Tabellino della partita

28/05/1978 - Lecce, stadio Via del Mare
36° giornata del Campionato di Serie B 1977/1978
Lecce 1Cremonese 0
Nardin
Lorusso
Lugnan
Biasiolo
Zagano
Pezzella
Sartori
Cianci
Loddi
Cannito
Skoglund
Ginulfi
Cesini
Bonini
Frediani
Talami
Pardini
Finardi
Prandelli
De Giorgis
Sironi
Marocchino
Allenatore:
Giorgis
Allenatore:
Settembrino Guido
Eventi:
5' Autogol Pardini [aut.]
58' Sostituzione Russo per Cianci
77' Sostituzione Cassago per Pardini
Ammonizione Talami
Ammonizione Lorusso
Ammonizione Zagano
Arbitro: Bergamo di Livorno
Note:
Giornata di sole disturbata da un forte vento, spettatori 13.000 per un incasso di circa 30 milioni di lire. Angoli cinque per parte. A disposizione in panchina per il Lecce il secondo portiere Vannucci e il libero Mayer; per la Cremonese il secondo portiere Maiani e il difensore Montani.
Cronaca:
Il Corriere dello Sport di lunedì 29 maggio 1978 così titola: "Il Lecce è sempre in corsa, un autogol gli spiana la via" - Un Lecce quasi in autogestione (nessun allenatore sedeva in panchina per le concomitanti squalifiche di Giorgis e del suo secondo Neri) trova in uno spettacolare autogol del malcapitato Pardini la partenza e l'arrivo di una vittoria che gli consente di restare tra "color che son sospesi" e che, nello stesso tempo, ricaccia nel gruppo dei desperados la pur pimpante squadra lombarda. Bellissima l'autorete lombarda: una punizione di Cannito, un intervento volante di testa di Pardini e la palla schiacciata con l'abilità di un consumato goleador nell'angolino basso alla sinistra di Ginulfi che comunque successivamente ha avuto la possibilità di riscattarsi con un paio di interventi di eccezione (imitato dal suo dirimpettaio Nardin). Per un Lecce che era stato costretto anche a fare a meno di Belluzzi e che presentava una squadra infoltita di centrocampisti con l'accoppiata delle punte Skoglund-Loddi bene affiatata e guizzante, quel gol era una autentica manna perchè liberava Giorgis, defilato al di là del fosso fra un nugolo di poliziotti, dalla paura della rete da cercare con affanno ed ad ogni costo. Ma anche la Cremonese era costretta a liberare gli ormeggi di una partita che evidentemente non poteva più essere affrontata solo in chiave tattica. Così la lotta appariva davvero bella specie nel primo tempo condotta ad un ritmo frenetico e consentiva al Lecce di veder balzare in cattedra il suo "oggetto misterioso" Cannito protagonista della migliore prestazione dell'anno. Utilizzato sulla zona destra del campo a coprire una vasta fascia laterale, Cannito si è trasformato in un autentico regista di una squadra che, se ha sofferto in fase di interdizione, è apparsa agile nella progressione. Al suo fianco Cainci e Biasiolo hanno ben rifinito e dietro Lorusso e Pezzella hanno eretto un muro insormontabile spazzando con piccole astuzie e con qualche accenno di cattiveria. Per la Cremonese, pericolosissima in Marocchino e ordinata in Frediani e Prandelli, è stato necessario stare al gioco imprevisto di una partita imprevedibile per cui le paure si sono alternate alle speranze su un fronte e sull'altro. Due occasioni comunque risaltano su tutte ad esaltare anche la onesta prestazione dei due portieri: la prima vede sulla scena il portiere leccese Nardin che al 34' neutralizza un gran tiro da pochi passi di Prandelli; la seconda appena due minuti dopo reclama applausi per Ginulfi che toglie ad un Loddi, animato da sacro furore, la gioia del gol. Dopo una convulsa mischia fatta di batti e ribatti Loddi scaraventava il pallone all'incrocio dei pali dove Giunulfi, con lo scatto di un ventenne, lo raggiunge unendo tempismo ed abilità. Il successo del Lecce, pur se propiziato da un evento sfortunato per gli ospiti, trova comunque la sua legalizzazione in una condotta di gara onesta ed impegnata contro un avversario che non si è scanzato, che ha giocato un buon calcio, che si è opposto in modo corretto, che insomma non ha mai dato l'immagine di una squadra disperata e scarpona. Anche per questo il successo del Lecce si presenta sotto una luce diversa e consente a Giorgis di osservare che a 180' dalla fine la sua squadra è ancora in corsa per la A.