lunedì 18 gennaio 2016 Incidenti Andria-Lecce, Daspo per sei

"Sarà chiesta l'emissione del provvedimento di divieto di accesso allo stadio e a manifestazioni sportive (Daspo) per sei ultrà salentini, di età compresa fra 24 e 32 anni e privi di biglietto, arrestati ieri pomeriggio ad Andria per avere provocato incidenti prima del derby contro la squadra locale della Fidelis Andria all'esterno dello stadio. A uno di loro in passato era stato già inflitto un Daspo. I sei arrestati sono rinchiusi nella casa circondariale di Trani e sono accusati di possesso di materiale esplodente (lanciato anche contro le forze dell'ordine) e di oggetti atti ad offendere, parte dei quali poi sequestrato; tre di loro rispondono anche di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Altri cinque ultrà salentini sono stati denunciati in stato di libertà per aver incitato alla violenza e aver preso parte ad episodi che hanno turbato l'ordine pubblico."
(ANSA)

lunedì 28 dicembre 2015 La festa dopo il derby, a giudizio 39 tifosi per manifestazione non autorizzata

"Manifestazione non autorizzata. E’ questa l’ipotesi di reato formulata nei confronti di trentanove tifosi leccesi cui è stato notificato, nelle scorse, la citazione diretta a giudizio, per il 9 marzo prossimo, dinanzi al giudice monocratico della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce. Si tratta di una vicenda giudiziaria che trae origine dal lontano 2011.
E’ il 15 maggio quando al San Nicola di Bari va in scena uno dei derby più discussi del calcio nostrano, quella della presunta combine. In una calda domenica di maggio, Bari e Lecce danno vita a un derby destinato a riempire più che le cronache sportive quelle giudiziarie. A far impazzire i supporter salentini, dopo una manciata di minuti nella ripresa, è il gol di Jeda. Una rete che fa sognare un'intera regione, che vede la salvezza ormai vicinissima. Ci pensano l'autogol di Andrea Masiello (dai contorni oscuri) e il gol di Pinilla (per il Palermo) a completare la festa del Lecce e di tutto il Salento. I giallorossi, superiori in campo e anche sugli spalti, non si scompongono, fanno festa e intonano una pizzica in versione calcistica. La festa per la salvezza raggiunta nel derby (il sogno di ogni tifoso) prosegue per le vie del capoluogo salentino, dove un carosello spontaneo parte da Porta Napoli per raggiungere piazza Sant’Oronzo, cuore del capoluogo barocco. Un pomeriggio di festa in cui un’intera città scende in strada per festeggiare la permanenza nella massima serie calcistica (poi cancellata dalle sanzioni della giustizia sportiva).
Secondo l’ipotesi accusatoria gli indagati avrebbero "organizzato e partecipato a una manifestazione non autorizzata in occasione dell’incontro Bari-Lecce, dapprima convergendo nei pressi dello stadio “via del mare” all’esterno delle Curva Nord”. “Successivamente – contesta ancor l’accusa – recandosi in corteo in piazza Sant’Oronzo, occupando parte della piazza a successivamente l’Anfiteatro, accendendo e lanciando nel contempo fumogeni e latro materiale esplodente”. In particolare sarebbero stati alcuni degli indagati a guidare il corteo: “Andrea De Mitri, reggendo lo striscione in prima fila accendeva un fumogeno e guidava il corteo all’interno dell’Anfiteatro, con Salvatore De Matteis, Simone De Mitri, Marco Falbo, Giuseppe Feudo, Antonio Peciccia, Alberto Pino, Mirko Quarta, Paolo Roli, Juri Zecca e altri”.
Il decreto di citazione diretta a giudizio è stato emesso per Antonio Alfarano, 30enne di Lecce; Vito Cristian Baglivo, 40enne di Lecce; Roberto Caiaffa Sportella, 28enne di Lecce; Giuseppe Campobasso, 38enne di Lecce; Christian Capoccia, 32enne di Lecce; Francesco Ciminiello, 32enne di Cavallino; Jonathan Danisi, 23enne di Lecce; Edmondo Yuri Dantes, 29enne di Lecce; Leo De Matteis, 35enne di Lecce; Salvatore De Matteis (detto Toti), 38enne di Lecce; Andrea De Mitri (detto Smith), 40enne di Lecce; Simone De Mitri, 40enne di Surbo; Mattia Durante, 27enne di Lecce; Massimo Esposito, 35enne di Carpignano Salentino; Marco Falbo, 27enne di Lecce; Giuseppe Feudo, 45enne di Lecce; Francesco Goffredo, 38enne di Lecce; Giovanni Letizia, 33enne di Novoli; Cristian Luperto, 36enne di Lecce; Stefano Luperto, 39enne di Lecce; Andrea Mandurino, 38enne di Lecce; Donato Marasco, 31enne di Scorrano; Graziano Mazzarelli, 24enne di Lecce, ma residente a Milano; Enrico Nocco, 42enne di Melpignano; Valerio Pascali, 25enne di Lecce; Antonio Peciccia, 30enne di Lecce; Francesco Pellegrino, 32enne di Lecce; Dario Petrelli, 26enne di Lecce; Riccardo Piccinni, 28enne di Lecce; Alberto Pino, 61enne di Lecce; Mirko Quarta, 36enne di Lecce; Andrea Rizzo, 28enne di Lecce; Antonio Paolo Rolli, 35enne di Leverano; Andrea Sammati, 32enne di Lecce; Giancarlo Serio, 39enne di Surbo; Riccardo Signore, 23enne di Lecce; Mauro Tolardo, 41enne di Squinzano; Mirko Verdesca, 39enne di Lecce; Juri Zecca, 23enne di Lecce.
Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Milli, Massimo Zecca, Cosimo Castrignanò, Ivana Maria Quarta, Sabrina Conte, Paolo Cantelmo, Maria Carmen Castellana, Marco Castelluzzo, Amilcare Tana, Stefano Pati, Andrea Monterisi, Daniela De Giovanni, Giancarlo Dei Lazzaretti, Sabrina Bracciale, Maurizio Memmo, Barbara Fontò, Mirko Urso, Rocco Vincenti, Giuseppe Della Torre, Vincenzo De Benedittis, Corrado Passabi. [...]"
(a.mor. - www.lecceprima.it)

giovedì 12 novembre 2015 Calcio, indagati due ultrà del Lecce: minacce a calciatore per screditare l'ex presidente

Violenze e minacce nei confronti del calciatore uruguayano Valter Lopez, ex esterno del Lecce che oggi veste la maglia di una squadra del suo Paese), per indurlo a delegittimare la società dell'ex presidente Savino Tesoro, screditandola pubblicamente. Due ultrà salentini - il 40enne Andrea De Mitri e il 32enne Alberto Geisson De Giorgi - finiscono nel mirino della Procura, che ha fatto notificare loro un avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal pm Massimiliano Carducci dopo una articolata attività investigativa condotta dai poliziotti della Digos coordinati dal vicequestore Raffaele Attanasi. I protagonisti dell'ennesima storia di calcio malato sono due volti noti della curva giallorossa, uno dei quali già coinvolto nella maxi-inchiesta del 2009 sul tifo violento. All'epoca 14 tifosi furono arrestati con l'accusa di avere fatto parte di un'associazione per delinquere finalizzata all'aggressione nei confronti dei supporter delle squadre avversarie e delle forze dell'ordine. Il processo scaturito da quell'indagine è attualmente in corso. Stavolta, invece, i due avrebbero fatto parte del gruppo che la sera del 19 aprile scorso, dopo la partita Lecce-Foggia vinta dai giallorossi sul filo di lana, raggiunse Lopez sotto casa, lo accerchiò e minacciò ripetutamente di morte davanti alla moglie e ai figli di un anno e mezzo e tre anni. "Devi fare la guerra ai Tesoro altrimenti ti ammazziamo", intimarono gli ultrà, suggerendo al giocatore di convocare l'indomani una conferenza stampa per comunicare he la società non pagava da tempo gli stipendi. Una minaccia a cui lo sportivo non volle piegarsi, ma che lo spinse ad abbandonare la sua abitazione insieme alla famiglia quella sera stessa e a cercare di lasciare Lecce in tutta fretta per timore di ritorsioni. E se pure qualcuno riuscì a convincerlo a finire il campionato, l'occasione di andare via il giovane la colse al volo a fine stagione approfittando del contratto in scadenza. Non prima di avere confermato agli investigatori le pressioni di cui fu vittima. A sostegno delle ipotesi investigative anche le immagini riprese da una videocamera installata vicino casa di Lopez, che mostrano chiaramente i due mentre raggiungono la strada in cui abitava il calciatore. Le indagini proseguono per individuare le altre persone che facevano parte del grupp, ma anche per capire se l'idea di esercitare pressioni su Lopez sia nate autonomamente nell'ambito della tifoseria o sia partite da un mandante esterno: ovvero da qualcuno che alla fine dello scorso campionato aveva interesse a delegittimare la famiglia Tesoro agli occhi dell'opinione pubblica, al fine di sollecitare il processo già avviato di allontanamento dalla squadra di calcio.
(Chiara Spagnolo - http://bari.repubblica.it)

mercoledì 13 maggio 2015 Lamezia; lancio oggetti in campo, denunciati tifosi Lecce

"Due tifosi leccesi sono stati denunciati da agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Lamezia Terme (Cz) per il lancio di materiale pericoloso in campo avvenuto durante l'ultima partita di campionato disputatasi sabato 9 maggio . al "Guido D'Ippolito" tra la Vigor Lamezia e il Lecce. Le immagini del sistema di videosorveglianza hanno consentito la ricostruzione di quanto avvenuto e l'individuazione dei responsabili, A.A. di 39 nni, e N.G. di 24, giunti in trasferta a Lamezia Terme,per sostenere la loro squadra rispettivamente dalla Svizzera e dalla Germania, dove risiedono da anni. I due avrebbero lanciato nel terreno di gioco due bottiglie piene di liquido, quindi potenzialmente pericolose per l'incolumita' dei giocatori. Il primo lancio e' avvenuto verso la fine del primo tempo comportando una breve sospensione dell'incontro e il secondo si e' verificato nella ripresa. La loro condotta sara' oggetto di valutazione da parte del Questore di Catanzaro per l'eventuale emissione del provvedimento amministrativo del Daspo."
(AGI)

domenica 26 aprile 2015 Il derby Martina-Lecce rovinato dagli scontri

"Il Lecce vince, il Martina festeggia. Perché nonostante il ko casalingo con i salentini (0-1), la squadra della Valle d'Itria ha conquistato la matematica salvezza nel girone C della Lega Pro. Una festa rovinata però dagli scontri avvenuti prima del match a Martina Franca, dove alcuni tifosi ospiti sono venuti a contatti con i sostenitori di casa (e, si sospetta, con una frangia di ultras baresi) fra piazza d'Angiò, corso Italia e lo stadio Tursi. Sfottò pesanti, poi lo scontro fisico che ha reso necessario l'intervento della polizia. Nel bilancio anche alcune automobili danneggiate. A Martina Franca sono arrivati un migliaio di tifosi del Lecce, a fronte dei trecento tagliandi messi a disposizione. Meno di due settimane fa tifosi leccesi e brindisini si erano scontrati dopo essersi incontrati in una stazione di servizio nei pressi di Canne della Battaglia [...]"
(A. Palumbo - repubblica.it)

venerdì 10 aprile 2015 Processo agli ultras, assoluzione piena anche in appello Juri Palazzo

Assoluzione anche in appello per Juri Palazzo, 26enne, leccese, per cui il pubblico ministero Ennio Cillo aveva chiesto una condanna a nove anni di reclusione. Palazzo, difeso dagli avvocati Giuseppe Milli e Renata Minafra, era accusato di tentato omicidio. Il 16 marzo del 2008, durante i festeggiamenti organizzati dai sostenitori della Curva Nord fu lanciata, contro una camionetta blindata dei carabinieri, una bomba carta. Un ordigno di fattura artigianale, ma piuttosto potente. A causa dell'esplosione la Jeep, infatti, subì seri danni. Solo il caso volle che nessun militare rimanesse seriamente compromesso. Altro capo d'imputazione particolarmente grave contestato, e che è a sua volta caduto, quello di aver fatto parte di un'associazione per delinquere. La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio, dopo quasi un'ora e mezza di camera di consiglio.
In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, dunque, anche nel processo d’appello i giudici hanno condiviso in pieno la tesi dei legali di Palazzo (che ha scontato più di quattro mesi di custodia cautelare) che, nell’arringa difensiva, attraverso riscontri e perizie di natura tecnica, sono stati in grado di dimostrare come il loro assistito al momento del lancio non si trovasse dietro la siepe da cui partì l'ordigno, ma in una posizione diversa, incompatibile con la traiettoria tracciata dalla bomba carta. Fondamentale si è rivelato, in tal senso, l’ausilio di un video girato da una persona estranea ai fatti.
E’ emerso, infatti, che non solo l’imputato era lontano dal luogo dove è stata lanciata la bomba carta, ma che il carabiniere che si trovava vicino alla camionetta non poteva averlo riconosciuto perché di spalle, e che quindi la ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori era errata. “Siamo soddisfatti della sentenza – ha commentato l’avvocato Minafra –, e del fatto che il giudice abbia sposato in pieno la tesi difensiva” [...]
(A.M. - www.lecceprima.it)

mercoledì 26 novembre 2014 «Truccarono derby» Semeraro e Quarta risarciranno i tifosi

Il derby Bari-Lecce di serie A del 15 maggio 2011, perso dai biancorossi 2-0, fu comprato dai salentini per 200mila euro. Condividendo l’ipotesi accusatoria, il giudice monocratico del Tribunale di Bari Valeria Spagnoletti ha condannato a 1 anno e sei mesi di reclusione e al pagamento di 10mila euro di multa l’ex presidente del Lecce calcio Pierandrea Semeraro e l’imprenditore salentino Carlo Quarta. Condanna a 9 mesi di reclusione e a 5mila euro di multa per Marcello Di Lorenzo, amico dell’ex calciatore biancorosso Andrea Masiello (che ha patteggiato la pena nell’ambito dello stesso procedimento insieme agli amici e scommettitori Gianni Carella e Fabio Giacobbe). Per tutti il giudice ha disposto la sospensione della pena e l’interdizione per sei mesi dagli uffici direttivi della società sportiva con "divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono competizioni sportive o si accettano scommesse".
Il Tribunale ha riconosciuto il risarcimento dei danni alle parti civili. Per Figc e Confconsumatori il risarcimento dovrà essere quantificato in sede civile, ma il giudice ha condannato gli imputati, in solido tra loro, al pagamento di provvisionali pari rispettivamente a 5mila e mille euro. Risarcimento anche nei confronti degli oltre 200 tifosi di Bari e Lecce, quantificato in 400 euro ciascuno.
"Una sentenza storica – ha commentato l’avvocato Giuseppe Milli in rappresentanza dei tifosi del Lecce – perchè per la prima volta c'è il riconoscimento di un danno in favore dei tifosi".
"Quello che non ha fatto il Comune di Lecce lo hanno fatto i tifosi salentini costituendosi parte civile nel processo - ha detto l’avvocato Giacinto Epifani – noi rappresentiamo un intero territorio, un’intera città che è stata danneggiata da questi fatti". Nella requisitoria, il pm che ha coordinato le indagini baresi sul calcioscommesse, Ciro Angelillis, e che aveva chiesto per i tre imputati condanne a 2 anni di reclusione, ha sottolineato che questa vicenda dimostra che non c'è stato "alcun rispetto per tutti quei bambini che vanno a dormire con la maglia della squadra dei loro beniamini". Il magistrato ha ripercorso i contatti telefonici e gli incontri tra "il gruppo dei baresi e quello dei leccesi" fino alla "concretizzazione dell’accordo con l’assegno da 300mila euro consegnato in garanzia da Quarta a Carella" e alla "firma sotto quel derby truccato rappresentata dall’autogol di Masiello".
(www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

lunedì 29 settembre 2014 Lancio di fumogeni e striscioni, ai domiciliari un ultrà del Lecce

Un ultrà della squadra di calcio del Lecce, Andrea Patarnello di 41 anni, è stato arrestato dagli agenti della Digos della Questura di Lecce per aver utilizzato fumogeni all’interno dello stadio durante l’incontro Lecce-Paganese del 27 settembre scorso. Su disposizione del pm della Procura di Lecce Carmen Ruggiero, l’ultrà è agli arresti domiciliari. Per quanto riferito dalla polizia, nel secondo tempo della stessa partita Patarnello ha inoltre assemblato pezzi di carta per realizzare uno striscione, successivamente esposto, lungo 10 metri, con la scritta «22.09.14... Fuori gli ultras dalle galere! U.L.», verosimilmente riferito all’arresto dell’ultrà napoletano soprannominato «Genny a’ carogna». Questa circostanza, fanno sapere da Questura, potrebbe avere conseguenze sulle procedure in atto per l’attribuzione del Daspo allo stesso Patarnello.
A incastrare l’ultrà sono stati i filmati delle telecamere dello stadio di via del Mare. Patarnello è stato ripreso mentre in Curva Nord, inginocchiato per non farsi riconoscere, lancia un fumogeno e, sempre in ginocchio, si allontana per poi ricomparire qualche metro più avanti. L’ultrà è stato riconosciuto anche per i tatuaggi e la maglietta nera con la scritta gialla «Acab» che indossava e che è stata trovata dagli agenti della Digos nel corso di una perquisizione domiciliare.
(www.corrieredelmezzogiorno.it)

lunedì 23 giugno 2014 Scontri durante Lecce-Carpi, condannati 10 ultrà

Arrivano le prime 13 condanne per gli incidenti scoppiati al termine della finale play-off Lecce Carpi di un anno fa che sancì la mancata promozione dei giallorossi in serie B. Il gup Antonia Martalo, ridimensionando il quadro accusatorio, nel processo in abbreviato ha condannato Antonio Angelè Carmine, 41 anni, di Matino, a due anni e quattro mesi di reclusione; Andrea Bufano, 36enne di Martano, ad un anno di arresto per invasione di campo (a fronte dei 4 anni e 2) e ad un’ammenda di 4 mila euro ma è stato assolto per insufficienza di prove dall’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale che lo ha tenuto in carcere per parecchi mesi.
Francesco Cannoletta, 27enne di Castromediano, ad un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, (3 anni e 6 mesi); Cristian Capoccia, 30 anni, di Lecce, a due anni, pena sospesa, (3 anni e 10); Andrea De Giorgi, 37 anni, di Lecce, a due anni e tre mesi (5 anni) con l’aumento per la contestata recidiva; Simone Giannini, 29 anni, di Lecce, a due anni e sei mesi (4 anni); Gabriele Greco, 28 anni, di Lecce, a 2 anni e 6 mesi (3 anni e 6); Renato Orlando, 42, di Morciano di Leuca, ad 1 anno e 6 mesi, pena sospesa (3 anni e 6 mesi); il palermitano 23enne Antonino Raccardi, ritenuto il responsabile dell’incendio della jeep della polizia, a 3 anni e 10 mesi (proprio come il pm); Massimiliano Stefanizzi, 34 anni, di Firenze, a due anni, pena sospesa (a fronte dei 4); Riccardo Tondo, 32 anni, di San Cesario, a 2 anni e 6 mesi, esclusa la recidiva; Fabio Campa, 32 anni, di Melpignano, ad 8 mesi di carcere (1 anno), pena sospesa, così come per Salvatore Persano, 21 anni, di Lecce mentre Nicola Pinto, 27 anni, di Lecce, ad un anno con l’aumento della recidiva e a 4 mila euro di ammenda.
(F.Oli. - www.quotidianodipuglia.it)

giovedì 05 settembre 2013 Lecce-Carpi, 23 Daspo dopo i disordini

"Dopo i violenti tafferugli di Lecce-Carpi del 16 giugno scorso, nei giorni scorsi sono scattati ventitrè provvedimenti di Daspo nei confronti di altrettanti supporters salentini. Per loro è stato disposto, come da regolamento, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive e l'obbligo di firma durante le partite della squadra giallorossa per tre anni.
Le misure, eseguite dagli agenti della Digos di Lecce, sono state emesse dal questore del capoluogo salentino, Vincenzo Carella, e convalidate dal gip Vincenzo Brancato su richiesta del sostituto procuratore Massimiliano Carducci. Quest'ultimo è il titolare delle indagini avviate sugli incidenti verificatisi al termine del match di ritorno dei playoff di Lega Pro.
Il 6 luglio scorso dieci tifosi del Lecce e uno del Palermo sono stati arrestati con l'accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, incendio e invasione di campo, mentre le stesse accuse sono state, poi, formulate a carico di altri tre sostenitori del Lecce, arrestati il 1 agosto. Per tutti le misure cautelari sono state revocate in breve tempo, ma per il ritorno al Via del Mare dovranno pazientare tre anni."
(bari.repubblica.it)