seriamente il portiere avversario con un tiro da fuori area: colpo di reni di Castellini all'indietro e pallone alzato in angolo al di sopra della traversa. Battuto il primo angolo, ne nasce un secondo all11': Fiaschi raccoglie e sta per girarsi in area quando Anzivino lo stende a terra. Rigore netto che Materazzi trasforma con calma e precisione nell'angolo basso alla destra del portiere. Losi manda in campo Fortunato al posto di Pantani e dopo appena 4 minuti il Lecce raddoppia. Taverna aveva caricato Crispino fuori area e la conseguente punizione veniva affidata a Fortunato: lancio in avanti sulla destra dove era scattato Ferrari, il cui tiro trasversale metteva fuori causa il portiere avversario. Col risultato al sicuro per il Lecce, quindi, si è registrato un netto miglioramento del gioco. Il Pro Vasto si è aperto ed il Lecce ha potuto manovrare a proprio agio, con lanci lunghi dei centrocampisti per le punte e con tiri a rete che, ripetiamo, soltanto un magnifico Castellini ha potuto neutralizzare deviando in angolo o bloccando come meglio non avrebbe potuto. Ferrari è stato ammirevole per l'impegno profuso nel corso della gara [...] tanto è vero che ha battuto il secondo rigore a furor di popolo. La folla, che ha capito la situazione psicologica del centravanti, lo ha invitato a battere la massima punizione proprio per consentirgli di riprendersi completamente. Ma nemmeno questa volta, come nelle precedenti altre tre occasioni del genere, è stato assistito dalla fortuna. Ha ingannato molto bene il portiere, ma non il ... palo, per cui non pensiamo che Ferrari accetti di battere altri calci di rigore quest'anno. La jella lo perseguita ancora nei tiri dagli undici metri,