giovedì 12 novembre 2015 Calcio, indagati due ultrà del Lecce: minacce a calciatore per screditare l'ex presidente

Violenze e minacce nei confronti del calciatore uruguayano Valter Lopez, ex esterno del Lecce che oggi veste la maglia di una squadra del suo Paese), per indurlo a delegittimare la società dell'ex presidente Savino Tesoro, screditandola pubblicamente. Due ultrà salentini - il 40enne Andrea De Mitri e il 32enne Alberto Geisson De Giorgi - finiscono nel mirino della Procura, che ha fatto notificare loro un avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal pm Massimiliano Carducci dopo una articolata attività investigativa condotta dai poliziotti della Digos coordinati dal vicequestore Raffaele Attanasi. I protagonisti dell'ennesima storia di calcio malato sono due volti noti della curva giallorossa, uno dei quali già coinvolto nella maxi-inchiesta del 2009 sul tifo violento. All'epoca 14 tifosi furono arrestati con l'accusa di avere fatto parte di un'associazione per delinquere finalizzata all'aggressione nei confronti dei supporter delle squadre avversarie e delle forze dell'ordine. Il processo scaturito da quell'indagine è attualmente in corso. Stavolta, invece, i due avrebbero fatto parte del gruppo che la sera del 19 aprile scorso, dopo la partita Lecce-Foggia vinta dai giallorossi sul filo di lana, raggiunse Lopez sotto casa, lo accerchiò e minacciò ripetutamente di morte davanti alla moglie e ai figli di un anno e mezzo e tre anni. "Devi fare la guerra ai Tesoro altrimenti ti ammazziamo", intimarono gli ultrà, suggerendo al giocatore di convocare l'indomani una conferenza stampa per comunicare he la società non pagava da tempo gli stipendi. Una minaccia a cui lo sportivo non volle piegarsi, ma che lo spinse ad abbandonare la sua abitazione insieme alla famiglia quella sera stessa e a cercare di lasciare Lecce in tutta fretta per timore di ritorsioni. E se pure qualcuno riuscì a convincerlo a finire il campionato, l'occasione di andare via il giovane la colse al volo a fine stagione approfittando del contratto in scadenza. Non prima di avere confermato agli investigatori le pressioni di cui fu vittima. A sostegno delle ipotesi investigative anche le immagini riprese da una videocamera installata vicino casa di Lopez, che mostrano chiaramente i due mentre raggiungono la strada in cui abitava il calciatore. Le indagini proseguono per individuare le altre persone che facevano parte del grupp, ma anche per capire se l'idea di esercitare pressioni su Lopez sia nate autonomamente nell'ambito della tifoseria o sia partite da un mandante esterno: ovvero da qualcuno che alla fine dello scorso campionato aveva interesse a delegittimare la famiglia Tesoro agli occhi dell'opinione pubblica, al fine di sollecitare il processo già avviato di allontanamento dalla squadra di calcio.
(Chiara Spagnolo - http://bari.repubblica.it)

mercoledì 13 maggio 2015 Lamezia; lancio oggetti in campo, denunciati tifosi Lecce

"Due tifosi leccesi sono stati denunciati da agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Lamezia Terme (Cz) per il lancio di materiale pericoloso in campo avvenuto durante l'ultima partita di campionato disputatasi sabato 9 maggio . al "Guido D'Ippolito" tra la Vigor Lamezia e il Lecce. Le immagini del sistema di videosorveglianza hanno consentito la ricostruzione di quanto avvenuto e l'individuazione dei responsabili, A.A. di 39 nni, e N.G. di 24, giunti in trasferta a Lamezia Terme,per sostenere la loro squadra rispettivamente dalla Svizzera e dalla Germania, dove risiedono da anni. I due avrebbero lanciato nel terreno di gioco due bottiglie piene di liquido, quindi potenzialmente pericolose per l'incolumita' dei giocatori. Il primo lancio e' avvenuto verso la fine del primo tempo comportando una breve sospensione dell'incontro e il secondo si e' verificato nella ripresa. La loro condotta sara' oggetto di valutazione da parte del Questore di Catanzaro per l'eventuale emissione del provvedimento amministrativo del Daspo."
(AGI)

domenica 26 aprile 2015 Il derby Martina-Lecce rovinato dagli scontri

"Il Lecce vince, il Martina festeggia. Perché nonostante il ko casalingo con i salentini (0-1), la squadra della Valle d'Itria ha conquistato la matematica salvezza nel girone C della Lega Pro. Una festa rovinata però dagli scontri avvenuti prima del match a Martina Franca, dove alcuni tifosi ospiti sono venuti a contatti con i sostenitori di casa (e, si sospetta, con una frangia di ultras baresi) fra piazza d'Angiò, corso Italia e lo stadio Tursi. Sfottò pesanti, poi lo scontro fisico che ha reso necessario l'intervento della polizia. Nel bilancio anche alcune automobili danneggiate. A Martina Franca sono arrivati un migliaio di tifosi del Lecce, a fronte dei trecento tagliandi messi a disposizione. Meno di due settimane fa tifosi leccesi e brindisini si erano scontrati dopo essersi incontrati in una stazione di servizio nei pressi di Canne della Battaglia [...]"
(A. Palumbo - repubblica.it)

venerdì 10 aprile 2015 Processo agli ultras, assoluzione piena anche in appello Juri Palazzo

Assoluzione anche in appello per Juri Palazzo, 26enne, leccese, per cui il pubblico ministero Ennio Cillo aveva chiesto una condanna a nove anni di reclusione. Palazzo, difeso dagli avvocati Giuseppe Milli e Renata Minafra, era accusato di tentato omicidio. Il 16 marzo del 2008, durante i festeggiamenti organizzati dai sostenitori della Curva Nord fu lanciata, contro una camionetta blindata dei carabinieri, una bomba carta. Un ordigno di fattura artigianale, ma piuttosto potente. A causa dell'esplosione la Jeep, infatti, subì seri danni. Solo il caso volle che nessun militare rimanesse seriamente compromesso. Altro capo d'imputazione particolarmente grave contestato, e che è a sua volta caduto, quello di aver fatto parte di un'associazione per delinquere. La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio, dopo quasi un'ora e mezza di camera di consiglio.
In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, dunque, anche nel processo d’appello i giudici hanno condiviso in pieno la tesi dei legali di Palazzo (che ha scontato più di quattro mesi di custodia cautelare) che, nell’arringa difensiva, attraverso riscontri e perizie di natura tecnica, sono stati in grado di dimostrare come il loro assistito al momento del lancio non si trovasse dietro la siepe da cui partì l'ordigno, ma in una posizione diversa, incompatibile con la traiettoria tracciata dalla bomba carta. Fondamentale si è rivelato, in tal senso, l’ausilio di un video girato da una persona estranea ai fatti.
E’ emerso, infatti, che non solo l’imputato era lontano dal luogo dove è stata lanciata la bomba carta, ma che il carabiniere che si trovava vicino alla camionetta non poteva averlo riconosciuto perché di spalle, e che quindi la ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori era errata. “Siamo soddisfatti della sentenza – ha commentato l’avvocato Minafra –, e del fatto che il giudice abbia sposato in pieno la tesi difensiva” [...]
(A.M. - www.lecceprima.it)

mercoledì 26 novembre 2014 «Truccarono derby» Semeraro e Quarta risarciranno i tifosi

Il derby Bari-Lecce di serie A del 15 maggio 2011, perso dai biancorossi 2-0, fu comprato dai salentini per 200mila euro. Condividendo l’ipotesi accusatoria, il giudice monocratico del Tribunale di Bari Valeria Spagnoletti ha condannato a 1 anno e sei mesi di reclusione e al pagamento di 10mila euro di multa l’ex presidente del Lecce calcio Pierandrea Semeraro e l’imprenditore salentino Carlo Quarta. Condanna a 9 mesi di reclusione e a 5mila euro di multa per Marcello Di Lorenzo, amico dell’ex calciatore biancorosso Andrea Masiello (che ha patteggiato la pena nell’ambito dello stesso procedimento insieme agli amici e scommettitori Gianni Carella e Fabio Giacobbe). Per tutti il giudice ha disposto la sospensione della pena e l’interdizione per sei mesi dagli uffici direttivi della società sportiva con "divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono competizioni sportive o si accettano scommesse".
Il Tribunale ha riconosciuto il risarcimento dei danni alle parti civili. Per Figc e Confconsumatori il risarcimento dovrà essere quantificato in sede civile, ma il giudice ha condannato gli imputati, in solido tra loro, al pagamento di provvisionali pari rispettivamente a 5mila e mille euro. Risarcimento anche nei confronti degli oltre 200 tifosi di Bari e Lecce, quantificato in 400 euro ciascuno.
"Una sentenza storica – ha commentato l’avvocato Giuseppe Milli in rappresentanza dei tifosi del Lecce – perchè per la prima volta c'è il riconoscimento di un danno in favore dei tifosi".
"Quello che non ha fatto il Comune di Lecce lo hanno fatto i tifosi salentini costituendosi parte civile nel processo - ha detto l’avvocato Giacinto Epifani – noi rappresentiamo un intero territorio, un’intera città che è stata danneggiata da questi fatti". Nella requisitoria, il pm che ha coordinato le indagini baresi sul calcioscommesse, Ciro Angelillis, e che aveva chiesto per i tre imputati condanne a 2 anni di reclusione, ha sottolineato che questa vicenda dimostra che non c'è stato "alcun rispetto per tutti quei bambini che vanno a dormire con la maglia della squadra dei loro beniamini". Il magistrato ha ripercorso i contatti telefonici e gli incontri tra "il gruppo dei baresi e quello dei leccesi" fino alla "concretizzazione dell’accordo con l’assegno da 300mila euro consegnato in garanzia da Quarta a Carella" e alla "firma sotto quel derby truccato rappresentata dall’autogol di Masiello".
(www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

lunedì 29 settembre 2014 Lancio di fumogeni e striscioni, ai domiciliari un ultrà del Lecce

Un ultrà della squadra di calcio del Lecce, Andrea Patarnello di 41 anni, è stato arrestato dagli agenti della Digos della Questura di Lecce per aver utilizzato fumogeni all’interno dello stadio durante l’incontro Lecce-Paganese del 27 settembre scorso. Su disposizione del pm della Procura di Lecce Carmen Ruggiero, l’ultrà è agli arresti domiciliari. Per quanto riferito dalla polizia, nel secondo tempo della stessa partita Patarnello ha inoltre assemblato pezzi di carta per realizzare uno striscione, successivamente esposto, lungo 10 metri, con la scritta «22.09.14... Fuori gli ultras dalle galere! U.L.», verosimilmente riferito all’arresto dell’ultrà napoletano soprannominato «Genny a’ carogna». Questa circostanza, fanno sapere da Questura, potrebbe avere conseguenze sulle procedure in atto per l’attribuzione del Daspo allo stesso Patarnello.
A incastrare l’ultrà sono stati i filmati delle telecamere dello stadio di via del Mare. Patarnello è stato ripreso mentre in Curva Nord, inginocchiato per non farsi riconoscere, lancia un fumogeno e, sempre in ginocchio, si allontana per poi ricomparire qualche metro più avanti. L’ultrà è stato riconosciuto anche per i tatuaggi e la maglietta nera con la scritta gialla «Acab» che indossava e che è stata trovata dagli agenti della Digos nel corso di una perquisizione domiciliare.
(www.corrieredelmezzogiorno.it)

lunedì 23 giugno 2014 Scontri durante Lecce-Carpi, condannati 10 ultrà

Arrivano le prime 13 condanne per gli incidenti scoppiati al termine della finale play-off Lecce Carpi di un anno fa che sancì la mancata promozione dei giallorossi in serie B. Il gup Antonia Martalo, ridimensionando il quadro accusatorio, nel processo in abbreviato ha condannato Antonio Angelè Carmine, 41 anni, di Matino, a due anni e quattro mesi di reclusione; Andrea Bufano, 36enne di Martano, ad un anno di arresto per invasione di campo (a fronte dei 4 anni e 2) e ad un’ammenda di 4 mila euro ma è stato assolto per insufficienza di prove dall’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale che lo ha tenuto in carcere per parecchi mesi.
Francesco Cannoletta, 27enne di Castromediano, ad un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, (3 anni e 6 mesi); Cristian Capoccia, 30 anni, di Lecce, a due anni, pena sospesa, (3 anni e 10); Andrea De Giorgi, 37 anni, di Lecce, a due anni e tre mesi (5 anni) con l’aumento per la contestata recidiva; Simone Giannini, 29 anni, di Lecce, a due anni e sei mesi (4 anni); Gabriele Greco, 28 anni, di Lecce, a 2 anni e 6 mesi (3 anni e 6); Renato Orlando, 42, di Morciano di Leuca, ad 1 anno e 6 mesi, pena sospesa (3 anni e 6 mesi); il palermitano 23enne Antonino Raccardi, ritenuto il responsabile dell’incendio della jeep della polizia, a 3 anni e 10 mesi (proprio come il pm); Massimiliano Stefanizzi, 34 anni, di Firenze, a due anni, pena sospesa (a fronte dei 4); Riccardo Tondo, 32 anni, di San Cesario, a 2 anni e 6 mesi, esclusa la recidiva; Fabio Campa, 32 anni, di Melpignano, ad 8 mesi di carcere (1 anno), pena sospesa, così come per Salvatore Persano, 21 anni, di Lecce mentre Nicola Pinto, 27 anni, di Lecce, ad un anno con l’aumento della recidiva e a 4 mila euro di ammenda.
(F.Oli. - www.quotidianodipuglia.it)

giovedì 05 settembre 2013 Lecce-Carpi, 23 Daspo dopo i disordini

"Dopo i violenti tafferugli di Lecce-Carpi del 16 giugno scorso, nei giorni scorsi sono scattati ventitrè provvedimenti di Daspo nei confronti di altrettanti supporters salentini. Per loro è stato disposto, come da regolamento, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive e l'obbligo di firma durante le partite della squadra giallorossa per tre anni.
Le misure, eseguite dagli agenti della Digos di Lecce, sono state emesse dal questore del capoluogo salentino, Vincenzo Carella, e convalidate dal gip Vincenzo Brancato su richiesta del sostituto procuratore Massimiliano Carducci. Quest'ultimo è il titolare delle indagini avviate sugli incidenti verificatisi al termine del match di ritorno dei playoff di Lega Pro.
Il 6 luglio scorso dieci tifosi del Lecce e uno del Palermo sono stati arrestati con l'accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, incendio e invasione di campo, mentre le stesse accuse sono state, poi, formulate a carico di altri tre sostenitori del Lecce, arrestati il 1 agosto. Per tutti le misure cautelari sono state revocate in breve tempo, ma per il ritorno al Via del Mare dovranno pazientare tre anni."
(bari.repubblica.it)

sabato 13 luglio 2013 Disordini dopo Lecce-Carpi, scarcerati 6 ultrà

Sono stati scarcerati sei degli undici ultra' arrestati una settimana fa dalla Digos di Lecce con l'accusa di avere partecipato ai disordini al termine della gara Lecce-Carpi, del 16 giugno scorso, che ha decretato la promozione in serie B della squadra emiliana e la permanenza dei salentini in Lega Pro. Il gip Giovanni Gallo, che ha firmato tredici ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di tifosi violenti (due non sono state eseguite a causa di dubbi sull'identita' dei destinatari), ha parzialmente accolto le sollecitazioni avanzate dagli avvocati degli indagati all'esito degli interrogatori di garanzia tenuti nei primi giorni della settimana. I supporter, pur ammettendo le proprie responsabilita', si sono detti pentiti e hanno precisato di avere agito spinti dalla rabbia scatenata dal risultato negativo della gara. Nello specifico, il gip ha disposto la scarcerazione, con obbligo di dimora, per Francesco Cannoletta e Renato Orlando, mentre gli arresti domiciliari sono stati concessi a Christian Capoccia, Simone Fiorentino, Antonio Carmine Angele' e Gabriele Greco. La custodia cautelare in carcere e' stata invece confermata per Giuseppe Campobasso, Andrea De Giorgi e Riccardo Tondo. Restano invece da definire le posizioni di Andrea Bufano, salentino arrestato e detenuto a Bologna, e Antonino Raccardi, ultras del Palermo che ha assistito alla partita del Lecce in virtu' del gemellaggio tra la squadra giallorossa e quella rosanero. Proprio quest'ultimo e' stato ritenuto responsabile degli episodi piu' gravi di aggressione ai danni di uno steward e dell'incendio di un'auto della polizia. I reati contestati agli arrestati sono: resistenza aggravata a pubblico ufficiale (ovvero alle forze dell'ordine e agli steward), danneggiamento e incendio. In totale sono 25 le persone indagate nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci. Le indagini della Digos di Lecce sono ancora in corso per identificare le altre persone che hanno partecipato agli scontri, dentro e fuori lo stadio di Via Del Mare. (AGI)
(http://www.agi.it)

sabato 06 luglio 2013 Follia ultrà a Lecce, tredici arresti "Violenza cieca e immotivata"

Le misure di custodia cautelare in carcere per i disordini dopo la gara in casa col Carpi e la mancata promozione in B: contestati violenza e resistenza a pubblico ufficiale e agli steward, danneggiamento e invasione di terreno di gioco. Uno di loro incendiò un'auto della polizia all'esterno dello stadio
Finiscono in manette a distanza di tre settimane dalla partita della vergogna alcuni tifosi del Lecce Calcio ritenuti responsabili dei disordini dentro e fuori lo stadio di via Del Mare, dopo la gara con il Carpi e la mancata promozione in serie B. Scontri pre-organizzati, come hanno spiegato gli investigatori, annunciati dalle minacce che dirigenti e calciatori giallorossi hanno ricevuto la sera del 15 maggio mentre si trovavano in un ristorante.
“Se non vincete i play-off non vi fate più vedere in giro”, avrebbero detto i supporter, che – dopo l’1-1 strappato dal Carpi – hanno scatenato la rabbia covata per un mese, “che ha infangato una città civile e ospitale”, come ha spiegato il procuratore aggiunto Antonio De Donno. “Alla violenza cieca e immotivata la giustizia ha risposto con solerzia e decisione – ha aggiunto il procuratore – per punire atteggiamenti criminosi che non hanno nulla a che fare con lo sport”. Tredici sono le ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip di Lecce Giovanni Gallo (che ha parlato di “azioni di vera e propria guerriglia realizzate con assoluto disprezzo verso lo Stato)”, su richiesta del procuratore della Repubblica Cataldo Motta e del sostituto Massimiliano Carducci, che hanno coordinato le indagini degli agenti della Digos diretti dal vicequestore Raffaele Attanasi
Dieci, al momento, le misure eseguite – insieme alla notifica di un obbligo di dimora al responsabile dell’aggressione a un fotografo - ma i poliziotti sono all’opera per individuare tutti i destinatari e consegnarli al penitenziario di Borgo San Nicola. Contestualmente sono state effettuate 25 perquisizioni domiciliari, che hanno dato esito positivo, consentendo agli investigatori di individuare nelle abitazioni degli indagati l’abbigliamento utilizzato domenica 16 giugno, ovvero maglie, cappellini e pantaloni con cui sono stati immortalati nei filmati che li inchiodano alle loro responsabilità.
Ampia la gamma di reati contestati: violenza e resistenza a pubblico ufficiale e agli steward, danneggiamento e invasione di terreno di gioco. Dodici destinatari della misura cautelare sono originari di Lecce o dei paesi della provincia mentre un giovane è stato arrestato a Palermo, città dalla quale all’alba di quella domenica da dimenticare era partito per raggiungere il Salento e sostenere i supporter giallorossi, con cui i rosaneri sono da tempo gemellati.
Antonino Raccardi, 23 anni appena e una militanza attiva nelle fila degli “Ultras curva sud” del Palermo, è autore dell’aggressione allo steward Marco Marchello e anche dell’incendio dell’auto della polizia parcheggiata fuori dallo stadio. A lui i poliziotti sono arrivati estrapolando dai filmati il particolare del tatuaggio con l’aquila ad ali spiegate e logo del Palermo, inciso sull’avambraccio destro. I tatuaggi, vistosi e in alcuni casi scoperti, hanno consentito anche l’identificazione di altri responsabili delle violenze. In manette, oltre a Raccardi, sono finiti: Antonio Carmine Angelè (di 40 anni di Matino), Giuseppe Campobasso (36 anni di Copertino), Francesco Cannoletta (26 anni di Cavallino), Christian Capoccia (30 anni di Lecce), Andrea De Giorgi (37 anni di Lecce), Simone Fiorentino (34 anni di Lecce), Gabriele Greco (27 anni di Lecce), Renato Orlando (42 anni di Morciano di Leuca), e Riccardo Tondo (30 anni di San Cesario-Lecce). Oltre alle persone per cui è scattata la misura, numerosi sono gli indagati nell’ambito dell’inchiesta scattata nello stesso pomeriggio del 16 giugno, dopo che le forze dell’ordine sono riuscite a sedare i disordini con l’aiuto degli steward della ditta di Rosario Marchello, che prestano servizio dentro la struttura di via Del Mare. A far scoppiare la rabbia dei tifosi, il risultato della gara che – grazie a quell’1-1 finale, ha consegnato la promozione in serie B al Carpi, costringendo il Lecce di Savino Tesoro a militare per un altro anno in Lega Pro.
Nelle ore successive agli scontri gli uomini della Digos erano riusciti ad arrestare un brindisino, ritenuto responsabile del lancio di sassi contro la polizia fuori dallo stadio, e a denunciare altri due ragazzi. Altre persone, immortalate nei video dei disordini, invece si erano rese irreperibili al fine di evitare l’arresto “differito” che la legge consente entro le 48 ore dai fatti contestati. Già il giorno successivo, però, la giustizia sportiva aveva presentato alla società giallorossa un conto molto salato, imponendo al Lecce quattro gare a porte chiuse e 15.000 euro di sanzione. Le indagini proseguono per identificare anche tutti i responsabili dell’invasione di campo. Nei prossimi giorni il questore di Lecce, Vincenzo Carella, emetterà nuovi provvedimenti di allontanamento dallo stadio.
(Chiara Spagnolo - www.repubblica.it)