Tabellino della partita

04/12/1977 - Lecce, stadio Via del Mare
13° giornata del Campionato di Serie B 1977/1978
Lecce 1Varese 2
Nardin
Lorusso
Lugnan
Belluzzi
Pezzella
Mayer
Sartori
Russo
Skoglund
Biasiolo
Beccati
Fabris
Massimi
Pedrazzini
Brambilla
Spanio
Giovannelli
Doto
Taddei
De Lorentis
Vailati
Ramella
All.: GiorgisAll.: Maroso Pietro
Eventi:
33' Gol Skoglund
56' Gol Vailati
63' Sostituzione Montenegro per Biasiolo
77' Gol Vailati
Ammonizione Nardin
Ammonizione Spanio
Ammonizione Pedrazzini
Ammonizione Brambilla
Arbitro: Mattei di Macerata
Note:
Pomeriggio di sole con freddo gelido di tramontana. Terreno di gioco leggermente allentato. Quattro ammoniti: Nardin (LE) per proteste, Brambilla, Pedrazzini e Spanio (VA) per gioco falloso. Sorteggio antidoping negativo per Massimi, Doto e Ramella del Varese; Russo, Montenegro e Mayer del Lecce. Angoli 8 a 5 (p.t. 4 a 1) per il Lecce. Spettatori paganti 10.130 (a parte 900 abbonati) per un incasso, esclusa la quota abbonamenti, di 35.777.000 lire. A disposizione in panchina per il Lecce il secondo portiere Vannucci e il centrocampista Cannito; per il Varese il secondo portiere Nieri, il terzino Salvadé e l'ala-centrattacco Montesano.
Cronaca:
La Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 5 dicembre 1977 così titolava: "Giornata storta e presunzione: Il Lecce paga con il Varese il successo di Rimini" Il Lecce ha peccato di presunzione, pensando di aver vinto la partita prima di giocarla. Una sconfitta incredibile, voluta più dal Lecce che meritata da un Varese che ha saputo sfruttare, con rapidi contropiede, due clamorosi errori della difesa salentina, apparsa imbambolata ed arruffona. E così il Varese è riuscito a vincere una partita che sperava soltanto di pareggiare e Vailati (un mediano-centrocampista) ha vissuto una giornata indimenticabile, segnando due gol, dopo esser stato a digiuno per oltre un anno e mezzo. Peggio di così non poteva finire, non tanto per la sconfitta quanto per la maniera balorda con cui il Lecce ha dissipato un successo che pure sembrava di poter conquistare dopo il gol-furbizia segnato da Skoglund. Erano trascorsi 33' di gioca, frammisti di noia e sbadigli ed illuminati soltanto dalla mezza prodezza di Skoglund che, visto piombare il pallone scagliato da Nardin sulla linea dell'area di rigore del Varese, si è incuneato fra Brambilla e Massimi e di destro ha segnato con un pallonetto. Un gol trovato quasi per combinazione, ma che avrebbe potuto servire da stimolo per giocare meglio. Invece, il Lecce si è adagiato sul momentaneo vantaggio e, salvo un gol mancato da Beccati allo scadere del primo tempo, non ha costruito altro, facendo temere il peggio nella ripresa. E così è stato tanto che il Varese dopo 11' ha pareggiato con Vailati, su passaggio di Taddei; il pallone, toccato male da Belluzzi, è rimbalzato sui piedi di Vailati che, da circa 10 metri, ha tirato in diagonale, battendo Nardin in uscita. Più o meno identico il gol-successo, segnato ancora una volta da Vailati al 32' della ripresa: c'è stato un lancio di Brambilla per Doto sul quale si è portato Mayer, l'attaccante varesino ha avuto la meglio ed ha crossato per Vailati incredibilmente solo sulla destra, ad una ventina di metri da Nardin, il centrocampista ha fatto una breve corsa ed ha quindi infilato con un perfetto diagonale il portiere, uscito alla disperata. La frittata per il Lecce era ormai bell'è fatta ed a niente è servito l'arrembaggio finale, costellato da un salvataggio coraggioso di Fabris (al 37') sui piedi di Montenegro ed un altro salvataggio provvidenziale di Spanio (al 41') su tiro di Skoglund. Una sconfitta che fa male, non ci sono dubbi, ma che può trasformarsi in una lezione salutare per il Lecce che, evidentemente, frastornato dal successo di Rimini, ha preso sottogamba l'avversario.