venerdì 10 maggio 2019 Una splendida giornata

Gli spalti del Via del Mare
Gli spalti del Via del Mare

Sì, siamo all'ultima curva, ancora poche ore e per il Lecce e i suoi tifosi finalmente sarà rettilineo finale, dove correre, correre con forza e raziocinio, scaricare le tensioni e le incertezze degli ultimi dieci giorni, in vista di un traguardo impensabile fino a quattro mesi fa e ora desiderato e meritato.
Certo non è stato semplice allontanare dalla memoria l'immagine dei 90 minuti giocati sul campo di Padova ad inseguire certezze ed entusiasmo, incredibilmente smarriti, sia pure per poco. Non è stato facile guardare a quella partita come a un episodio sfortunato rispetto a una "storia di successo" come quella che hanno scritto Liverani e i ragazzi nel corso di questa stagione. Il Lecce visto a Padova era certamente un Lecce stanco, provato dal caldo e dall'impegno di energie fisiche e mentali che avevano richiesto le due imprese appena realizzate, una vittoria "epocale" su un campo che ci aveva visto sempre soccombere e in condizioni climatiche poco favorevoli al gioco dei giallorossi, e la vittoria ottenuta con rabbia e determinazione contro il Brescia, quasi a riprendersi quanto il Lecce non era stato capace di ottenere all'andata, anche per ribadire che non esisteva un unico padrone di questo campionato di B.
Quello di Padova era lo stesso Lecce, solo un po' più stanco, più povero di energie e solo marginalmente, a parere di chi scrive, frenato dalle paure e dal peso della posta in gioco. Quando questa squadra è priva di forze, è incapace di accelerazioni, anche le idee fluiscono più lentamente, le soluzioni risultano più banali e l'esecuzione più scontata. E questo sostanzialmente che è mancato a Padova per chiudere il conto, brillantezza e forza fisica più che determinazione e consapevolezza, lucidità più che intelligenza. Nessun dubbio che ora quell'episodio sia alle spalle, anche dal punto di vista psicologico: il Lecce è padrone del suo destino perché ha meritato di esserlo e non per una serie di congiunture favorevoli. Del resto i numeri parlano chiaro: un girone di ritorno che ha visto i giallorossi accumulare più punti rispetto all'andata (1,94 punti a partita, due punti sui tre in palio, contro una media di 1,6 nel girone di andata) e migliorare significativamente la propria differenza reti, non solo grazie alla goleada di Ascoli ma anche per una maggiore solidità conseguita nella fase difensiva. Ed è un Lecce che è stato capace di accelerare nella parte finale del girone a riprova del fatto che la preparazione ha sostenuto ampiamente gli obiettivi; voglia, consapevolezza e qualità hanno poi fatto il resto.
Con lo Spezia sarà partita secca, quindi per definizione partita in cui tutto può succedere, ma il Lecce deve ripartire dalle sue certezze non dalle sue (poche e occasionali) insicurezze. Il "piano A" è ampiamente alla portata; lo dicono le qualità di tecnico giocatori e molto può fare anche quella giusta dose di spensieratezza e di spavalderia che spesso ha contraddistinto il campionato dei giallorossi. Se fosse un risultato diverso, sarà comunque, come tutti noi abbiamo riconosciuto fino ad ora, un risultato superiore alle attese e il Lecce potrà ripartire sapendo di avere ancora frecce al proprio arco per centrare l'obiettivo. È una squadra che andrà sempre sostenuta e applaudita, che sarà comunque ringraziata e abbracciata per aver regalato bel gioco, risultati ed entusiasmo.
Non ci sono ragioni per non essere lucidamente ottimisti: essere arrivati a questo punto, in modo non occasionale ma in virtù di lavoro, programmazione e passione è un incredibile risultato. Se non lo dimenticheremo, questo sabato sarà comunque una bellissima giornata di calcio come tante ne hanno già vissute e ne vivranno ancora le gradinate del Via del Mare.

(o-w.k.)