Tabellino della partita

11/09/1977 - Lecce, stadio Via del Mare
1° giornata del Campionato di Serie B 1977/1978
Lecce 2Cagliari 0
Nardin
Lorusso
Pezzella
Mayer
Zagano
Belluzzi
Sartori
Cannito
Skoglund
Russo
Montenegro
Copparoni
Ciampoli
Longobucco
Casagrande
Valeri
Roffi
Piras
Quagliozzi
Magherini
Marchetti
Villa
Allenatore:
Giorgis
Allenatore:
Toneatto
Sostituzioni:
Beccati per Cannito (70')
Sostituzioni:
Reti:
Beccati (76')
Sartori (89')
Reti:


Ammonizioni ed espulsioni:
Ammonizioni ed espulsioni:
ammonizione Marchetti (14')
2° ammonizione Marchetti (68')
espulsione Marchetti (68')
ammonizione Magherini (70')
Eventi:
Arbitro: D'Elia di Salerno
Note:
Terreno in buone condizioni, forte vento di tramontana, nel primo tempo a favore del Cagliari. Spettatori 18.000 circa, paganti 13.150 per un incasso di circa 46 milioni di lire. Angoli 12 a 7 (p.t. 3 a 5) per il Lecce. Espulso al 68' Marchetti (ammonito per fallo su Belluzzi e per gioco ostruzionistico). Sorteggio antidoping negativo. In tribuna l'osservatore del Bari, Filippo Calabrese
Cronaca:
La Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 12 settembre 1977 così titolava: "Lecce testardo ed anche esaltante: contro il Cagliari è subito festa grande!" Il Lecce ha vinto una partita che Toneatto non avrebbe mai voluto perdere. Ha vinto, infatti, utilizzando proprio quelle armi con cui l'allenatore cagliaritano equipaggia le squadre che allena: grinta, coraggio, testardaggine e, perchè no, gioco. D'accordo, la vittoria si è concretizzata con due gol, nella seconda metà della ripresa, quando ormai il Cagliari era in dieci uomini, ma soprattutto era ridotto ad uno straccio con i nervi che gli erano saltati. Probabilmente D'Elia nel decidere di ammonire Marchetti al 68', che stava temporeggiando più del lecito mentre effettuava una rimessa laterale, aveva dimenticato di aver già ammonito il giocatore, ma c'è da dire che Marchetti aveva effettivamente commesso un'infrazione e che, dunque, andava punito come da regolamento. Il Cagliari da qualche momento stava denunciando un certo nervosismo, forse la squadra sarda sentiva vicina la possibilità di acciuffare un risultato positivo che avrebbe cancellato le magre della Coppa Italia. Mentre Toneatto si sbracciava, tentando di calmare i suoi, Giorgis sferrava il colpo giusto, richiamava in panchina Cannito, un centrocampista, e mandava in campo Beccati (una punta che pur valendo qualcosa non riesce a trovare un posto stabile in squadra). Ed era proprio Beccati a far saltare l'ormai frastornato dispositivo difensivo del Cagliari. C'era un angolo, l'ottavo per il Lecce, lo batteva Sartori dalla bandierina alla destra della gradinata. Il tiro era teso, quasi rasoterra, il pallone finiva sui piedi di Montenegro che toccava appena deviandoloverso Beccati. Una botta e Copparoni era battuto. Da quel momento il tifo diventava infernale, i tam-tam dei pannelli pubblicitari messi attorno alla gradinata prendevano a cadenzare gli attacchi sempre più massicci e pericolosi del Lecce. Al 37' Montenegro tirava, su allungo di Skoglund, ma il pallone finiva fuori; due minuti dopo era Copparoni a parare da campione un altro tiro di Montenegro, lanciato da Russo, al 41' Casagrande metteva a terra belluzzi al limite dell'area di rigore, batteva la punizione Russo e Copparoni superava se stesso mandando in angolo. Al 44' il raddoppio: Russo allungava a Skoglund che toccava per Sartori, una mezza giravolta e tutti in piedi sulle gradinate e in tribuna per gridare "GOL". Ma la cronaca merita anche altre attenzioni, se non altro bisogna ricordare i due pali, uno per parte ed uno per tempo colpiti dalle due squadre.