Tabellino della partita

02/04/1978 - Bari, stadio della Vittoria
28° giornata del Campionato di Serie B 1977/1978
Bari 0Lecce 0
De Luca
Papadopulo
Frappampina
Donina
Punziano
Fasoli
Scarrone
Sciannimanico
Penzo
Pellegrini
Pauselli
Nardin
Pezzella
Lugnan
Belluzzi
Zagano
Mayer
Skoglund
Sartori
Skoglund
Biasiolo
Montenegro
Allenatore:
Santececca Mario
Allenatore:
Giorgis
Eventi:
65' Ammonizione Mayer
Arbitro: Agnolin di Bassano del Grappa (VI)
Note:
Cielo coperto ma niente pioggia, terreno comunque molto pesante. Spettatori 33.000 circa, di cui 25.022 paganti e 3.411 abbonati per un incasso di 86.276.000 lire più la quota abbonamenti di 13.241.575 lire Iil totale di 99.517.575 rappresenta il record assoluto d'incasso per lo stadio barese). Ammonito Mayer per intervento falloso su Frappampina. Angoli 5 a 3 (p.t. 3 a 2) per il Lecce. Esame antidoping per Donina, Punziano e Penzo (BA), Nardin, Belluzzi e Mayer (LE). A disposizione in panchina per il Lecce il secondo portiere Vannucci, lo stopper Loprieno e il centrattacco Beccati; per il Bari il secondo portiere Venturelli, il mediano Materazzi e il terzino-stopper Maldera. Primo derby tra i presidenti Antonio Matarrese e Francesco Jurlano.
Cronaca:
La Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 3 aprile 1978 così titola: "BARI e LECCE a braccetto per vivacità di gioco e occasioni...divorate". Il derby è passato senza glorie apparenti, a aprte quella del cassiere che conta un incasso-record che sfiora i cento milioni di lire. Cominciamo da Lecce che qui a Bari ha posato il mattone più importante forse del suo edificio-promozione. Il Lecce mancava di Lorusso squalificato, di Cannito e Russo infortunati. Li ha sostituiti con Lugnan, Biasiolo e il maggiore degli Skoglund, Evert. Ma non si è fermato qui. Giorgis aveva reclamizzato alla vigilia la sua intenzione di schierare una coppia d'attacco Beccati-Montenegro. Era evidentemente una falsa intenzione perchè a Beccati ha preferito all'ultimo momento il secondo degli Skoglund, Giorgio: un esordiente forse meno efficace ma certo più agile e dinamico dell'altro. Così l'impostazione della squadra è stata subito chiarissima: nessuna rinuncia a priori, ma certo meglio non darle che rischiare di prenderle. Belluzzi mandato a seguire le orme di Scarrone, Lugnan su Sciannimanico mentre Sartori e Pauselli iniziavano una gara personale di maratona. Secondo logica infine il più rapido Pezzella prendeva in consegna Pellegrini, mentre il più poderoso Zagano si agganciava all'ombra di Penzo. Attenta copertura quindi, con prolingate manovre a metà campo, con astuti disimpegni, con frequenti passaggi indietro al portiere, allo scopo evidente di rompere il ritmo del Bari edizione primo tempo. Ma anche con puntate offensive non episodiche, abbastanza lucide e perciò pericolosissime. E veniamo ora al Bari, la cui condizione era alquanto differente. E intendiamo parlare di condizione psicologica, dopo il bel successo sul Monza. Ebbene il Bari affidava Montenegro a Punziano, Giorgio Skoglund a Papadopulo, chiamava Sciannimanico ad una posizione di prudenza, ma scatenava quasi immediatamente una scoppiettante bagarre, col Frappampina trascinatore irrefrenabile Evert Skoglind ha dovuto soffrire parecchio finchè l'avversario ha potuto disporre della pienezza dei suoi mezzi fisici, con Donina straordinario uomo di spinta e con Scarrone abilissimo coordinatore della manovra offensiva. Le iniziative dei tre motori del gioco barese chiamavano in causa frequentemente Pauselli e Sciannimanico che trovavano spesso spazi sufficienti per dilagare in appoggio. Penzo e Pellegrini avevano quindi palloni a sufficienza per non morire di noia. Un ritmo talmente sostenuto quello del Bari che faceva subito temere un logico e comprensibile calo nella ripresa. Tanto più che il terreno di gioco era pesantissimo a causa della lunga pioggia del sabato, aggiungendo -considerazione non certo marginale- che il Lecce agendo in copertura, cioè in attesa, spendeva energie notevolmente inferiori. Il primo tempo di netta marca barese con occasioni al 13' (Penzo solo verso Nardin sceglie il difficile, cioè il dribbling sul portiere, consentendo il recupero di Zagano), al 22' (Nardin devia in angolo una punizione battuta da Scarrone con tiro carico di effetto). Nella ripresa il Lecce al 1' potrebbe passare in vantaggio (un rinvio di testa di Papadopulo serve casualmente Biasiolo che controlla col petto, filtra in area, sta per tirare, quando interviene come un furis Fasoli salvando). Ma c'è l'ultimo forcing del Bari , al 9' manovra velocissima Scarrone-Donina-Pellegrini che è preceduto in ultimo da Pezzella e poi al 16' l'incredibile gol mancato da Pellegrini: Donina taglia da sinistra a destraper Pauselli che rimette subito sotto porta dove Penzo batte al volo centrando in pieno la traversa, Nardin è fuori causa, la porta è spalancata, il pallone è di Pellegrini che va tranquillo di testa e.... sul fondo clamorasamente. A questo punto si spegne lentamente il Bari e il Lecce si gioca le sue carte. Al 19' tocca al Lecce copiare pedissequamente il Bari, mettendo quasi la carta carbone tra l'occasione sciupata da Pellegrini e l'occasione che si apre davanti a Biasiolo: parte l'azione da Zagano, la rifinisce Evert Skoglund, Biasiolo si trova col pallone solo davanti a De Luca: l'ex milanista sceglie la soluzione di forza, ma il tiro sbuccia la traversae si alza appena oltre il fondo. Da disperarsi! Al 24' Giorgio Skoglunddeve battersi il petto e fare penitenza perchè Sartori da calcio piazzato gli offre su un piatto d'argento il tiro-gol: la conclusione è invece alle stelle. Al 34' è finalmente lanciato a rete Montenegro , la sua girata di sinistro passa davanti la porta, supera le mani protese di De Luca in uscita forse un po' avventurosa, sta per raggiungere gli accorrenti Sartori ed Evert Skoglund, ma Papadopulo anticipa e mette in angolo. Nell'azione del terzino c'è un fallo di mano che Agnolin giudica involontario, come già aveva fatto nel primo tempo (ma si era sul limite dell'area, non dentro l'area) per irregolarità dello stesso Papadopulo.