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Tra qualche giorno si giocherà la finale degli europei di calcio 2024. Nell?estate del 1976 a Belgrado andava in scena la finale dell?ultima edizione a 4 squadre: Germania Ovest-Cecoslovacchia. ?la vera finale era quella tra noi e la Jugoslavia e ha vinto la Germania? sentenziò Muller cannoniere teutonico. D?altronde chi erano questi Cecoslovacchi? Si, ok, avevano battuto l?Olanda ai supplementari in semifinale, ma quelli in fondo erano hippy sessantottini prestati al calcio, nulla di serio. La Germania è campione del Mondo! Pronti via e 2-0 per le maglie rosse di Cecoslovacchia, i tedeschi sbandano. Si rimettono in corsa, prima accorciando con il solito Muller e poi pareggiano intorno al 90mo. Si va ai supplementari. Nell?arena fangosa di Belgrado si odono suoni di tacchetti che incrociano tibie, sangue e arena. Fine dei supplementari 2-2. L?arbitro Gonella da Asti, direttore di banca a tempo pieno, non si allontana dal terreno di gioco come normale per quei tempi, in quanto in caso di parità la partita andrebbe ripetuta dopo 48 ore. Molti calciatori in maglia rossa prendono la via degli spogliatoi e con loro stupore vengono richiamati in campo. Non sanno che in mattinata la UEFA ha dato nuove disposizioni, in caso di parità si tireranno 5 rigori per decidere il vincitore. Ma che ricc@ionata è questa? I rigori? Nessun portiere parerebbe mai un rigore se non per sbaglio, al massimo può essere tirato fuori, non esistono specialisti dei rigori, sia nel pararli che nel tirarli. E cosi è infatti. Viktor il portiere cecoslovacco, ad ogni tiro si limita ad inginocchiarsi piegandosi leggermente alla sua destra con largo anticipo e Bonhof, Flohe e Bongartz realizzano in scioltezza, stessa storia a parti invertite, Sepp Maier il più bravo portiere del mondo, si impegna di più, ma dopo 4 tiri dal dischetto neanche lui becca palla. Al quarto rigore il tedesco Hoeness spara sulla luna proprio nell?unica occasione in cui Viktor si è piegato a sinistra, incredibile, la sconosciuta Cecoslovacchia può diventare campione d?Europa. A prendersi la responsabilità di far perdere ai propri compagni l?agognato e insperato premio promesso dalla federazione è Antonin Panenka da Praga classe 1948, maglia numero 7, in patria gioca con i Bohemians squadra che naviga nei bassifondi della classifica. Non lo conosce nessuno. La sua faccia è uguale a quella degli altri calciatori venuti da oltre la cortina di ferro, pettinatura a destra e baffo d?ordinanza come si conviene al buon sportivo socialista, unica concessione il capello moderatamente lungo, tanto si gioca in casa del Maresciallissimo Tito e lui dell?estetica del patto di Varsavia se ne fotte. Antonin si avvicina al dischetto con la strafottenza tipica dell?incoscienza, rincorsa lunghissima e veloce poi brusca frenata e con raffinatezza calcistica mai vista prima Panenka portò in paradiso il suo Paese calciando in modo sublime, beffando Maier con un pallonetto morbido, centrale e lento. La Cecoslovacchia era campione d?Europa. e Panenka era diventato il cecoslovacco più amato dopo Jan Palach. La Germania era caduta colpita da Panelka come il macellaio Heydrich sotto la granata dei partigiani di Opalka. ?Chiunque batta un rigore in quel modo è un genio o un pazzo? sentenziò Pelè una volta viste le immagini. ?Cavadinha? battezzarono in Brasile il gesto immortale, ?Panenka Penalty? dicono ancora oggi i sudditi di sua maestà. Solo noi italiani dinanzi allo stesso gesto tecnico ci rifugiamo nel ?cucchiaio di Totti?, del quale abbiamo fatto conoscenza solo nel 2000, ben 26 anni dopo l?invenzione di Antonin, evidenziando la nostra ignoranza calcistica. ?se avessi sbagliato quel rigore mi avrebbero spedito in fabbrica per 30 anni? e invece diventò l?eterno eroe, grazie ad un gesto rivoluzionario, un gesto non allineato, proprio come il padrone di casa. Il genio Panenka non avrebbe più tirato rigori in nazionale per molto tempo, oltre 3 anni. Fino al 4 aprile 1979, qualificazioni ai campionati europei, l?occasione ricapita. La partita è Cecoslovacchia- Francia. Per i francesi in porta cè Dropsy. Panelka rischierà ancora anche a costo di fare una figuraccia? E Dropsy si lancerà oppure resterà immobile sperando nel tiro morbido e centrale? Il portiere transalpino sceglierà di lanciarsi a destra, Panelka di rifare lo stesso tiro di 3 anni prima solo spostandolo solo un po' più alla sinistra del portiere, dimostrando al mondo la raffinata arte di avvicinarsi al dischetto senza sprofondare nel terrore. La Repubblica Socialista Cecoslovacca aveva un nuovo simbolo, dopo la Birra Pils con il miracoloso luppolo Saaz era arrivato Antonin Panenka, vero cristallo di Boemia.

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