Tabellino della partita

31/10/1976 - Lecce, stadio Via del Mare
6° giornata del Campionato di Serie B 1976/1977
Lecce 0Cagliari 0
Nardin
Lorusso
Croci
Mayer
Zagano
Giannattasio
Sartori
Biondi
Loddi
Fava
Montenegro
Copparoni
Ciampoli
Longobucco
Casagrande
Valeri
Roffi
Roccotelli
Quagliozzi
Piras
Brugnera
Virdis
Allenatore:
Renna
Allenatore:
Toneatto
Sostituzioni:
Pezzella per Biondi (68')
Sostituzioni:
Lamagni per Virdis (73')
Reti:
Reti:
Ammonizioni ed espulsioni:
ammonizione Mayer
ammonizione Lorusso
ammonizione Pezzella
Ammonizioni ed espulsioni:
ammonizione Ciampoli
ammonizione Casagrande
Arbitro: Menegali
Note:
Cielo coperto con pioggia, terreno allentato. Angoli 13 a 1 per il Lecce. Spettatori paganti 16.000 più 900 abbonati (per un incasso di circa 50 milioni), ma considerando che le tribune e le curve presentavano a vista d'occhio il "tutto esaurito" allo stadio ci sono stati circa tremila "portoghesi". Presente in tribuna, l'ex centravanti Ferrari, ora al Cagliari.
Cronaca:
La gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 1 novembre 1976 così titolava: "Il Lecce sbaglia un gol dopo 5' poi il Cagliari fa solo muro" Porta l'etichetta di lusso, si chiama Cagliari, viene da un passato glorioso legato al superstar Riva ancora in catena di montaggio per via di un brutto e antico infortunio, viaggia in prima classe tra i big del campionato, ma è tutta apparenza. A parte quei numeri in classifica non onora il calcio nemmeno per scommessa. Tutto si svolge secondo l'arida e ferrea logica dell'allenatore Toneatto, al quale fischi ed insulti non devono fare alcun effetto visto che non ammette divagazione sul tema barricate da far spavento con monumenti piazzati in area a spazzare spesso con disinvoltura da calcio rionale. E contro questo muro del non gioco, il Lecce si stende come e quando vuole. Tanto che può andare in gol dopo appena cinque minuti, quando Biondi inventa un cross mirabile per Loddi, che mette prontamente in corridoio nel quale entra prepotentemente Sartori. E' un azione esaltante. L'epilogo appare scontato. Siamo a non più di sei-sette metri dal portiere, in posizione centrale e con il pallone in corsa. Parte il tiro, è una fiondata non un tocco, come logica vorrebbe. Ma l'inglese non ha il piede facile, Punta con decisione e purtroppo il pallone sfiora il palo e finisce fuori insieme alle imprecazioni non solo di Sartori, ma anche di ventimila tifosi che hanno sfidato un mezzo diluvio per "giocare" con un Lecce la cui partenza è valida, persino piacevole ed entusiasmante con Biondi che colpisce la parte superiore della traversa al 20' su punizione e con un gran tiro di Montenegro che al 41' Copparoni (il migliore dei sardi) aggancia con tempismo e sicurezza. Tutte qui le azioni-gol? Troppo poche, forse, ma non si possono ignorare le difficoltà che s'incontrano quando l'avversario non lascia nemmeno lo spazio per respirare. Ma dopo i primi venti minuti il Lecce cade in un errore diremmo determinante. Passa dalla manovra sulle fascie laterali ad un incredibile tentativo di sfondamento centrale.