lunedì 22 novembre 2021 Baroni, i fatti ti cosano

Il tecnico del Lecce, Marco Baroni
Il tecnico del Lecce, Marco Baroni

Ancora un Lecce, forte e volitivo, che porta a casa un risultato positivo in una partita tra le più difficili della stagione e davanti a un settore ospiti vestito a festa. A Frosinone i giallorossi fanno un passo avanti che deve essere valutato molto positivamente sul campo di un'avversaria forte e accreditata per la vittoria finale, a indicare come il Lecce oggi sia una delle squadre più attrezzate della serie cadetta.
La partita non è stata spettacolare e ha vissuto prevalentemente di lampi: le due squadre sono apparse entrambe forti ma consapevoli della forza dell'antagonista. Nella prima mezz'ora il Frosinone ha pressato il Lecce nella sua metà campo ed è stato molto efficace nell'impedire la costruzione del gioco sin dalla linea difensiva. In questa fase si è capito quanto la partita fosse delicata e da prendere "con le pinze", sebbene oggettivamente i padroni di casa non abbiano mai realmente impensierito Gabriel. Dopo la prima mezz'ora di imbarazzi il Lecce prende però in mano la partita e si rende molto pericoloso in una incursione in area laziale di Gargiulo che colpisce la traversa con un insidioso pallonetto.
Nella ripresa il Lecce comanda il gioco per ampi tratti e non corre praticamente pericoli. L'avvicendamento tra Majer e Bjonkergren conferisce al centrocampo maggiore equilibrio; Baroni gioca in sequenza prima la carta Coda (in panchina per imperfette condizioni fisiche), poi quella di Rodriguez, e a quel punto il Lecce prova, senza fortuna, a vincere la partita: almeno in un paio di situazioni le due punte riescono a confezionare occasioni interessanti non sfruttate per imprecisione e forse anche per scarsa determinazione. Allo scadere, negli ultimi respiri del recupero, ancora Rodriguez prova su corner una girata al volo di prima intenzione di poco a lato. Alla fine è solo 0-0 ma Il Lecce in realtà vincerebbe il confronto ai punti: come a Brescia e a Benevento, per citare partite di difficoltà comparabile, non riesce a sferrare il colpo del KO ma afferma con chiarezza la sua superiorità.
Sugli spalti forse più di un migliaio di tifosi rappresenta uno spettacolo nello spettacolo, con una passione e un sostegno trascinanti che stanno a indicare come la squadra abbia numeri e forza per andare avanti. Passano i campionati, ai successi si alternano le delusioni ma mai come per il popolo giallorosso in ogni angolo d'Italia calza a pennello la frase "l'amore mio non muore mai".
Rimpianti? Forse anche questa volta, ma per metterli da parte basterebbero i numeri: su 13 incontri disputati il Lecce ha perso solo all'esordio (partita in cui peraltro sarebbe andata in vantaggio senza il goal annullato, per un nulla, a Olivieri). Il reparto arretrato ha subito solo 10 goal (erano 18 l'anno scorso dopo lo stesso numero di giornate): si tratta della seconda miglior difesa della serie cadetta che consente alla formazione leccese di vantare anche la migliore differenza reti. Alle spalle degli uomini di Baroni arrancano, sorprendentemente, formazioni in partenza accreditate per la vittoria finale, come Spal, Parma, Monza e Crotone. I valori sono in generale molto livellati e mai come quest'anno, senza una formazione a oggi in grado di accelerare, e con confronti spesso equilibrati, fare punti comunque è un risultato di tutto rispetto. Difficile dire chi a marzo, prima dello sprint finale, si sarà staccato dal gruppo delle migliori. Intanto il Lecce è lì, capace di fare sempre ottime partite e talvolta di esaltare.
Varrebbe la pena di ricordare che poco hanno importanza ora i passati mal di pancia di giocatori che pure avevano infiammato gli entusiasmi, e che al momento galleggiano ai margini dei palcoscenici che tanto agognavano. Come molto poco conta andar dietro ai malumori o all'orgoglio ferito dei giovani talenti di oggi o criticare chi suda la maglia apparentemente con poco costrutto (vedere alla voce Olivieri o a quella Gargiulo). Come diceva un famoso cabarettista sul palco di Zelig, Baroni potrebbe oggi rispondere: "...e i fatti mi cosano", e questo al momento basta ampiamente per crederci.

(o-w.k.)