Tabellino della partita

16/01/2011, ore 20:45 - Lecce, stadio Via del Mare
20° giornata del Campionato di Serie A 2010/2011
Lecce 1Milan 1
Rosati
Tomovic
Fabiano
Gustavo
Mesbah
Munari
Vives
Grossmüller
Olivera
Jeda
Di Michele
Amelia
Abate
Nesta
Thiago Silva
Bonera
Gattuso
Ambrosini
Flamini
Seedorf
Pato
Ibrahimovic
Allenatore:
De Canio
Allenatore:
Allegri
Sostituzioni:
Giacomazzi per Grossmüller (57')
Corvia per Jeda (68')
Piatti per Vives (81')
Sostituzioni:
Cassano per Pato (72')
Yepes per Flamini (93')
Reti:

Olivera (82')
Reti:
Ibrahimovic (49')

Ammonizioni ed espulsioni:
ammonizione Giacomazzi (77')
ammonizione Munari (90')
ammonizione Mesbah (93')
Ammonizioni ed espulsioni:
ammonizione Nesta (73')
ammonizione Gattuso (77')
Arbitro: De Marco di Chiavari
Note:
Cronaca:
"[...] Con l'obbligo di tornare alla base con tre punti, il canovaccio dei rossoneri è scontato, ma sin dall'inizio il Lecce fa capire quanto la vita sia dura al Via del Mare. La tattica di De Canio è evidente: quattro difensori supportati da quattro centrocampisti e due punte in attesa di aggiornamenti. Il tecnico lucano chiede organizzazione e prega i suoi di giocarsela con molta calma. Il Milan dal canto suo fatica a velocizzare la manovra, mentre il Lecce fa della profondità la sua arma migliore. Ne risulta così una partita poco gradevole dove l'impotenza dei rossoneri appare evidente. Ingabbiati dai salentini, i primi della classe non riescono a decollare, e imbastire manove offensive è maledettamente complicato. Il gioco non è fluido e gli uomini simbolo non incidono. Merito del Lecce che però alla mezzora rallenta e retrocede di parecchi metri, soffrendo di più il pressing rossonero.
Il Milan cerca di cavalcare l'onda, ma è costretto a cercare la conclusione dalla distanza. Arruginito e poco lucido, si fa inchiodare e fa imbestialire Allegri. Il tecnico perde la pazienza e chiede a gran voce maggiore profondità. Ma servirebbe un Seedorf più preciso e continuo e un Ibra meno isolato in avanti. Ma quando allo svedese capita la la palla buona sono dolori. Al 43', infatti, Zlatan irrompe in area e al momento del tiro, che parrebbe trasformarsi in gol, a salvare la patria ci pensa Tomovic con una grande deviazione. E' l'unica azione degna di nota di un primo tempo che non passerà alla storia, come il Milan che va dritto negli spogliatoi carico di perplessità. E anche di nervosismo: con Gattuso che ha qualcosa da ridire al "molle" Pato e Seedorf che fa da paciere.
La partenza nella ripresa fa capire chiaramente che Allegri negli spogliatoi non le ha mandate a dire. Più ritmo e soprattutto più convinzione che al 4' si trasformano nel gol capolavoro di Ibrahimovic. Lo svedesone recupera palla e da 25 metri tra due avversari vede Rosati fuori dalla porta e lo infila sotto la traversa. De Canio corre subito ai ripari: dentro Giacomazzi fuori Grossmuller. Seedorf in un eccesso di altruismo invece di infilare il 2-0 lascia allo stralunato Pato che viene anticipato e nel contropiede per poco Giacomazzi non pareggia. Confusione nell'area rossonera e palla morbida dell'uruguaiano che Amelia smanaccia evitando il gol.
La reazione del Lecce è veemente. Mette sotto il Milan sfruttando la sua velocità. Il Milan si difende con le unghie e si scatena in contropiede. I giallorossi ci provano anche con Corvia che prende il posto di Jeda, mentre Allegri risponde con Cassano, il cui processo di recupero prevede per ora una ventina di minuti a partita. Il barese sostituisce l'evanescente Pato, innescando immediatamente un dialogo con Ibra. Ma è il Lecce, con un Piatti in più (fuori Vives) a impressionare con una manovra costante, che esalta il lato operaio del carattere rossonero. Il calcio però è strano, perché l'errore decisivo lo commette chi dovrebbe garantire più sicurezza, tra l'altro nell'unica vera occasione capitata ai padroni di casa. Accade a Nesta che prima devia un tiro di Di Michele sul palo e poi si dimentica di Oliveira (Allegri parlerà di errore di Gattuso e di squadra): di collo pieno infila l'1-1. Il Milan annichilito cerca il guizzo nel recupero e Cassano per due volte innesca Ibra, ma non c'è il bis della magia. [...]" (Gaetano De Stefano - gazzetta.it)