sabato 25 luglio 2020 Briciole di speranza

Donati e Lapadula festeggiano contro il Brescia
Donati e Lapadula festeggiano contro il Brescia

Vincendo contro il Brescia il Lecce tiene ancora accesa la fiammella della speranza e affronta le ultime tre gare della stagione con un residuo di fiducia nonostante la consapevolezza di aver perso molte occasioni per chiudere un campionato certamente strano e irripetibile.
I giallorossi giocano con piglio deciso e con sicurezza almeno 60 dei 90 minuti regolamentari e colpiscono due volte nel primo tempo (al 22' e al 32') con l'unica vera punta di razza che avrebbe consentito alla squadra, se disponibile più a lungo nel corso del campionato, di raggiungere tranquillamente il traguardo della salvezza. Poi, ormai in riserva per una condizione fisica ancora approssimativa per molti e a causa degli impegni ravvicinati di questo finale di stagione, la squadra di Liverani riesce ancora a rispondere al gol di Dessena nella ripresa con una splendida azione orchestrata da Tachtsidis (su ritmi "bailadi" sicuramente un giocatore di classe superiore) e conclusa da Saponara, ancora una volta capace di far immaginare tecnica e visione superiori in un'annata per lui tutto sommato da dimenticare.
Il Brescia è sceso in campo al via del Mare offrendo la chiara sensazione di non credere più nella salvezza pur aritmeticamente ancora possibile. Gioca con ritmi compassati, quasi con sufficienza in alcuni dei suoi uomini migliori, tanto da far sembrare marziani i giallorossi. Il Lecce è così capace di imbastire azioni veloci partendo dalla linea difensiva e di trovare spazi per scambi ravvicinati soprattutto grazie all'apporto di Barak, Donati, Saponara e alla grande capacità di attaccare la profondità e di farsi trovare in area di una Lapadula superlativo.
Così il Lecce colpisce due volte, la prima su cross da sinistra di Falco che trova Lapadula solo a colpire di testa al centro dell'area piccola, la seconda dopo un'azione insistita che ha visto gli avanti leccesi inserirsi in area di rigore e ancora una volta lo stesso Lapadula ribadire in rete da posizione angolata e molto ravvicinata. Nella seconda frazione di gioco, complice anche il calo fisico della Lecce, il Brescia prende coraggio dopo aver modificato l'assetto della squadra con una serie di cambi e accorcia le distanze ancora una volta a seguito di una confusa azione in area leccese in cui Dessena buca Gabriel tra una selva di gambe. Dopo aver ristabilito le distanze il Lecce controlla pur con qualche fatica il risultato, ma al fischio finale si ritrova a dover fare i conti con la vittoria del Genoa nel derby della Lanterna che mantiene immutate le distanze dall'ultimo posto utile per la salvezza.
Luci ed ombre quindi in questo impegno casalingo: da un lato certamente la voglia degli uomini di Liverani di non mollare pur sapendo di aver perso molte occasioni utili per ritrovarsi in una posizione di classifica più tranquilla, e non tutte per colpa del caso; dall'altro l'evidenza che certamente il Lecce non può definirsi l'ultima della classe, ma che appare capace di fare risultato e di far valere la predisposizione alla costruzione del gioco secondo la filosofia di Liverani solo se assistito da condizioni fisiche e qualità tecniche di cui la squadra non ho mai potuto disporre nel corso della stagione. Ci sarà tempo per commentare le deficienze o gli errori che hanno contrassegnato un anno a tratti entusiasmante, ma in gran parte deludente; adesso tutti abbiamo il dovere di restare aggrappati alle briciole di ottimismo che rimangono per queste ultime tre gare e di riconoscere con la passione di sempre che i nostri colori ci hanno fatto soffrire e gioire comunque fino all'ultimo minuto della stagione.

(o-w.k.)