domenica 04 aprile 2021 Giù il cappello per questo Lecce

L'esultanza di Pettinari dopo un gol
L'esultanza di Pettinari dopo un gol

Non c'è tempo per entusiasmarsi perché bisogna guardare alla prossima partita, al nuovo banco di prova. Non c'è tempo di gioire perché il campionato si decide ora, a primavera, come sempre è successo per la serie B, e non c'è nulla ancora di scritto in modo definitivo. Ma non ci si può nascondere che la partita con la Salernitana, squadra ostica e certo migliore del gioco che esprime, è stata una conferma della forza e della compattezza del Lecce in questo momento, probabilmente nel momento clou della stagione.
Vi era indubbiamente grande apprensione alla vigilia: i campani sono un avversario difficile da superare, comunque, la sosta poteva comportare qualche incognita, e vi era il timore che fosse difficile ripetersi ancora una volta dopo le ottime prestazioni delle ultime settimane. E' bastato mettere il pallone a centrocampo ed è immediatamente stato chiaro chi aveva voglia di vincere: il Lecce ha subito costretto la Salernitana nella sua metà campo, creando numerose importanti occasioni con Lucioni che per due volte ha fatto gridare al goal nel primo quarto d'ora, e grazie alla intraprendenza di Pettinari, Coda e Henderson, in qualche caso aiutati da rimpalli e cali di attenzione dei difensori avversari, ma comunque concentrati e aggressivi.
Partita perfetta nel primo tempo: Coda e Pettinari davanti sono ben sostenuti da Henderson, Bjorkengren e Majer fanno tanta legna in mezzo al campo consentendo a Tachtsidis di reggere i ritmi certo non elevati del match, la difesa ben protetta e registrata ottimamente soprattutto da Meccariello e Maggio, non è mai in affanno, grazie anche all'atteggiamento rinunciatario degli ospiti, chiusi a testuggine davanti a Belec. Difficile far saltare il bunker di Castori, nonostante una possesso palla impietosamente a favore dei giallorossi, ma ci riesce Pettinati al 44' con un colpo di biliardo in piena area, dopo essersi liberato magistralmente di due uomini, su perfetto lancio del centrale greco.
Partita in discesa nella ripresa, dunque? Non proprio, perché la Salernitana rientra in campo con il coltello tra i denti, mostra di avere quei numeri e quelle idee che non si erano notate per i primi 45 minuti e mette in difficoltà il Lecce, finalmente però aprendo in modo netto gli spazi in mezzo al campo. Corini non si fa trovare impreparato e, vedendo i suoi in affanno, inserisce Hjulmand per dare forza e dinamismo alla linea di centrocampo e poi Rodriguez per avere maggiori possibilità di ripartenze più rapide. Proprio su una micidiale verticalizzazione al 19' Coda si invola con un movimento perfetto verso la porta campana e costringe Bogdan al fallo con inevitabile rosso. Poco dopo, al 27', il Lecce chiude la pratica con un veloce scambio tra Coda, Maggio e Rodriguez; lo spagnolo dal fondo restituisce un cross millimetrico all'uomo con il "due" sulle spalle che ancora una volta si trasforma in goleador con una precisa conclusione di testa.
Partita quasi perfetta, se si eccettuano i primi 15 minuti della ripresa, di un Lecce in salute e determinato al limite della ferocia. Gioco fluido, a tratti spettacolare, con molti interpreti di primo livello e in gran spolvero, in campo e in panchina. E' sempre tutto da scrivere, ancora il traguardo è da raggiungere lottando con le unghie e con i denti: intanto però il Lecce si gode i 4 punti di vantaggio sulla zona playoff e Mister Corini, insieme al suo staff, i risultati del suo lavoro. Tutti bravi, quindi, ma la sagacia tattica, l'equilibrio e le convinzioni del signore (in tutti i sensi) in panchina meritano una menzione speciale. Chapeau, Mister.

(o-w.k.)