giovedì 04 novembre 2021 La politica dei piccoli passi

Coda festeggia il gol al Cosenza
Coda festeggia il gol al Cosenza

Continuiamo ad ammirare un bel Lecce, una squadra in crescita giornata dopo giornata, sempre propositiva e impegnata a imporre il suo gioco. Ed è al tempo stesso un Lecce che mette in mostra in molti dei volti nuovi in organico, sbrigativamente definiti "seconde linee", qualità e numeri superiori alle attese (la citazione questa volta e per un ottimo Calabresi sulla fascia finora appannaggio di Gendrey). Fuor di dubbio che i pareggi con Perugia o Ascoli e la stessa vittoria sfumata negli ultimi minuti con il Brescia avrebbero potuto portare il Lecce in vetta alla classifica, ma è pur vero che in campo scendono anche gli avversari, e che questo campionato è estremamente livellato e consente anche a squadre non eccelse di fare risultato. In ultima analisi i due punti persi a Brescia, nell'ottica di chi potrebbe contendere ai lombardi una delle prime piazze sono stati alla fine un punto guadagnato, un pareggio conseguito in casa di una diretta concorrente.
La partita con il Cosenza, squadra che a posteriori possiamo definire di non altissima caratura, ma comparabile sicuramente a Como e Ascoli, solo per citare avversari incontrati di recente, è stato in effetti un match con poca storia in cui il Lecce ha imposto da subito la sua superiorità, i singoli non hanno fatto rimpiangere gli assenti e a tratti ha mostrato un gioco manovrato e divertente, come del resto è accaduto in molte precedenti occasioni. Rispetto ai mezzi passi falsi con squadre di media classifica delle passate giornate va tenuto conto della crescita e della maggiore consapevolezza di alcuni uomini: Strefezza - mai scambio potrà essere più benedetto! - sblocca la partita al 30' con un tiro da fuori radente e velenoso che gli consente finalmente di centrare la porta dopo molti legni e di incrementare il suo bottino personale; Coda chiude a doppia mandata il destino della partita nei minuti di recupero infilando di testa l'amico Vigorito su perfetto cross di Calabresi; a inizio ripresa, grazie ad uno splendido lancio in verticale di Strefezza, Bjorkengren chiude il conto con un'accelerazione in area avversaria e con un rocambolesco rimpallo sul portiere in uscita che manda pallone e giocatore a rotolare festosamente in rete. Solo al 67' i calabresi mostrano di riaversi parzialmente e, in una fase della partita di relativo relax per centrocampo e difesa giallorossi, colpiscono con un tiro di Caso dalla sinistra del fronte d'attacco. Nel corso della ripresa è però un continuo festival delle occasioni mancate per i giallorossi tra cui spiccano almeno due clamorose situazioni da gol: prima Di Mariano, lanciato in una delle sue ormai tradizionali e rapide incursioni sulla fascia sinistra, colpisce il palo con Vigorito battuto, poi Calabresi, con una traversata solitaria "box to box", si libera in area avversaria ma colpisce sfortunatamente lo stesso legno.
Inutile e controproducente è guardare ora ai punti che ipotizziamo persi con squadre cosiddette minori: in questo campionato si va avanti molto bene a fari spenti soprattutto se le squadre di vertice con una certa frequenza sono costrette a rallentare: a oggi fare punti risulta ugualmente importante rispetto a ottenere la posta piena. Se consideriamo anche la Ternana, che chi scrive ritiene potenzialmente tra le migliori per qualità della rosa, un po' meno quanto a guida tecnica, almeno cinque o sei squadre, vale a dire oltre un quarto dell'intera serie cadetta, balbettano nei bassifondi della classifica o navigano tra risultati incerti lontane dalle prime posizioni. A inizio campionato molte di queste erano compagini più accreditate del Lecce e in quel momento, superati i traumi della stagione passata e dopo una necessaria e quasi brutale epurazione della vecchia guardia, nessuno avrebbe scommesso a occhi chiusi su una squadra capace di lottare nelle prime posizioni e di esprimere un gioco redditizio e piacevole. Godiamocelo, impariamo ad apprezzare la politica dei piccoli passi di Mister Baroni.

(o-w.k.)