Tabellino della partita

30/10/1977 - Lecce, stadio Via del Mare
8° giornata del Campionato di Serie B 1977/1978
Lecce 1Avellino 0
Nardin
Lorusso
Russo
Belluzzi
Pezzella
Mayer
Beccati
Sartori
Skoglund
De Pasquale
Montenegro
Piotti
Reali
Tarallo
Di Somma
Cattaneo
Croci
Magnini
Montesi
Chiarenza
Ceccarelli
Piga
All.: GiorgisAll.: Carosi Paolo
Eventi:
13' Gol Beccati
57' Sostituzione Zagano per De Pasquale
57' Sostituzione Tacchi per Tarallo
Ammonizione Reali
Ammonizione Cattaneo
Ammonizione Magnini
Ammonizione Lorusso
Ammonizione Pezzella
Ammonizione Skoglund
Arbitro: Mascia di Milano
Note:
Giornata di sole e terreno erboso in buone condizioni. All'inizio della partita osservato un minuto di raccoglimento in memoria del Mar. Alfredo Miccoli, presidente del Lecce Club Guagnano e vice-presidente della stessa organizzazione, deceduto alcuni giorni fa in un incidente aereo avvenuto nel cielo di Padova. Infortunato Skoglund al 16' della ripresa (scontro con Tacchi), ha continuato zoppicando per un colpo alla caviglia. Quattro minuti prima era uscito Tarallo per una forte contusione alla regione nasale (si teme la frattura del setto). Anche il suo sostituto Tacchi ha concluso la gara menomato per un colpo al ginocchio. Sorteggio antidoping negativo per Magnini, Chiarenza e Reali dell'Avellino e Mayer, Pezzella e Zagano del Lecce. Angoli 8 a 5 (p.t. 4 a 1) per il Lecce. Spettatori paganti 13.025 per un incasso di circa 44 milioni. Abbonati 900. Comunque anche oggi le tribune dello stadio presentavano, a colpo d'occhio, il quasi tutto-esaurito. C'è da credere, perciò, nella ormai tradizionale presenza di migliaia di "portoghesi". A disposzione in panchina per il Lecce il secondo portiere Vannucci e il centrocampista Cannito, per l'Avellino il secondo portiere Cavalieri e il terzino Boscolo.
Cronaca:
La Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 31 ottobre così titolava: "Una prodezza di Beccati rilancia il LECCE. Il grande Avellino sorprende alla rovescia" Due punti all'acqua e sapone. Pulitissimi. Risciacquati da un gol quasi memorabile di Beccati, da una traversa centrata da Skoglund (al 42' del s.t.) proprio quando stava giocando con un piede solo e da un Lecce capace di combattere anche nei momenti di luna storta. La squadra non ha "aspettato" la partita, le è andata incontro piuttosto furiosamente, col cipiglio giusto. Tutto, certo, è diventato più facile con l'improvviso taglio sulla spesa del problema-risultato, che ha consentito al Lecce di gestire con l'opportuna economia tutto il resto della partita. E' stato un attimo da serie A, un rimpallo su rilancio difensivo, pallone che da Sartori rimbalza a Beccati, scatto rabbioso, gimkana elegante. In tribuna s'è perduto molto tempo a far la conta degli avversari "saltati" con quel guizzo tutto da ricordare. Molto più presto ha fatto Beccati ad eseguire il suo monologo, presentandosi davanti a Piotti alla maniera dei campioni. Senza esagerare, un gol da mettere in foto-ricordo. Ma non è che il Lecce sia rimasto affezionato all'idea di aver già fatto tutto dopo appena tredici minuti. Ha continuato a giocare e a correre. L'Avellino, al momento di attaccare, ha quasi rasentato la comica. Tranne qualche isolata invenzione di Chiarenza (scorrettissimo, nervoso, chiaramente nei guai col miglior Pezzella di questo inizio campionato) e del "nuovo" M. Piga (anche lui condannato ad un pomeriggio penoso, con quel Lorusso che non finisce mai di sorprendere), per il resto l'Avellino si è dovuto accontentare di tentativi da lontano di un Di Somma piuttosto sveglio ma certamente incapace di trasformarsi in attaccante. Giorgis ha vinto la partita dalla panchina con il ritorno di Pezzella al ruolo di difensore puro, con l'utilizzazione di Russo del tutto inedita (terzino di numero, con ampia licenza di "costruire"), di conseguenza oggi Skoglund e Sartori, più liberi, hanno potuto confermare le loro doti di efficaci puntellatori. Peccato l'ombra di Montenegro, c'è chi dice che il giocatore sta nelle nuvole perchè ritiene di essere stato danneggiato con una mancata cessione in A, Ad ogni modo bisogna sperare che il giocatore ritrovi se stesso. Questo è un Lecce che ha bisogno anche di lui. A fine partita l'ex leccese Di Somma ha dichiarato:" Giocare dopo tre anni su questo campo mi ha procurato una certa emozione. Non ho difficoltà ad ammetterlo, ma è difficile dimenticare i sette di serie C che ho giocato con il Lecce, gli amici che tuttora ricordo con simpatia. E' impossibile, insomma, dimenticare tutto un ambiente sportivo che non può e non mi è ostile" Di Somma ricorda l'applauso che l' ha salutato al suo ingresso in campo, forse non ha risposto adeguatamente: "Ero troppo emozionato, credetemi - risponde- il Lecce ce l'ho ancora nel cuore.