Tabellino della partita

26/03/1978 - Avellino, stadio Stadio Comunale
27° giornata del Campionato di Serie B 1977/1978
Avellino 2Lecce 1
Piotti
Reali
Boscolo
Di Somma
Cattaneo
Montesi
Galasso
Piga Mario
Chiarenza
Lombardi
Ferrara
Nardin
Lorusso
Pezzella
Belluzzi
Zagano
Mayer
Cannito
Sartori
Skoglund
Russo
Montenegro
Allenatore:
Carosi Paolo
Allenatore:
Giorgis
Eventi:
15' Gol Chiarenza
23' Espulsione diretta Lorusso
23' Espulsione diretta Galasso
32' Sostituzione Beccati per Cannito
42' Gol su rigore Montenegro [rig.]
51' Sostituzione Piga Marco per Montesi
85' Gol Reali
Ammonizione Cannito
Ammonizione Montesi
Arbitro: Serafino di Roma
Note:
Pomeriggio piovoso con forte vento di tramontana che ha soffiato nel p.t. alle spalle del Lecce. Espulsi per reciproche scorrettezze al 23' p.t. galasso dell'Avellino e Lorusso del Lecce. Terreno di gioco molto allentato. Spettatori 11.400 (paganti 8.400) per un incasso di oltre 32 milioni. Sorteggio antidoping per Mayer, Zagano e Montenegro (LE), Montesi, Di Somma e Marco Piga (AV). Angoli 6 a 1 (p.t 2 a 0) per l'Avellino. A disposzione in panchina per il Lecce il secondo portiere Vannucci e il centrocampista Biasiolo, per l'Avellino il secondo portiere Cavalieri e il terzino Croci.
Cronaca:
La Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 28 marzo 1978 c0sì titola: "Lecce, conto salato ma la grande corsa continua". Interrotta ad Avellino la lunga serie dopo 11 risultati utili, ma i pugliesi sono sempre in lotta per la A. Infortunati Cannito (sostituito da Beccati) e Russo (relegato all'ala sino alla fine) i salentini hanno perduto la possibilità di controllare il gioco a centrocampo. Indecisioni dei difensori sulle reti di Chiarenza e Reali, che ha siglato la vittoria a cinque minuti dalla conclusione. Naturalmente senza un valido centrocampo il Lecce è stato costretto a subire per tutto il secondo tempo la costante pressione dell'Avellino, rinchiudendosi nella propria area di rigore, sperando soltanto di farla franca fino alla fine. Un Lecce che ha dovuta fare di necessità virtù e che quindi, non impensierendo mai l'Avellino, ha messo l'avversario nelle condizioni di attaccare a testa bassa e al tempo stesso di crearsi una infinità di punizioni dal limite e numerosi calci d'angolo. Ed il gol-successo degli irpini è nato proprio da un angolo battuto da Marco Piga il quale ha servito Reali che, fatti alcuni passi, sulla destra ha crossato al centro per la testa di Chiarenza; il pallone invece non è stato toccato da nessuno e finiva all'angolino basso (c'è chi sostiene che Chiarenza sia riuscito a sfiorare il pallone, secondo noi però non c'è stata alcuna deviazione e il gol deve essere assegnato a Reali. Una partita non molto bella, decisamente spigolosa, in alcuni tratti anche giocata in maniera cattiva. L'arbitro Serafino - che ha fatto un po' il protagonista, sbagliando qualche valutazione - ha cercato di calmare gli animi, ne hanno fatto le spese subito Lorusso e Galasso: i due, in uno scontro fortuito, si sono scambiate..."cortesie" e l'arbitro, su segnalazione del guardalinee li ha mandati anzitempo negli spogliatoi. (Lorusso alla fine della partita dichiara: "un fallo che non ho affatto commesso. Io dico che l'arbitro ha voluto mandarmi negli spogliatoi insieme con l'avversario per calmare un po' le acque agitate. Spero tanto di non essere squalificato e credo di non aver fatto niente per meritare una simile punizione, perchè ci terrei a giocare domenica il derbu con il Bari"). Tornando alla sconfitta del Lecce, questa è stata determinata soprattutto da quel secondo tempo giocato in maniera rinunciataria che è stato la brutta copia esatta del bel primo tempo. Nella prima parte della gara infatti ci sono state le maggiori emozioni. Subito al 6' Belluzzi ha mancato l'occasione per portare in vantaggio il Lecce, al 15' c'è stata la rete del momentaneo vantaggio dell'Avellino segnata è vero da Chiarenza, ma propiziata da un infortunio di Pezzella il quale, su cross di Lombardi, ha lasciato tutto libero il centravanti irpino che con estrema facilità ha segnato. Si è avuta una bella reaziopne del Lecce che al 42' ha pareggiato su rigore, netto ed indiscutibile, per un plateale atterramento di Belluzzi ad opera di Lombardi: il mediano leccese lanciato in gol è stato strattonato per il braccio da Lombardi e l'arbitro ha indicato subito il dischetto del rigore. Ha tirato lo specialista Montenegro, con il pallone che è finito al lato opposto in cui si è tuffato Piotti. Tutto lasciava prevedere che anche nella ripresa il Lecce avrebbe ugualmente tentato di giocarsi qualche buona carta in contropiede. Invece un po' per l'uscita di Cannito, un po' per il rendimento ridotto di Russo, senza l'apporto del terziono Lorusso, il Lecce è stato costretto a chiudersi a riccio e a sperare di finire in parità l'incontro. Ha voluto forse sfidare un po' troppo la fortuna, tanto che era riuscito ad evitare un gol fatto da Marco Piga (al 30' salvataggio sulla linea di Beccati), ad evitare un rigore (al 17' reclamato dagli avellinesi per un presunto fallo di Mayer su Marco Piga) ed ancora evitare un gol al 25' con una prodezza di Nardin su ravvicinato colpo di testa dello stesso Marco Piga,