Tabellino della partita

16/10/1977 - Lecce, stadio Via del Mare
6° giornata del Campionato di Serie B 1977/1978
Lecce 0Como 1
Nardin
Lorusso
Pezzella
Belluzzi
Zagano
Mayer
Cannito
Sartori
Beccati
Russo
Montenegro
Vecchi
Gabbana
Volpati
Trevisanello
Zanoli
Martinelli
Iachini
Correnti
Frigerio
Raimondi
Zorzetto
Allenatore:
Giorgis
Allenatore:
Rambone Gennaro
Eventi:
20' Ammonizione Correnti
46' Sostituzione Loddi per Cannito
53' Gol Trevisanello
75' Ammonizione Trevisanello
79' Sostituzione Bonaldi per Frigerio
Arbitro: Falasca di Chieti
Note:
Bella giornata anche se con qualche nuvole ed un pò di vento a favore del Lecce nel primo tempo. Spettatori 10.000 circa per un incasso di 39.000.780 lire. Ammoniti Correnti per gioco falloso e Trevisanello per ostruzionismo. Angoli 10 a 0 (p.t. 5 a 0) per il Lecce. Al 25' del s.t. Montenegro si fa parare rigore da Vecchi. A disposizione in panchina per il Lecce il secondo portiere Vannucci e il centrocampista De Pasquale; per il Como il secondo portiere Lattuada e il terzino Leccese.
Cronaca:
La Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 17 ottobre 1977 così titolava: "Un Lecce davvero sprecone: ha regalato al Como persino un rigore!" Stavolta il Lecce ha avuto pietà ed ha regalato i due punti, giocando male e facendosi intrappolare nella ragnatela difensiva che Rambone ha steso per salvare con il risultato la sua panchina. Li ha regalati la difesa leccese facendosi sorprendere sulla punizione di Volpati. Li ha regalati, infine, Montenegro, gettando sulle mani di Vecchi, portiere oggi paratutto, un rigore per un fallo di Zanoli su Belluzzi. Rambone l'aveva detto chiaramente: a Lecce era venuto per difendersi, per tentare di prendere un punto distruggendo il gioco avversario. Infatti sin dall'inizio ha concentrato dieci uomini della sua squadra in due terzi di campo. Il Lecce contro questa squadra schierata corta si è subito trovato a malpartito, in più il Como aveva un giocatore che da solo ha fatto mezzo risultato: Vecchi. C'è anche da dire che il Lecce ha fatto di tutto per fargli fare bella figura. Per buona parte del primo tempo Vecchi è stato impegnato nel disbrigo delle pratiche correnti. Poi era stato a lungo a guardare la partita, senza dover ricorrere nemmeno alla normale amministrazione. Nell'intervallo, Giorgis, evidentemente preoccupato dello scarso peso della sua squadra in avanti, ha pensato bene di aumentare le punte, mandando in campo Loddi. Il Como, preoccupato dalla prevedibile maggiore spinta offensiva del Lecce, riduceva ancora di più le distanze tra Vecchi e i suoi uomini di prima linea. Ciò non gli impediva di passare in vantaggio inaspettatamente. Era l'8', Zagano metteva giù Frigerio quasi al limite dell'area di rigore leccese, in una delle rare incursioni avversarie. Batteva Iachini, toccava Volpati ed il pallone carambolava sulla barriera e finiva a Trevisanello: due passi e per Nardin, con tutta la buona volontà e bravura, non c'era niente da fare. Il Lecce da quel momento si buttava tutto in avanti. Al 14' Loddi costringeva ad un altro quasi autogol Gabbana, al 15' ed al 16' i leccesi reclamavano un rigore, prima per un fallo di Zanoli su Montenegro, e poi, con più insistenza e ragione, per un mani di Martinelli su Beccati; al 24' Montenegro batteva una punizione dal limite e il pallone incocciava la barriera e finiva a Beccati, ma il suo tiro ha trovato pronto Vecchi a parare. Quindi un minuto dopo discesa autoritaria di Belluzzi che Zanoli bloccava irregolarmente in area, stavolta l'arbitro non poteva far finta di niente e fischiava il rigore. Montenegro si piazzava, tirava, vecchi respingeva sulla destra. Era volata via la più grossa occasione per il Lecce. Mancavano venti minuti alla fine. Il taccuino si sarebbe riempito soltanto di azioni d'attacco del Lecce finite fuori o tra le braccia di Vecchi. Clamorosa quella al 39', Beccati perdeva secondi preziosi a decidere se tirare di destro o sinistro (ed era a mezzo metro dalla porta avversaria!). Alla fine pensava di crossare verso Montenegro che tirava, ma Vecchi mandava in angolo.